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Da Gela, profonda Sicilia, fino al nord della Romania. Andata e ritorno, sui pullman bianchi, rossi e blu dell`Atlassib. Tre videomakers hanno viaggiato insieme ai migranti. I lavoratori stranieri raccontano una realtà del tutto diversa rispetto alle campagne xenofobe dei media. Parlano di sfruttamento, salari non pagati, minacce, paghe irrisorie. Un`Italia difficile e ingrata. "Noi italiani siamo in debito", spiega l`ex sindaco Rosario Crocetta.
Tutti abbiamo visto almento una volta i pullman bianchi con le strisce rosse e blu della ditta Atlassib, oppure i cartelli con le indicazioni delle fermate. Tre videomakers hanno realizzato un reportage viaggiando insieme ai rumeni. Da Gela, in fondo all`Europa, fino ai piccoli paesi settentrionali della Romania.
Hanno dato voce ai migranti che lavorano in Italia, sfruttati o umiliati dai padroni italiani. Pochi euro al giorno nelle campagne o nei cantieri edili. Minacciati, non pagati, umiliati. Proprio mentre i media lanciavano la campagna xenofoba contro i migranti dell`Est e troppi politici ipotizzavano la chiusura di frontiere appena aperte.
L`ex sindaco di Gela, Rosario Crocetta, comunista e antimafioso, racconta le iniziative del comune a favore della comunità migrante. "Siamo in debito con loro", spiega. I pullman Atlassib attraversano l’Europa intera, con percorsi lunghissimi e faticosi.
Non mancano, tuttavia, le esperienze positive, di chi ha deciso di avere una famiglia in Italia.
Formato per la citazione:
Enrico Montalbano, "Sicilia - Romania. Andata e ritorno", terrelibere.org, 24 marzo 2010, http://www.terrelibere.org/sicilia-romania-andata-e-ritorno