Ponte sullo Stretto. Tutto ciò che i
Siciliani non devono sapere…
A cura di Antonio Mazzeo
Nel 2003 fu elaborata una relazione
tecnico-urbanistica sugli impatti nel territorio di Messina delle opere
previste per la realizzazione del Ponte sullo Stretto. Il documento rivela
gravi dissesti ambientali, la trasformazione di aree abitate in cave e
discariche, l’assoggettamento di interi comuni della Sicilia orientale ai
cantieri del manufatto.
Intere colline sventrate, boschi che si trasformano
in enormi discariche di inerti, viadotti e piloni innalzati su complessi
edilizi ed impianti sportivi, persino un cimitero investito dalle colate di
cemento armato. Un territorio lacerato da decine di cantieri a cielo aperto,
villaggi antichissimi devastati da tralicci e cavi d’acciaio, le arterie
centrali di una città, già ostaggio dei mezzi pesanti, spezzate da gallerie e
reti ferroviarie. È lo sconvolgente scenario che traspare dalla Relazione
tecnico-urbanistica elaborata dal Comune di Messina per descrivere gli impatti
sul territorio dei lavori di realizzazione del Ponte dello Stretto. Una
relazione rimasta nei cassetti dei palazzi del potere, ignorata perfino dal
Consiglio Comunale che avrebbe dovuto approvarla o respingerla. Non poteva
essere diversamente: stavolta non erano gli ambientalisti a prevedere l’apocalissi,
bensì i tecnici di un Ente locale le cui differenti amministrazioni succedutesi
hanno fatto a gara per intestarsi la paternità dell’opera per l’attraversamento
stabile dello Stretto di Messina. Che i siciliani non sappiano cosa sarà
scatenato nell’isola con i lavori e i cantieri del Ponte, per non turbare i
sogni di onnipotenza di una classe politica ed imprenditoriale cresciuta sui
mille saccheggi del territorio…
Per analizzare le scarne pagine della Relazione
tecnica che si voleva “top secret” bisogna avere il cuore forte ed i nervi
saldi. Si era detto che l’”unico impatto” sarebbe stato quello “visivo” con la
rottura della continuità terra-mare-terra del mitico paesaggio tra Scilla e Cariddi.
Poi, in verità, si era anche aggiunto che per innalzare l’”ottava meraviglia
dell’Universo” andava sacrificata una riserva naturale, quella di Capo Peloro
con annessi due bacini lacustri (i laghi di Ganzirri). Oggi i tecnici del
Dipartimento Politica del Territorio del Comune di Messina fanno sapere che le
“interferenze” - sì, le chiamano proprio così - saranno molteplici, variegate e
soprattutto globali. La zona a nord della città, ad esempio, scampata alla foga
speculativa dei costruttori di Cosa Nostra, “di particolare pregio
paesaggistico” e destinata dal Piano Regolatore a “verde ambientale”, sarà
occupata dal blocco di ancoraggio dei cavi di acciaio di sostegno del Ponte. Un
chilometrico viadotto battezzato “Pantano” vedrà i suoi piloni saldamente
piantati su oltre 28.000 metri cubi di villette in avanzata fase di
realizzazione e su un imprecisato numero di edifici già abitati da famiglie
monoreddito; ancora il “Pantano” poggerà le sue strutture su un’ala del
cimitero del villaggio di Granatari, mentre la torre portante del Ponte sarà
ricavata su un’area in cui oggi ricade il grosso complesso residenziale “Due
Torri” e sulla via che collega i villaggi di pescatori che si affacciano sullo
Stretto, “senza previsione di alcuna soluzione alternativa definitiva”.
Dallo scempio non sarà risparmiato neppure il centro
città: i progettisti della Società Stretto di Messina prevedono infatti di far
sbucare la galleria del nuovo tracciato ferroviario a “doppia canna” che si
collegherà con il manufatto, nel quadrilatero compreso tra via S. Cecilia, via
A. Saffi, via Natoli e via La Farina. “Lo scavo a cielo aperto lungo il
percorso” segherà la città in due; a ciò si aggiungeranno gli impatti sul
territorio e il traffico dei lavori di trasferimento “800 metri più a sud”
della Stazione Centrale di Messina, in un’area “erroneamente indicata come
dimessa”, occupata invece da attività industriali, artigianali e commerciali e
che “non è dotata di agili infrastrutture viarie di collegamento con il
centro”. Ambedue i progetti sono stati definiti dai tecnici del Comune di
Messina “troppo gravosi in termini di impatto sul tessuto urbano esistente” e
ne è stata proposta la cancellazione con il suggerimento di “collegare il
tracciato ferroviario proveniente dal Ponte con la ferrovia esistente in
corrispondenza della Nuova Galleria dei Peloritani”, realizzata appunto per
agganciarsi al futuro manufatto. “In tal caso non vi è motivo per lo
spostamento della stazione ferroviaria”, aggiungono al Dipartimento del
Territorio, pur considerando in seconda battuta di trasferire ancora più a sud
la nuova stazione ferroviaria, in località Gazzi o Contesse. Qui si rasenta
l’amnesia: le Ferrovie italiane e l’Amministrazione comunale di Messina hanno
già avviato le procedure d’appalto per la cosiddetta “Metroferrovia” (costo
complessivo 22 milioni di euro) per collegare il villaggio di Giampilieri, ai
confini sud del comune, con la stazione centrale, e rilanciare il trasporto
ferroviario per la mobilità metropolitana. La Variante Generale al Piano
Regolatore non aveva poi previsto né il tracciato ferroviario, né lo
spostamento dell’attuale stazione richiesti dalla Stretto di Messina;
ciononostante l’ipotesi progettuale ha trovato diversi sostenitori tra gli
imprenditori e “le forze produttive” locali, particolarmente interessati a
mettere le mani sulle aree (ex) industriali della zona falcata e della
adiacente stazione ferroviaria e marittima.
Cantieri, cantieri, cantieri e
ancora cantieri
Capitolo a parte quello delle nuove strade di
collegamento con il Ponte e delle vie di accesso ai cantieri disseminati nel
territorio (ben 12 sul solo versante siciliano, 8 relativi al tracciato viabile
e 4 al tracciato ferroviario). Sono 23 i diversi tracciati stradali individuati
per il flusso dei mezzi che verranno utilizzati per la realizzazione del
manufatto, buona parte dei quali attraverso aree intensamente urbanizzate e già
soffocate dal traffico di automezzi pesanti. Il progetto preliminare prevede
poi la realizzazione dei nuovi raccordi per il collegamento con le tratte
autostradali Messina-Catania (A18) e Messina-Palermo (A20), attraverso un
“prolungamento autostradale” a monte dell’attuale tangenziale, fino allo
svincolo di Tremestieri. Si tratta di un’opera che concorrerà a sventrare
l’area pre-boschiva dei Monti Peloritani con prevedibili conseguenze sul futuro
assetto urbanistico del territorio. C’è tuttavia un ostacolo per la
realizzazione di tali opere giudicate “indispensabili” per fluidificare il
traffico di attraversamento interregionale ed intercomunale in vista
dell’attraversamento stabile dello Stretto. Gli oneri finanziari del nuovo
raccordo e degli svincoli di collegamento Giostra-Annunziata-Curcuraci-Panoramica
sono infatti esclusi dalle competenze del progetto Ponte ed è ancora da
definire chi e quando garantirà il reperimento delle risorse. Incerti se non
ignoti anche i tempi di realizzazione: i lavori dei tre lotti per gli svincoli
di Giostra e Annunziata e relativa galleria di raccordo, finanziati nel 1989
con il cosiddetto “Accordo di programma” per l’area metropolitana Messina-Reggio
Calabria e Villa San Giovanni sono congelati da tempo, alcune delle imprese che
si erano aggiudicate le gare sono fallite, altre sono finite sotto inchiesta
per una lunga serie di gravi irregolarità, mentre i costi in corso d’opera sono
aumentati proporzionalmente ai ritardi accumulati. L’ufficio tecnico del Comune
segnala poi che è stata ignorata dai progettisti del Ponte la previsione di un
“adeguato intervento per il ripristino della viabilità interrotta” della via
Circuito su cui sorgerà la torre di sostegno del Ponte, isolando il villaggio
di Torre Faro. Mancherebbe poi un progetto per collegare le vicine località
balneari di Mortelle e Tono, una nuova strada cioè che non potrà non
contribuire ai processi di erosione delle spiagge e di lottizzazione abusiva
che hanno caratterizzato il recente passato.
I cantieri di lavoro saranno ricavati su una
superficie comunale complessiva di 257.200 metri quadrati. Un territorio enorme
tutt’altro che desertico: due aree per i cantieri previsti all’Annunziata sono attualmente
interessati da un campo di calcio comunale di recente realizzazione e da alcuni
impianti sportivi minori sempre di proprietà del Comune di Messina. Un cantiere
verrà ricavato all’interno di alcuni impianti sportivi privati (campi di calcio
e calcetto) esistenti a Granatari; peggior sorte toccherà al moderno polo
sportivo della Cittadella Universitaria gestito dal CUS Messina, costato oltre
100 miliardi di vecchie lire e solo recentemente inaugurato nonostante fosse
stato previsto per ospitare le Universiadi del 1997. Il complesso sarà infatti
“attraversato” dal viadotto Annunziata “senza riguardo alle strutture sportive
esistenti (campi da tennis coperti, campo da hockey su prato, piscina, ecc.)”. L’inverosimile
viene raggiunto invece per un cantiere di un’area della frazione di Fiumara
Guardia dove il nuovo Piano Regolatore ha previsto la realizzazione di un
eliporto e della Caserma dei Vigili del fuoco indispensabili per assicurare la
copertura del territorio nord del Comune in particolari situazioni di emergenza
(incendi boschivi, ecc.). Altra importante “interferenza” quella relativa al
cantiere che sorgerà a Pace proprio accanto all’area prevista per l’ampliamento
dell’inceneritore gestito da Messinambiente S.p.A., la società mista finita
recentemente sotto inchiesta per irregolarità nella raccolta dei rifiuti e su
cui graverebbero le ombre di cointeressenze delle cosche mafiose messinesi e catanesi.
Sugli abitanti della zona di Pace ricadrà così il doppio impatto dei fumi
dell’inceneritore e delle polveri delle opere per il Ponte.
Il business di cave e discariche
Nel Comune di Messina saranno 5 i depositi per lo
scarico del materiale di risulta proveniente dagli scavi di gallerie,
fondazioni e trincee che verranno realizzati con i lavori per il Ponte. Una
superficie di 44,4 ettari di territorio sarà trasformata in discarica di oltre
1.500.000 metri cubi di inerti e rifiuti di cantieri. I siti prescelti
coincidono con zone di rilevante valore ambientale, paesaggistico o storico-artistico,
come ad esempio l’area occupata dal forte umbertino “Crispi” costruito alla
fine dell’800 per il controllo militare dello Stretto di Messina, o la
discarica di Contrada Marotta inserita all’interno della pineta che il Piano
Regolatore ha destinato alla realizzazione di un parco pubblico. Un terzo sito
in località Catanese confina a nord con una vasta area dove si stanno
espandendo le cooperative edilizie e a sud con i nuovi edifici della Facoltà di
veterinaria dell’Università di Messina. La discarica di località Rizzotti, di
cui non è noto il carico di deposito che dovrà sopportare durante e dopo i
lavori per il Ponte, è stata disegnata a ridosso della nuova Cittadella
sportiva universitaria ed esattamente accanto agli annessi alloggi di atleti e
studenti. Una discarica per 560.000 metri cubi di inerti sorgerà infine in
“località Bianchi” in un’area in cui sono in avanzata fase di attuazione
numerose villette ed altre attrezzature residenziali e turistiche.
Le cave individuate per prelevare alcuni dei
materiali necessari per la realizzazione del Ponte sono 3 per ciò che riguarda
il territorio comunale più una quarta localizzata a Misterbianco, municipio
alla periferia sud dell’area metropolitana di Catania, il cui uso avrà
inevitabili conseguenze negative per la viabilità autostradale Messina-Catania
e per la stessa tangenziale del capoluogo etneo. La localizzazione di una delle
cave di prestito sulla Panoramica dello Stretto in località Torrente Guardia ha
del sorprendente: essa coincide con l’area su cui dovrebbe sorgere un
mega-centro commerciale (costo 94 miliardi di vecchie lire) a cui sarebbero
interessati alcuni imprenditori messinesi e la multinazionale francese Auchan,
società alleata con la Rinascente della famiglia Agnelli, la dinasty a capo del
colosso delle costruzioni Impregilo che ha manifestato il proprio interesse per
la realizzazione del Ponte sullo Stretto. Sul progetto Centro commerciale,
fortemente osteggiato dalla Gazzetta del Sud diretta da Nino Calarco
presidente onorario della Società Stretto di Messina, non sono mancate tra i
politici locali di maggioranza le denunce di possibili infiltrazioni mafiose e di
oscuri interessi speculativi.
Il fronte del porto
Sono proprio le cave e le discariche l’anello più
debole dove storicamente si sono intrecciati gli interessi dell’imprenditoria
mafiosa. Terrelibere.org lo ha
raccontato nel lavoro “L’Ecomafia dei Peloritani” a cui si rimanda per cogliere
il contesto territoriale in cui si vorrebbe far sorgere il Ponte. C’è però una
grossa novità nello studio tecnico del Comune di Messina, che ci sentiamo di
segnalare, anche perché potrebbe aprire scenari e dinamiche sino ad ora inimmaginati.
In passato gli impatti socio-ambientali ed economici erano stati pensati solo
per l territorio di Messina e per quello limitrofo al municipio di Villa San
Giovanni. La relazione tecnico-urbanistica estende le ombre sinistre del Ponte,
per ciò che riguarda il versante siciliano, a sud come abbiamo visto sino a Misterbianco-Catania,
mentre a nord-ovest all’intero versante tirrenico della provincia di Messina.
Si parla infatti di “cantieri del ponte” a Ganzirri e Mortelle e di “cantieri
remoti” a Milazzo e Venetico, comuni questi ultimi a vocazione turistica e i
cui amministratori e cittadini, sino ad oggi, sono stati del tutto tenuti
all’oscuro dei progetti degli “Uomini dello Stretto”. È nel territorio di Venetico
che sarà infatti realizzato il “deposito definitivo” o “uno o più siti non ben
precisati” per i materiali di risulta dei lavori dell’infrastruttura. Più
specificatamente si accenna allo “smaltimento ed il rifornimento di materiali
tramite carrelli contenitori, tramite apposite imbarcazioni che scaricano i
materiali via mare al deposito definitivo di Venetico”. In mancanza di elementi
noti e trasparenti, si è costretti ad avanzare solo delle ipotesi: essendo Venetico
fornita sì di splendide spiagge ma del tutto priva di infrastruttura portuale,
ciò significa o che la costa del comune sarà sacrificata per un devastante
molo, o che gli automezzi da scarico raggiungeranno la cittadina attraverso la
trafficata ed insufficiente via stradale da Capo Peloro, o più probabilmente
dal Comune di Milazzo, e ciò spiegherebbe il nome di questo centro nella lista
dei misteriosi “cantieri remoti”. Recentemente per l’ampliamento e il
miglioramento funzionale del porto di Milazzo sono stati stanziati 50 milioni
di euro, mentre l’ASI di Messina ha pronto un ”Autoporto” da localizzare nella
periferia est della città, un’opera pregiudicatrice di qualsiasi tentativo di
risanamento ambientale di un’area ad alto rischio ambientale e che è fortemente
osteggiata dall’amministrazione e dalla popolazione locale anche perché sino ad
oggi ritenuta “inutile” e dilapidatrice di ingenti risorse finanziarie.
All’ombra del Ponte si tessono a Milazzo ulteriori affari ed oscure manovre:
cordate di potenti imprenditori fanno incetta di aree e puntano a monopolizzare
le attività portuali, mentre la criminalità barcellonese, una delle più potenti
di tutta la Sicilia, non nasconde i desideri di accedere ai nuovi flussi di
denaro e di estendere il carico estorsivo. Meno di 5 anni fa i mafiosi
Salvatore Di Salvo, Carmelo Mastroeni e Cosimo Scardino sono stati intercettati
mentre discutevano proprio della gestione degli appalti per la realizzazione
del molo Manganaro del porto di Milazzo, lavori aggiudicati ad una società
palermitana per un ammontare complessivo di 9 miliardi di vecchie lire.
Nell’occasione il Mastroeni propose di creare una consortile in modo da
garantire il 5% alla società appaltante ed il rimante 95% all’organizzazione
mafiosa barcellonese.
L’incerta istruttoria
“Il Ponte si inserisce nel sistema di mobilità urbana
ed inter-urbana come valida alternativa al sistema di trasporto attuale del quale,
tuttavia, non viene previsto lo smantellamento quanto piuttosto (…) un
eventuale potenziamento come valida alternativa al ponte”. Periodo contorto
tuttavia esplicito quello dei tecnici del Comune di Messina chiamati ad
analizzare gli impatti dell’opera: OK al Ponte, tuttavia il traghettamento
sullo Stretto di mezzi privati e camion continuerà, anzi sarà “potenziato”. I
privati che da decenni monopolizzano l’affaire traghetti tra le
complicità e le connivenze di politici ed amministratori possono dormire
tranquilli.
A non dover dormire sonni tranquilli dovrebbero
essere quegli amministratori e progettisti che by-passando la volontà popolare
hanno accelerato contra legem l’iter progettuale del Ponte sullo
Stretto. Dicevamo del Consiglio Comunale che non ha avuto il coraggio di
pronunciarsi sui rilievi della relazione tecnica del Dipartimento per il
Territorio del Comune di Messina che pure ha riconosciuto di aver “accertato le
interferenze sulla scorta dei pochi elaborati grafici inviatici”; pensiamo poi
alla Regione Siciliana, importante socio pubblico della Stretto di Messina S.p.A.,
ed al suo Assessorato Territorio ed Ambiente, che hanno omesso di esercitare il
dovere-potere di valutarne il grave impatto socio-economico ed ambientale,
affermando in una nota inviata al Comune di Messina il 4 marzo 2003 che il
Ponte sullo Stretto “non rientra nella fattispecie delle opere da poter
autorizzare secondo la procedura della vigente legislazione siciliana” per
trasferire poi la patata bollente al consiglio comunale che se avesse anche
voluto avrebbe dovuto valutare “entro 30 giorni” il progetto preliminare della
Società Stretto di Messina. Quest’ultimo e l’allegato Studio di Impatto
Ambientale fu fatto pervenire solo il 3 aprile successivo (data di invio da
Roma il 31 marzo 2003), proprio il 30° giorno della data limite fissata dalla Regione-socia
del Ponte. Uno “Stralcio del progetto preliminare del Collegamento viario e
ferroviario tra la Sicilia e il Continente” era stato comunque spedito a tutta
una serie di “interlocutori” della Stretto di Messina S.p.A., tra cui il Comune
di Messina, il 28 gennaio 2003. Cosa ci fosse tra quelle carte è ancora tutto
da comprendere. Si sa solo che il vicesindaco di Messina, il deputato dell’UDC
Gianpiero D’Alia, si lamentò con l’allora sindaco di Alleanza nazionale
Giuseppe Buzzanca di aver ricevuto le note della Società del Ponte “prive degli
allegati ivi richiamati”. “Si restituiscono, pertanto, gli originali al Sig.
Sindaco che, verosimilmente, è in possesso di tutta la documentazione”. Sì,
“verosimilmente”. Come “verosimilmente” la documentazione verrà rigirata “per
intero” al Dipartimento Politica del Territorio per l’istruttoria di rito. Per
scoprire alla fine, come abbiamo già visto, che furono appena 28 le tavole
visionate per individuare le “interferenze” del Ponte e che lo studio fu
realizzato su una cartografia aerofotogrammetria risalente al 2001, in scala 1:2000
e 1:5000. Da precisione chirurgica, non c’è che dire…
COMUNE DI MESSINA
PROGETTO PRELIMINARE PER LA
REALIZZAZIONE DEL PONTE SULLO
STRETTO DI MESSINA
Relazione tecnico-urbanistica
Redazione: Dipartimento
politica del territorio
Settore
urbanistica e gestione del territorio
Direttore del Dipartimento Arch. M. Minutoli
Unità
di progetto del Sistema Informativo Territoriale comunale (U.S.I.te.C.)
Direttore dell’U.S.I.Te.C. Ing. R. Cucinotta
INDICE
Introduzione
i.
Premessa
ii.
Le previsioni della variante
Generale del PRG
I Parte – Descrizione
degli impatti previsti e problematiche connesse (Impatti)
1.1
Il tracciato viario
1.2
Il tracciato ferroviario
1.3
Le aree di cantiere
1.4
I siti di deposito
1.5
Le cave di prestito
1.6
I percorsi di servizio
II Parte – Interventi compensativi e
mitigativi degli impatti rilevati
2.1 Le opere escluse
2.2 La viabilità locale
2.3 Il tracciato ferroviario
2.4 I siti di deposito
2.5 Le cave di prestito
2.6 I cantieri
2.7 I percorsi di servizio
2.8 Coordinamento
territoriale
Conclusioni
Introduzione
i. Premessa
Il Progetto preliminare e lo Studio di Impatto Ambientale al
collegamento viario e ferroviario tra la Sicilia e il Continente è stato
trasmesso dalla Società Stretto di Messina a questo Dipartimento con nota n.
239 del 31/03/2003 assunto al ns. prot. N. 1/1961 del 03/04/2003, a seguito
della nota n. 14198 del 04/03/2003 con la quale l’Assessorato Regione
Territorio ed Ambiente ha invitato questo Comune a esprimere il proprio avviso
in merito.
Il Progetto preliminare conferma la scelta del ponte
sospeso a campata unica con una lunghezza pari a 3.300 m. Tenuto conto delle
due campate sospese, il ponte ha una lunghezza di 3.666 m con una larghezza di
60 m. È costituito da tre cassoni di cui due laterali per la piattaforma
stradale e uno centrale per la piattaforma ferroviaria. Il sistema di
sospensione del ponte prevede due coppie di cavi di acciaio con diametro di
1,24 m e interesse di 52 m, ciascuno costituito da 44.352 fili di diametro di
5,38 mm.
L’opera di attraversamento è costituita
dall’impalcato, dalla torre e dal blocco di ancoraggio con le relative
fondazioni, dal sistema di sospensioni, dai cantieri del ponte di Ganzirri e
Mortelle e da cantieri remoti di Milazzo e Venetico. I collegamenti sono
costituti da: viadotto di accesso stradale e ferroviario (denominato Viadotto Pantano),
collegamento stradale alla viabilità esistente (autostrade) fino allo svincolo
dell’Annunziata; area di esazione; collegamento ferroviario del Ponte alla
nuova stazione di Messina e relativi cantieri; cave e discariche.
Le principali opere a terra relative alla costruzione
del ponte, dal lato Sicilia, sono costituite dalla torre di sostegno alta
382,60 m con due plinti di fondazione circolari con diametro di 55 m e dal
blocco di ancoraggio dei cavi costituito da una massa di 328.000 mc di
conglomerato (con sezione verticale di dimensioni max di 101 m x 66 m).
Sono inoltre previsti i raccordi autostradali e
ferroviari per il collegamento con le tratte autostradali Messina-Catania (A18)
e Messina-Palermo (A20) e alla nuova stazione di Messina.
Il costo complessivo dell’opera viene fissato in ca.
4,6 miliardi di euro (valori 2002).
Il progetto del manufatto di attraversamento stabile
dello Stretto di Messina (Ponte sullo Stretto di Messina), oltre a comprendere
la progettazione vera e propria del manufatto, studia i collegamenti del Ponte
con le infrastrutture territoriali sui due versanti interessati (Sicilia e
Calabria) e le relative cantierizzazioni.
In relazione ai collegamenti con le infrastrutture
territoriali sul versante siciliano, l’opera è suddivisa, per quanto riguarda
il tracciato stradale in tre lotti, numerati da SV1 a SV3 (SV1 – Viadotto
Pantano; SV2 – dal viadotto Pantano allo svincolo di Curcuraci; SV3 – dallo
svincolo di Curcuraci allo Svincolo Annunziata). Per quanto riguarda il
tracciato ferroviario viene invece previsto un unico lotto SF1.
Per quanto riguarda il territorio comunale, lo studio
della cantierizzazione dei collegamenti al Ponte dal versante Sicilia, esamina
tutte le attività sussidiarie e propedeutiche alla realizzazione esecutiva
delle opere (viadotti, gallerie, trincee, rilevati) con riferimento a:
1.
Suddivisione in lotti operativi;
2.
temporizzazione dei lavori;
3.
individuazione dei siti di
deposito (discariche materiali);
4.
definizione degli itinerari di
servizio;
5.
individuazione delle cave di
prestito;
6.
ubicazione dei campi e dei
cantieri.
La presente relazione, preso atto delle dimensioni e dei numeri
dell’opera, ha lo scopo di supportare da un punto di vista tecnico il Comune di
Messina nell’analisi degli impatti dell’opera sul territorio comunale al fine
di esprimere il richiesto parere di cui all’art. 3 del D. Lgs. n. 190/2002.
ii. Le previsioni della variante
Generale al PRG
La Variante Generale al P.R.G., approvata con Decreto
del Dirigente Regionale n. 686 del 2/09/2002, ha tenuto conto del progetto di
massima dell’opera di attraversamento stabile e dei collegamenti viari fino
allo svincolo di Annunziata. È stato inoltre previsto il prolungamento
autostradale, a monte dell’attuale tangenziale, fino allo svincolo di Tremestieri.
Pertanto, nella considerazione che lievi spostamenti del tracciato non
comportano variante urbanistica (anche in relazione all’art. 65bis delle
relative N.T.A.), è possibile affermare che, per quanto riguarda il tracciato
viario, il progetto preliminare è conforme alla Variante Generale al P.R.G.
Per quanto riguarda le altre opere, l’approvazione
del progetto preliminare da parte del CIPE (Comitato interministeriale per la
programmazione economica), costituirà variante allo strumento urbanistico ai
sensi della legge obiettivo n. 443/01 e dei relativi decreti attuativi.
La variante Generale al PRG considera nella città due
tipi di flussi di mobilità:
° su terra
e su mare, a tre livelli:
° traffico di attraversamento
° traffico intercomunale
° traffico comunale
con
componenti pubblica e privata ad ogni livello.
Il Ponte sullo Stretto si inserisce nel sistema di
mobilità urbana ed inter-urbana come valida alternativa al sistema di trasporto
attuale del quale, tuttavia, non viene previsto lo smantellamento quanto
piuttosto, come è accaduto ad esempio sul canale della Manica, un eventuale
potenziamento come valida alternativa al ponte.
La Variante Generale al PRG prevede inoltre, in
relazione ai servizi di supporto alla mobilità ed all’attraversamento stabile
dello stretto, due punti di coagulo strutturale e superficiale, funzionali al
Ponte, che funzionano alla stessa scala ed esprimono compiuti livelli di
coerenza con l’intero impianto della mobilità:
° Il primo
punto si identifica in un’area ricompresa nell’ambito dello svincolo di sbarco
dell’attraversamento stabile dello Stretto e contigua alla Panoramica.
° Il
secondo punto, nei pressi del torrente Guardia, attrezza lo svincolo di
connessione fra la Panoramica e l’asse autostradale legato al Ponte: si tratta
del primo intorno territoriale per il quale questa struttura entra in relazione
con il tessuto urbano.
Per il traffico di attraversamento, pur mantenendo
l’ipotesi del suo allontanamento dall’attuale tangenziale su un nuovo raccordo
autostradale da realizzare a monte di essa tra lo sbarco del Ponte e lo
svincolo di Tremestieri, si è riservata alla tangenziale stessa una funzione di
canalizzazione del traffico intercomunale alleggerendola della notevole quota
di traffico urbano che attualmente sopporta con difficoltà.
Questo intervento di specializzazione gerarchizzata
si attua attraverso la individuazione di un sistema viario integrato di bordo,
a mezza costa, che assume una più complessa valenza nell’intero impianto
viario.
Il sistema viario integrato (denominato SVI) si innesta
sulla Panoramica, in prossimità delle gallerie artificiali a ridosso delle
pertinenze di Villa Bosurgi, a Nord ed a Sud, attraverso il torrente Zafferia,
sulla strada a mare che connette il sistema produttivo integrato allo svincolo
autostradale di Tremestieri: dai due innesti sulla costa lo SVI si tende quindi
ad arco guadagnando quota ed inanellando tutte le testate delle fiumare
ricucite lungo il suo sviluppo e quindi gli accessi ai quattro svincoli di
Boccetta, Camaro, Bordonaro, S.Filippo.
La realizzazione del detto sistema viario integrato risulta
quindi indispensabile per l’alleggerimento dei flussi di traffico locali
altrimenti gravanti sulla già impegnata tangenziale.
I Parte – Descrizione degli impatti previsti e problematiche
connesse (Impatti)
1.1 Il tracciato viario
Il territorio interessato dalle opere viarie si estende lungo il
versante sud-orientale delle estreme propaggini dei Monti Peloritani che
occupano il lembo nord orientale dell’isola.
La rete viaria principale esistente tra la struttura
terminale del Ponte e lo svincolo di Giostra è costituita dalle autostrade Messina-Catania
(A18), Messina-Palermo (A20), dal collettore autostradale Nord (in corso di
realizzazione) e dalla strada Panoramica.
La rete viaria principale è integrata da un sistema
di viabilità minore che si snoda lungo i bordi dei laghi di Ganzirri e, più a
sud, fino al torrente Giostra.
Sul versante siciliano viene prevista l’area di
esazione con una stazione che serve entrambi i sensi di marcia. Il Centro
direzionale di controllo del Ponte è stato invece previsto sul versante
calabrese.
Il collegamento viario si snoda su viadotti per la
parte iniziale fino all’area di esazione (nei pressi del cimitero di Granatari
– Viadotto Pantano) e per il superamento di alcuni torrenti che vengono
intersecati dal tracciato (Viadotto Curcuraci e relativo svincolo, Viadotto Pace,
Viadotto Ciccia, Viadotto Annunziata e relativo svincolo), e per la restante
parte in galleria.
Il progetto preliminare esclude dalle proprie
competenze – e quindi dagli oneri finanziari a carico dell’opera – lo svincolo
di Giostra e il tratto di collegamento Annunziata – Giostra. Non viene inoltre
previsto il tracciato autostradale a monte dell’attuale tangenziale, per il
collegamento diretto del Ponte con lo svincolo autostradale di Tremestieri
(fondamentale per il traffico di attraversamento interregionale ed
intercomunale), in assenza del quale tutto il traffico graverebbe sulla
tangenziale. La detta evenienza appare assolutamente insostenibile.
Sono state rilevate, in relazione al tracciato
viario, le seguenti interferenze, in parte già evidenziate con note n. 3/1054
del 10/03/2003 e n. 3/1615 del 08/04/2003:
1.
Via Circuito (Lungomare
delle palme)
La torre di sostegno del ponte interferisce con la
viabilità esistente che viene di fatto soppressa senza previsione di alcuna
soluzione alternativa definitiva. Viene solo individuata una viabilità
provvisoria che costeggia esternamente l’area di cantiere SCV3, coinvogliando
il traffico sulla s.s. 113 dir.
2.
P. di L. n. 114 (Rosa
Lorenzo Giuseppina e Maria)
La Lottizzazione è interessata al passaggio del
viadotto “Pantano” e dai relativi piloni di sostegno. L’intervento è già stato
attuato con un volume edificato di mc. 8400 ca. e tipologia a villette isolate.
Lo stesso piano di lottizzazione è inoltre interessato dall’area di cantiere
SCV3.
3.
P. di L. n. 174 (Fleres
Maroniti)
La Lottizzazione è interessata dal passaggio del
viadotto “Pantano” e dai relativi piloni di sostegno. L’intervento è in fase attuativa
con un volume realizzabile mc. 8828, tipologia a schiera ed in linea con
destinazione ricettiva. Lo stesso piano di lottizzazione è inoltre interessato
dall’area di cantiere SCV3.
4.
Complesso Due Torri
Trattasi di un grosso complesso edilizio, già
realizzato, situato in corrispondenza della torre principale del ponte. Lo
stesso complesso è inoltre interessato dall’area di cantiere SCV3.
5.
Laguna di Capo Peloro
Tutto il territorio compreso tra la via Circuito ed
il cimitero di Granatari è interessato dal passaggio del viadotto “Pantano” e
rispettivi piloni.
6.
Edifici rettilineo Granatari
(S.S. 113 dir)
Gli edifici a nord del rettilineo di Granatari
saranno interessati dal passaggio del viadotto “Pantano” e dei rispettivi
piloni.
7.
Zona cimiteriale Granatari
La parte a sud-est, relativa al previsto ampliamento,
sarà interessata dal passaggio del viadotto “Pantano” e rispettivi piloni.
8.
Edifici c.da Scauzzina –
ultimo svincolo Panoramica
Gli edifici in oggetto e l’eventuale svincolo della
Panoramica saranno occupati dal futuro rilevato di collegamento del viadotto
“Pantano”.
9.
Cittadella Sportiva
Universitaria Annunziata
L’importante polo sportivo universitario di recente
inaugurazione, localizzato nei pressi del Villaggio Annunziata, tra i torrenti Ciaramita
ed Annunziata, viene attraversato dal viadotto Annunziata senza riguardo alle
strutture sportive esistenti (campi da tennis coperti, campo da hockey su
prato, piscina, ecc.).
10.
Blocco ancoraggio cavi
La zona a nord dell’attuale svincolo della Panoramica,
di particolare pregio paesaggistico, con destinazione urbanistica “E2” – verde
ambientale sarà occupata dal blocco di ancoraggio dei cavi di sostegno del
manufatto.
1.2 Il tracciato ferroviario
Il tracciato ferroviario di collegamento si snoda essenzialmente in
galleria a doppia canna che nel tratto terminale, in prossimità della futura
stazione passante, si divarica portandosi in asse con Via S. Cecilia e Via Saffi
con due canne a semplice binario. Viene inoltre previsto un posto di
manutenzione all’aperto in località Fiumara Guardia.
La Variante Generale al P.R.G. non prevede il
tracciato ferroviario, né lo spostamento dell’attuale stazione ferroviaria,
anche perché alcuna indicazione in tal senso veniva fornita dal progetto di
massima consegnato a suo tempo all’Amministrazione comunale.
Il progetto preliminare prevede lo spostamento a sud
della Stazione Centrale a cura (ed oneri) di RFI localizzando il nuovo sito
circa 800 m più a sud.
Sono stati riscontrati i seguenti impatti con il
territorio:
1.
Piano particolareggiato
ricadente nell’area ex “Cave di sabbia” – Nuova Panoramica dello Stretto – ctr
Fiumara Guardia
Nella
parte a nord del previsto piano particolareggiato, adottato con deliberazione
del C.C. n. 2/C del
3/01/200
e trasmesso all’Assessorato regionale Territorio ed Ambiente, la linea ferrata emerge
in
superficie,
corrispondenza della prevista stazione di manutenzione. Inoltre l’area è
interessata dal
cantiere
SCF3 di cui si dirà nel seguito.
2.
Gallerie artificiali Via
S. Cecilia – Via A. Saffi
Nella costruzione delle due canne ferroviarie saranno
interessate la via S. Cecilia e la via A. Saffi nel
tragitto compreso tra la piccola velocità e la via Natoli
compresi gli incroci di via Industriale e via La
Farina. Per la realizzazione delle gallerie, la cui
sommità costituirà la base della nuova struttura
stradale, si prevede lo scavo a cielo aperto lungo il
percorso della Via Saffi e della Via S. Cecilia e dei
predetti incroci.
3.
Nuova stazione ferroviaria
La nuova sede viene prevista, di massima, in un sito posto a circa 800 m
a sud dell’attuale stazione.
Tale area è in atto occupata da attività artigianali e commerciali e non
è dotata di agili infrastrutture
viarie di collegamento con il centro della città.
1.3 Le aree di cantiere
Il progetto preliminare prevede la localizzazione sul versante siciliano
di n. 8 cantieri relativi al tracciato viabile (numerati da SCV1 a SCV8) e di
n. 4 cantieri relativi al tracciato ferroviario (numerati da SCF1 a SCF4).
SCV1
– “FARO SUPERIORE NORD” – Località Serri
Estensione
28.000 mq
Realizzazione
Galleria “Faro Superiore” e area di esazione – Lotto viabilità 2
Accesso
previsto dalla Strada Panoramica, tramite apposito itinerario I-T2.
SCV2
– “CURCURACI-BALENA” – Località Fiumara Guardia – Marotta
Estensione
8.700 mq
Realizzazione
Viadotto e svincoli Curcuraci e Galleria Balena – Lotto viabilità 3
Accesso
previsto dalla Strada Panoramica, tramite apposito itinerario I-T4.
SCV3
– “PANTANO – PILONE SICILIA” – Località Torre Faro – Margi
Estensione
ca. 140.000 mq
Realizzazione
Pilone principale lato Sicilia e Viadotto “Pantano” – Lotto viabilità 1 – Lotto
Ponte
Accesso
previsto dalla S.S. 113 dir e dalla Via Circuito (Lungomare delle palme).
SCV4
– “FARO SUPERIORE SUD” – Località Bianchi
Estensione
7.700 mq
Realizzazione
imbocco Sud Galleria “Faro Superiore”
Accesso
previsto dalla Strada Panoramica, tramite apposito itinerario I-T3.
SCV5
– “PACE – LE FOSSE” – Località Fiumara Pace
Estensione
6.300 mq
Realizzazione
Viadotto “Pace” e Galleria “Le Fosse” – Lotto viabilità 3
Accesso
previsto dalla Strada panoramica, tramite apposito itinerario IT-11
Il
cantiere in oggetto confina con l’area prevista per l’ampliamento dell’attuale
inceneritore comunale di “Pace”.
SCV6
– “CICCIA” – Località Annunziata Superiore – Citola
Estensione
8.100 mq
Realizzazione
Viadotto “Ciccia” – Lotto viabilità 3
Accesso
previsto dalla Strada panoramica, tramite appositi itinerari IT-7b, I-T7a e
I-T8.
L’area
è attualmente interessata da impianto sportivo comunale (campo di calcio), di
recente realizzazione.
SCV7
– “SERRAZZO” – Località Annunziata – Rizzotti
Estensione
8.000 mq
Realizzazione
Viadotto “Annunziata”, galleria “Terrazzo” e svincolo Annunziata – Lotto
viabilità 3
Accesso
previsto dalla Strada Panoramica, tramite appositi itinerari I-T7a e IT-8.
SCV8
– “CANTIERE SELEZIONAMENTO” – Località Fiumara Guardia
Estensione
6.000 mq
Selezione
e riutilizzo materiali di scavo.
Accesso
previsto dalla Strada Panoramica, tramite apposito itinerario I-T3.
SCF1
– “IMBOCCO NORD – PONTE” – Località Granatari
Estensione
15.000 mq
Realizzazione
Blocco di ancoraggio e Galleria Ferroviaria imbocco Nord – Lotto ferroviario 1
Accesso
previsto dalla Strada Panoramica tramite itinerario I-T1d.
L’area
è attualmente interessata da impianti sportivi privati (campi di calcio e
calcetto).
SCF2
– “IMBOCCO SUD – S. CECILIA” – Località Via S. Cecilia bassa
Estensione
15.000 mq
Realizzazione
Galleria Ferroviaria imbocco Sud – Lotto ferroviario 1
Accesso
previsto dalla Via S. Cecilia, tramite itinerario I-T-13.
L’area,
indicata come dimessa, è invece in atto occupata da alcuni capannoni
industriali con attività artigianali in esercizio.
SCF3
– “POSTO MANUTENZIONE LA GUARDIA” – Località Fiumara Guardia
Estensione
6.800 mq
Realizzazione
del posto di manutenzione – Lotto ferroviario 1
Accesso
previsto dalla Strada panoramica, tramite apposito itinerario I-T4.
L’area,
come già detto al precedente paragrafo 1.2, è interessata dal progetto di un
piano particolareggiato adottato con deliberazione del C.C. n. 2/C del
3/01/2002 e trasmesso all’Assessorato Regionale Territorio ed Ambiente. Tale
piano particolareggiato, oltre a prevedere un intervento commerciale non
pubblico, prevede la localizzazione di un eliporto e della caserma Nord dei
Vigili del fuoco (che saranno lambiti marginalmente), necessaria per la
copertura di vasta parte del territorio comunale e provinciale, altrimenti
difficilmente raggiungibile in situazioni di emergenza.
SCF4
– “DISCENDERIA ANNUNZIATA” – Località Annunziata
Estensione
7.600 mq
Realizzazione
discenderia galleria ferroviaria – Lotto ferroviario 1
Accesso
previsto dalla Strada panoramica, tramite itinerario I-T7a.
L’area
è attualmente interessata da impianti sportivi comunali (campi di calcetto).
1.4 I siti di deposito
Vengono individuati, sul versante siciliano, 6 siti per
il deposito e lo scarico del materiale di risulta proveniente dagli scavi delle
gallerie, fondazioni e trincee, mentre per il deposito definitivo si fa
riferimento a uno o più siti non ben precisati nel territorio comunale di Venetico.
Il progetto preliminare indica inequivocabilmente
come deposito provvisorio quello in Località Rizzotti (SD/pr), mentre per
gli altri 5 depositi indica la eventuale possibilità di trasformazione da
temporanei a definitivi, ove le esigenze di progetto successive lo dovessero
richiedere.
La loro ubicazione interessa prevalentemente delle
vallate situate a monte del collegamento viabile.
SD1
– Località Catanese inferiore – Lotto SV3
Estensione
2.2 Ha – Deposito: provvisorio 39.000 mc – definitivo 48.000 mc.
Accesso
previsto dalla Strada Panoramica, tramite itinerario I-T7a e I-T10a.
Esistono
aree residenziali sul perimetro nord (cooperative edilizie), mentre a sud confina
con i nuovi edifici della Facoltà di veterinaria.
SD2
– Località Catanese superiore – Lotto SV3
Estensione
ca 22,0 Ha – deposito: provvisorio 360.000 mc – definitivo 440.000 mc
Accesso
previsto dalla Strada Panoramica, tramite itinerario I-T7a e I-T10a.
La
parte est dell’area in oggetto è occupata dal forte umbertino definito Crispi o
batteria Menaia, urbanisticamente individuato nella variante Generale al P.R.G.
come zona “A1 – Immobili di interesse storico, monumentale o ambientale”,
unitamente alla sua pertinenza. Fu costruito tra il 1892 e il 1893, assieme
agli altri 22 forti umbertini che caratterizzano lo stretto di Messina su
entrambe le sponde.
SD3
– Località Contrada Marotta – Lotto SV3
Estensione
ca. 4,6 Ha – Deposito: provvisorio 160.000 mc – definitivo 200.000 mc
Accesso
previsto dalla Strada panoramica, tramite appositi itinerari I-T6b e I-T11.
L’area
in oggetto ricade nella variante Generale al P.R.G. parte in zona “I3 – bosco”
e parte in zona “F2 – parco pubblico”.
SD4
- Località Bianchi – Lotto SV3
Estensione
ca. 12,2 Ha – Deposito: provvisorio 455.000 mc – definitivo 560.000 mc
Accesso
previsto dalla Strada Chiesa del Buon riposo, tramite itinerario I-T12.
L’area
in oggetto ricade nella variante Generale al P.R.G. parte in zona “C4 – zona
destinata a residenza e attrezzature turistiche integrate”, in adiacenza ad un
piano di lottizzazione in corso di attuazione (PdL 150 – tipologia villette
singole).
SD5
– Località Serri – Lotto SV2
Estensione
ca. 3,5 Ha – Deposito: provvisorio 160.000 mc – definitivo 200.000 mc
Accesso
previsto tramite pista di cantiere – itinerario I-T12.
L’area
in oggetto ricade nella variante Generale al P.R.G. in zona “C1d – di espansione
di tipo rado anche per l’edilizia economica e popolare”.
SDpr
– Località Rizzotti – Lotto SV2
Estensione
ca. 3,5 ha – Deposito: provvisorio 110.000 mc – definitivo --- mc
Accesso
previsto tramite pista di cantiere adiacente al tracciato autostradale.
A
ridosso della cittadella sportiva universitaria ed esattamente confinante con
le annesse residenze destinate ad alloggio atleti e studenti.
1.5 Le cave di prestito
La necessità di inerti pregiati e non, vengono garantite dalla presenza
dei siti di cava già individuati nel progetto di massima del 1992, che vengono
di seguito descritti in dettaglio:
SC/1a – Cava Conbit – Località Torrente Pace
Estensione diversi ettari –
Accesso previsto dalla Strada Panoramica tramite apposito
itinerario I-T11.
SC/1b – Cava Magnolia – Località Torrente Guardia
Estensione diversi ettari (ca. 70 ha)
Accesso previsto dalla Strada Panoramica.
L’area in oggetto, come già detto in merito al
cantiere SCF3, è interessata dal progetto di un piano particolareggiato
adottato con deliberazione del C.C. n. 2/C del 3/01/2002 e trasmesso
all’Assessorato Regionale Territorio ed Ambiente, per il quale si conferma
quanto precedentemente rilevato.
SC/2 – Cava SALTIS – Località Misterbianco CT
Estensione 12 ha
Il trasporto dei materiali avverrà verosimilmente
tramite l’autostrada A18, proseguendo nel Comune di Messina tramite la
viabilità esistente.
SC/3 – Cava SMAV90 – Località Santo Stefano
Estensione diversi ettari –
Accesso previsto dalla Strada sterrata lungo la
fiumara Mezzano.
Il trasporto dei materiali avverrà verosimilmente
tramite la tangenziale proseguendo tramite la viabilità esistente.
1.6 I percorsi i servizio
Il progetto preliminare tenta di ridurre al minimo l’utilizzo della
viabilità locale per i flussi di traffico da e per i cantieri, tramite
l’utilizzo di appositi itinerari, in parte realizzati ex novo ed in parte con
l’utilizzo (e, a volte, l’adeguamento) di tracciati cittadini con bassa densità
di traffico.
Vengono individuati 23 diversi tracciati, solo per 13 dei quali,
nell’attuale ipotesi progettuale, viene previsto l’utilizzo, come dettaglio nel
seguito.
È da rilevare tuttavia che, anche nella migliore delle ipotesi (che è
quella prevista dal progetto preliminare) di perfetto andamento dei lavori e
quindi dello sfruttamento massimo del tracciato via via realizzato da utilizzare
per i flussi di cantiere (che appare comunque improbabile agli stessi
progettisti tanto da prevedere comunque delle possibili alternative), la Strada
Panoramica verrebbe comunque sovraccaricata da flussi aggiuntivi non
sostenibili, con notevole nocumento al traffico locale.
I-T1a – Carreggiata lato mare della Strada Panoramica
dalla galleria Bosurgi allo Svincolo Fiumara Pace
(lunghezza 680 m).
Utilizzo nella attuale ipotesi progettuale: NO
Tale carreggiata sarà riservata, nella ipotesi di
utilizzo, per il traffico di servizio proveniente dai
cantieri, mentre per il traffico locale sarà
riservata la carreggiata lato monte con percorrenza a doppio
senso di marcia.
I-T1b – Carreggiata lato mare della Strada Panoramica
dalla Fiumara Pace alla Fiumara Guardia (lunghezza
1.840 m).
Utilizzo nella attuale ipotesi progettuale: NO
Tale carreggiata sarà riservata, nella ipotesi di
utilizzo, per il traffico di servizio proveniente dai
cantieri, mentre per il traffico locale sarà
riservata la carreggiata lato monte con percorrenza a doppio
senso di marcia.
I-T1c – Carreggiata lato mare della Strada Panoramica
dalla Fiumara Guardia all’incrocio con lo svincolo
proveniente dal deposito SD5 (lunghezza 3.270 m).
Utilizzo nella attuale ipotesi progettuale: NO
Tale carreggiata sarà riservata, nella ipotesi di
utilizzo, per il traffico di servizio proveniente dai
cantieri, mentre per il traffico locale sarà
riservata la carreggiata lato monte con percorrenza a doppio
senso di marcia.
I-T1d – Carreggiata lato mare della Strada Panoramica
dallo svincolo proveniente dal deposito SD5 al
termine della stessa Panoramica (lunghezza 980 m).
Utilizzo nella attuale ipotesi progettuale: SI
Tale carreggiata sarà riservata per il traffico di
servizio proveniente dai cantieri, mentre per il traffico
locale sarà riservata la carreggiata lato monte con
percorrenza a doppio senso di marcia.
I-T2 – Percorso di nuova costruzione dall’imbocco
nord della Galleria Faro Superiore fino alla Strada
Panoramica (lunghezza 620 m).
Utilizzo nella attuale ipotesi progettuale: SI
Tale strada sarà riservata per il traffico di servizio proveniente dai
cantieri.
I-T3 – Percorso di nuova costruzione (con parte in
adeguamento dell’esistente pista adiacente la Fiumara
Guardia) dall’imbocco sud della Galleria Faro Superiore fino alla Strada
Panoramica (lunghezza 850
m).
Utilizzo nella attuale ipotesi progettuale: SI
Tale strada sarà riservata per il traffico di servizio proveniente dai
cantieri.
I-T4 – Percorso di adeguamento dell’esistente pista
adiacente alla fiumara Marotta, dal viadotto Curcuraci
alla Strada Panoramica (lunghezza 920 m).
Utilizzo nella attuale ipotesi progettuale: SI
Tale strada sarà riservata per il traffico di servizio proveniente dai
cantieri.
I-T5
– Percorso di adeguamento dell’esistente pista adiacente alla riva sinistra
della fiumara Marotta, dal
Viadotto Curcuraci alla Strada Panoramica (lunghezza
370 m).
Utilizzo nella attuale ipotesi progettuale: NO
Tale strada sarà riservata per il traffico di servizio proveniente dai
cantieri.
I-T6a – Percorso di adeguamento dell’esistente pista
dall’imbocco dell’imbocco sud della Galleria Le Fosse
al torrente Pace (lunghezza 750 m).
Utilizzo nella attuale ipotesi progettuale: SI
Tale strada sarà riservata per il traffico di servizio proveniente dai
cantieri.
I-T6b – Percorso di adeguamento dell’esistente pista
lungo la riva sinistra del Torrente Pace tra il viadotto
Pace e la Strada Panoramica (lunghezza 750 m).
Utilizzo nella attuale ipotesi progettuale: NO
Tale strada sarà riservata per il traffico di servizio proveniente dai
cantieri.
I-T7a – Via Contrada Citola dalla discenderia
ferroviaria in corrispondenza del cantiere SCF4 alla contrada
Citola lungo la viabilità esistente – (lunghezza 1.200 m).
Utilizzo nella attuale ipotesi progettuale: SI
Tale strada sarà condivisa dal traffico di servizio proveniente dai
cantieri e dal traffico locale.
I-T7b – Viale Annunziata dalla discenderia
ferroviaria in corrispondenza del cantiere SCF4 al mare. –
(lunghezza 1.120 m).
Utilizzo nella attuale ipotesi progettuale: NO
Tale strada sarà condivisa dal traffico di servizio proveniente dai
cantieri e dal traffico locale.
I-T7c – Pista di cantiere di nuova costruzione che
collega l’imbocco sud della Galleria Le Fosse con la
Strada Contrada Citola. – (lunghezza 220 m).
Utilizzo nella attuale ipotesi progettuale: SI
Tale strada sarà riservata per il traffico di servizio proveniente dai
cantieri.
I-T8 – Pista di cantiere di nuova costruzione dalle
fondazioni del viadotto Ciccia all’incrocio con la Strada
Contrada Citola. – (lunghezza 1.050 m).
Utilizzo nella attuale ipotesi progettuale: SI
Tale strada sarà riservata per il primo tratto esclusivamente per il
traffico di servizio proveniente dai
cantieri, mentre per il tratto lungo Via Citola sarà condivisa con il
traffico locale.
I-T9 – Strada esistente (Via U. Fiore) che collega la
discenderia ferroviaria in corrispondenza del cantiere
SCF4 alla contrada Citola lungo la via Fiore in alternativa al percorso
I-T7a. – (lunghezza 1.630).
Utilizzo nella attuale ipotesi progettuale: NO
Tale strada sarà condivisa dal traffico di servizio proveniente dai
cantieri e dal traffico locale.
I-T10a – Strada esistente (Strada Militare Campo
Italia) che collega la contrada Citola con la Contrada
Catanese
Inferiore (SD1). – (lunghezza 1.010 m).
Utilizzo nella attuale ipotesi progettuale: SI
Tale strada sarà condivisa dal traffico di servizio proveniente dai cantieri
e dal traffico locale.
I-T10b – Strada esistente (Strada Militare Campo
Italia) che collega la Contrada Catanese Inferiore con la
Strada Catanese Superiore. – (lunghezza 1.850 m).
Utilizzo nella attuale ipotesi progettuale: NO
Tale strada sarà condivisa dal traffico di servizio proveniente dai
cantieri e dal traffico locale.
I-T11 – Adeguamento al tracciato stradale esistente e
danneggiato lungo la fiumara Pace che collega la
Galleria Le Fosse e la fondazione del Viadotto Pace con il deposito SD3.
– (lunghezza 1.170 m).
Utilizzo nella attuale ipotesi progettuale: SI
Tale strada sarà riservata per il traffico di servizio proveniente dai
cantieri.
I-T12 – Nuovo tracciato stradale che collega il
cantiere SCV4 al deposito SD4. – (lunghezza 750 m).
Utilizzo nella attuale ipotesi progettuale: SI
Tale strada sarà riservata per il traffico di servizio proveniente dai
cantieri.
I-T13 – Via S. Cecilia dal cantiere galleria sud al
pontile di imbarco
Utilizzo nella attuale ipotesi progettuale: SI
I-T14 – Nuovo tracciato stradale che collega la
Strada Panoramica nei pressi della galleria Bosurgi con la
Contrada Citola. – (lunghezza 2.770 m).
Utilizzo nella attuale ipotesi progettuale: NO
Tale strada sarà riservata per il traffico di servizio proveniente dai cantieri.
I-T15 – Nuovo tracciato stradale che collega la
fiumara Pace con il deposito SD2. – (lunghezza 2.250 m).
Utilizzo nella attuale ipotesi progettuale: SI
Tale strada sarà riservata per il traffico di servizio proveniente dai
cantieri.
I-AMB – Tracciato ferroviario di cantiere, viene
utilizzato tra la Rotonda al termine della Strada Panoramica e
il Pontile nel cantiere CSV3, per lo smaltimento ed il rifornimento di
materiali tramite carrelli
contenitori, tramite apposite imbarcazioni che scaricano i materiali via
mare al deposito definitivo di
Venetico.
II Parte – Interventi
compensativi e mitigativi degli impatti rilevati
In relazione agli impatti ed alle interferenze
precedentemente rilevati occorre porre in essere le opportune e necessarie misure
atte a compensare e mitigare gli effetti dell’opera, sia per quanto riguarda
gli aspetti legasti all’opera in se stessa che alla sua realizzazione (tempi
previsti di realizzazione 6 anni dalla primavera 2005 al 2011).
2.1 Le opere escluse
Il progetto preliminare che limita il proprio ambito
agli aspetti strettamente connessi al Ponte ed al tracciato di collegamento
diretto, escludendo tutte le opere complementari ma indispensabili per la fruizione
dell’opera di attraversamento. In particolare si vuole fare riferimento allo
svincolo sulla strada Panoramica collegato con lo svincolo di Curcuraci, allo
svincolo di Annunziata, allo svincolo di Giostra e al trattato di collegamento
Annunziata – Giostra. Le dette opere costituiscono parte integrante del “sistema
Ponte”.
Deve pertanto ritenersi prioritaria la previsione,
tecnica e finanziaria, della realizzazione di tali opere nell’ambito del
progetto del Ponte sullo Stretto, trattandosi di interventi strettamente
connessi alla viabilità di collegamento del manufatto con la rete autostradale
e stradale esistente.
2.2 La viabilità locale
Non può poi non porsi in evidenza l’impatto gravoso
che comporterebbero gli aumentati flussi veicolari sulla già asfittica
viabilità esistente (tangenziale) in mancanza di previsione del tracciato
autostradale a monte della stessa tangenziale, già previsto dalla Variante
Generale al PRG.
Per quanto sopra, nelle more della realizzazione del
detto tracciato, è indispensabile alleggerire la tangenziale dal traffico
locale, tramite la realizzazione del Sistema Viario Integrato previsto dalla
Variante Generale al PRG. Tale intervento, con costi limitati – in quanto
si appoggia a tratti di viabilità in parte esistenti e da adeguare, consentirà
di fornire una via scorrevole ed adeguata per i flussi di traffico locale dallo
Svincolo di Tremestieri fino alla strada Panoramica dello Stretto nei pressi
della Galleria Bosurgi. Inoltre consentirà di ovviare ai carichi aggiuntivi di
traffico di cantiere comunque gravanti sulla Strada Panoramica tramite il
previsto collegamento tra il Villaggio Annunziata e la stessa Strada
Panoramica, che consentirà di by-passare l’abitato dell’Annunziata.
In relazione alla mitigazione degli impatti sulla
viabilità esistente ed in particolare alla indispensabile riduzione dei flussi
gravanti sulla Strada Panoramica, considerata tra l’altro la previsione di
nuovi insediamenti residenziali in alcuni villaggi collinari (Faro Superiore e
Sperone), appare inoltre indispensabile procedere alla realizzazione del
by-pass sulla S.P. 45 dell’abitato di Faro Superiore per un agevole
collegamento tra la Strada Panoramica e la S.S. 113 dir in località Tono, unico
collegamento diretto con il versante tirrenico privo di interferenze con i
flussi di traffico di cantiere. Per lo stesso motivo è necessario prevedere
la realizzazione della copertura del tratto finale del torrente Papardo fino
all’intersezione con il predetto by-pass ed inoltre la viabilità di
collegamento tra Mortelle e Tono.
Solo con la realizzazione di questo sistema viario,
già previsto dalla Variante Generale al P.R.G., sarà possibile sostenere il
gravoso impatto sulla viabilità locale imposto dalla cantierizzazione
dell’opera di attraversamento stabile.
È ancora necessario segnalare come la via Circuito, a
Torre Faro, venga interrotta dalla torre di sostegno del Ponte senza alcuna
previsione alternativa, se non quella di una viabilità provvisoria che,
costeggiando il cantiere SCV3, convoglia il traffico sulla S.S. 113 dir. tale
soluzione, se appare problematica in via provvisoria, è certamente
improponibile come soluzione definitiva. Pertanto, in sede di sistemazione
dell’area interessata dal cantiere SCV3, deve essere previsto un adeguato
intervento per il ripristino della viabilità interrotta.
Inoltre devono prevedersi adeguate rilocalizzazioni
per quegli impianti della Cittadella Sportiva Universitaria interessati dal
passaggio del viadotto Annunziata.
Per quanto riguarda infine il blocco di ancoraggio,
che ricade in una zona poco edificata seppur di interesse ambientale, la sua
ubicazione, unitamente a quella del relativo cantiere SCF1, impedisce di fatto
la realizzazione del tratto finale della Strada Panoramica, che resterebbe così
priva del suo naturale sbocco. È pertanto necessario prevedere, in sede di
progettazione del manufatto di attraversamento, una soluzione alternativa che
consenta comunque il collegamento della Strada Panoramica con la prosecuzione
della S.S. 113 dir.
2.3 Il tracciato ferroviario
La previsione del tracciato ferroviario in galleria
artificiale sotto la Via S. Cecilia e la Via A. Saffi, con conseguente
spostamento della stazione ferroviaria a sud, a distanza di circa 800 m
dall’attuale sito, appare troppo gravosa in termini di impatto sul tessuto
urbano esistente. Inoltre la localizzazione prevista per la nuova stazione non
sembra sufficientemente valutata in relazione alla carente viabilità di
collegamento con il centro urbano.
Si ritiene pertanto opportuno, come ipotesi
principale, quella di collegare il tracciato ferroviario proveniente dal Ponte
con la ferrovia esistente in corrispondenza della Nuova Galleria dei Peloritani,
ove esisterebbe già una predisposizione a tale aggancio; in tal caso non vi è
motivo per lo spostamento della stazione ferroviaria che può quindi restare nel
sito attuale.
Ove tale ipotesi, che si ritiene estremamente valida,
fosse ritenuta non percorribile, si propone la localizzazione della nuova
stazione Ferroviaria nella zona di Gazzi (sito ottimale in quanto nodo di
collegamenti autostradali e tranviari, limitrofo al previsto Polo produttivo di
Contesse Larderia) o in corrispondenza della attuale stazione di Contesse.
2.4 I siti di deposito
In relazione ai siti di deposito, per i quali si sono
evidenziati nella prima parte della relazione incompatibilità per la presenza
di alcune zone abitate limitrofe, immobili di interesse storico e relativa
pertinenza, zone destinate a bosco e relativa fascia di rispetto, zone
destinate ad attrezzature territoriali, si chiede che vengano individuati,
considerando le caratteristiche idrogeologiche e morfologiche del territorio
interessato, siti alternativi, al fine di limitare le interferenze e gli
impatti evidenziati. Comunque, anche in caso di rilocalizzazione dei predetti
siti, andranno individuati interventi mitigativi degli impatti sul territorio,
durante il periodo previsto per il deposito dei materiali di risulta.
2.5 Le cave
I siti relativi alle cave, prevedono il riutilizzo di
cave già esistenti ed attualmente in esercizio. Oltre all’ottenimento delle
necessarie autorizzazioni di legge, anche in relazione al mutato programma di
utilizzazione dei giacimenti, tale previsione deve essere subordinata alla
cessazione dell’attività estrattiva al termine della costruzione del ponte e
dei relativi collegamenti, ed alla contestuale indispensabile messa in
sicurezza e realizzazione delle opere di recupero ambientale delle zone
interessate. Tali interventi di recupero dovranno essere previsti ed effettuati
anche nel corso di sfruttamento della cava.
2.6 I cantieri
I cantieri, ad eccezione di quello posto in località
Torre Faro SCV3, producono impatti territoriali limitati. Tuttavia, in
relazione ai cantieri SCV6, SCF1 ed SCF4, gli stessi interessano aree su cui
insistono attualmente impianti sportivi anche di recente realizzazione, per
i quali, in alternativa alla prioritaria rimodulazione delle aree di cantiere,
devono essere individuate localizzazioni alternative nell’ambito del progetto
del Ponte.
Il perimetro del cantiere di Torre Faro SCV3 deve
essere risagomato in maniera da limitare al minimo indispensabile gli
interventi espropriativi su complessi ed attività economiche anche di recente
costruzione.
2.7 I percorsi di servizio
I percorsi di servizio che interessano viabilità
esistente, in atto utilizzata per traffico locale, come evidenziato al
paragrafo 1.6, possono essere utilizzati esclusivamente previa realizzazione
della viabilità alternativa prevista al paragrafo 2.2.
2.8 Coordinamento territoriale
Nella considerazione che la realizzazione di un’opera di tale rilevanza
comporta necessariamente un ridisegno complessivo del territorio interessato,
ricadente pressoché interamente all’interno del Comune di Messina, si ritiene
necessario predisporre, a livello comunale, un centro di coordinamento degli
interventi sul territorio.
Ritenuto che all’interno della struttura organizzativa comunale opera
l’Unità di progetto del Sistema Informativo territoriale Comunale (U.S.I.Te.C.),
che ha tra le proprie competenze il monitoraggio ed il coordinamento degli
interventi sul territorio, appare opportuno e necessario prevedere un
potenziamento delle risorse umane, logistiche ed economiche da assegnare in
relazione al detto obiettivo, in modo da rendere operativa la struttura quale
riferimento per le ricadute sul territorio degli interventi legati alla
realizzazione del manufatto stabile di attraversamento dello Stretto di Messina
sul territorio comunale. La stessa interagirà con gli altri uffici di enti
locali, regionali o sovraregionali preposti o istituiti per fini analoghi.
Si ritiene che il predetto adeguamento e potenziamento dell’U.S.I.Te.C.
debba rientrare tra le misure compensative previste finanziariamente a carico
dell’opera, unitamente all’indispensabile aggiornamento cartografico (in
atto il Comune dispone di una aerofotogrammetria in scala 1:2000 e 1:5000
risalente all’anno 2001) che dovrà essere realizzato sia preliminarmente che
nel corso della costruzione del ponte.
Conclusioni
L’opera così come prevista nel progetto preliminare – con gli interventi
ed i relativi finanziamenti limitati al manufatto e ai collegamenti
strettamente necessari – non può integrarsi con il tessuto urbanizzato
esistente a meno della contestuale programmazione e relativo
finanziamento di tutte le opere che consentono un sostenibile inserimento del
manufatto nel territorio comunale.
Da quanto detto emerge che il notevole impatto dell’opera di attraversamento
e dei relativi collegamenti può essere mitigato e reso sostenibile soltanto
tramite interventi mirati alla riduzione degli impatti come sopra individuati.
In particolare, risulta evidente che la viabilità esistente –
dalla tangenziale alla già sovraccaricata viabilità della zona Nord – non è in
grado di assorbire l’ulteriore carico di traffico conseguente alla cantierizzazione
dell’opera e, ancor più, alla messa in esercizio del Ponte.
Pertanto, tutte le opere integrative richiamate nella presente
relazione devono essere inserite, programmate e finanziate nell’ambito del
progetto per la realizzazione del Ponte sullo Stretto di Messina. In
particolare tutte le opere tese alla mitigazione degli impatti con le opere di cantierizzazione
e nella fattispecie tutta la viabilità precedentemente indicata, devono essere
programmate in maniera da venir realizzate preventivamente alla attivazione
delle cause degli impatti individuati.
È appena il caso di evidenziare infine che devono essere puntualmente
individuate, di concerto con questa Amministrazione Comunale, ulteriori misure
compensative degli impatti socio-economici che certamente graveranno sulla
città e sul territorio comunale.
Allegato 1.
Municipio di Messina
Dipartimento Politica
del Territorio
Prot. N. 3/1054 del 10 MAR 2003
Al Sig. Sindaco
e p.c. Al Sig. Assessore Giampiero D’Alia
Loro Sedi
Oggetto: Società
Stretto di Messina. Stralcio progetto preliminare del collegamento viario e
ferroviario tra la Sicilia ed il continente. Punti di interferenza con gli
strumenti urbanistici. Art. 3, comma 4° D.Lgs. n. 19 del 20/08/2002.
Con riferimento agli elaborati relativi all’oggetto e
pervenuti a questo Dipartimento ai fini della verifica della sussistenza di
interferenze delle opere previste con gli strumenti urbanistici, giusta art. 3,
comma 4° del D.Lgs. n. 190/2002, si comunica quanto segue:
Preliminarmente si evidenzia che le verifiche (sotto
riportate) sono state effettuate solo con riferimento alle n° 28 tavole
grafiche pervenute a questo Dipartimento e meglio specificate nell’elenco che
per comodità si allega alla presente.
Elenco dei punti di interferenza con gli strumenti
urbanistici:
1. Via Circuito (Lungomare delle palme)
La torre di sostegno del ponte interferisce con la
viabilità esistente che viene di fatto soppressa
Senza previsione di alcuna soluzione alternativa.
2. P. di L. n. 114 (Rosa Lorenzo Giuseppina e Maria)
La Lottizzazione è interessata dal passaggio del
viadotto “Pantano” e dai relativi piloni di sostegno.
Volume realizzabile mc. 8.438, tipologia villette
singole, attuato.
3. P. di L. n. 174 (Fleres Maroniti)
La Lottizzazione è interessata dal passaggio del
viadotto “Pantano” e dai relativi piloni di sostegno.
Volume realizzabile mc. 8.828, tipologia a schiera
con destinazione ricettiva, attualmente in fase
istruttoria.
4. P. di L. n. 135 (Baviera)
Parte della lottizzazione ricade nella fascia di
rispetto del viadotto “Pantano”.
Volume realizzabile mc. 4.731, tipologia
unifamiliare, attualmente in fase istruttoria.
5. P. di L. c.da Scauzzina (Vaber Srl)
La parte più a nord ricade nella fascia di rispetto
del ponte.
Volume realizzabile mc. 4.113 tipologia a schiera con
destinazione ricettiva, attualmente in fase
istruttoria.
6. B4c (Complesso Due Torri)
Trattasi
di un grosso complesso edilizio, già realizzato, situato in corrispondenza
della torre
principale
del ponte.
7.
P.P.E. (Laguna di Capo Peloro)
Tutto
il territorio compreso tra la via Circuito ed il cimitero di Granatari è
interessato dal passaggio
del
viadotto “Pantano” e rispettivi piloni.
8.
B3a (Edifici rettilineo Granatari)
Gli
edifici a nord del rettilineo di Granatari saranno interessati dal passaggio
del viadotto “Pantano”
e
dei rispettivi piloni.
9.
Zona cimiteriale Granatari
La
parte a sud-est sarà interessata dal passaggio del viadotto “Pantano” e
rispettivi piloni.
10.
B5a Edifici c.da Scauzzina – ultimo svincolo Panoramica
Gli
edifici in oggetto e l’attuale svincolo della Panoramica saranno occupati dal
futuro rilevato di
collegamento
al viadotto “Pantano”.
11.
Blocco ancoraggio cavi
La
zona a nord dell’attuale svincolo della Panoramica, di particolare pregio
paesaggistico, con
destinazione
urbanistica “E-2” – verde ambientale sarà occupata dal blocco di ancoraggio dei
cavi
di
sostegno del manufatto.
12. Piano particolareggiato ricadente nell’area ex
“Cave di sabbia” – Nuova Panoramica dello
Stretto
– ctr Fiumara Guardia
Nella
parte a nord del previsto piano particolareggiato, adottato con deliberazione
del C.C. n. 2/C
del
3/01/2002 e trasmesso all’Assessorato Regionale Territorio ed Ambiente, la
linea ferrata
emerge
in superficie, in corrispondenza della prevista stazione di manutenzione.
13.
Gallerie artificiali Via S. Cecilia – Via A. Saffi
Nella
costruzione delle due canne ferroviarie saranno interessate la via S. Cecilia e
la via A. Saffi
nel
tragitto compreso tra la piccola velocità e via Natoli compresi gli incroci con
via Industriale e via
La
Farina.
14.
Nuova stazione ferroviaria
Negli
elaborati pervenuti non viene indicata la sede della nuova stazione. Non è
quindi possibile
dire
alcunché in merito alle eventuali interferenze con tale opera.
Precisato che è stato possibile accertare le
interferenze di cui sopra sulla scorta dei pochi elaborati grafici inviatici e
pertanto con riferimento ai soli strumenti urbanistici, si rileva che non è
stata prevista in sede progettuale alcuna soluzione alternativa. Questo
Dipartimento si riserva eventuali ulteriori verifiche, ove richieste e ritenute
necessarie, nel caso in cui dovesse pervenire il progetto nella sua interezza.
Quanto sopra ai fini del citato art. 3 comma 4° del D.Lgs.
n. 190 del 20/08/2002.
Solo per completezza, è da precisare che le
interferenze sopra indicate non possono essere riferite alla individuazione
delle interferenze con immobili ed attività in atto esistenti nelle zone
interessate alle opere connesse al manufatto di attraversamento stabile.
Il Responsabile del S.I.T.
(Ing. Raffaele Cucinotta)
Il Direttore del Settore Amm.vo
(Dott. Nicola Cardile)
Il Direttore del Dipartimento
(Arch. Manlio Minutoli)
Allegato 2.
Municipio di Messina
Dipartimento Politica
del Territorio
Prot. N. 3/1615 del 8 APR 2003
Al Sig. Sindaco
e p.c. Al Sig. Assessore Giampiero D’Alia
Loro Sedi
Oggetto:
Società Stretto di Messina. Stralcio progetto preliminare del collegamento
viario e ferroviario tra la Sicilia ed il continente. Punti di interferenza con
gli strumenti urbanistici. Art. 3, comma 4° D.Lgs. n. 19 del 20/08/2002.
Ad integrazione e rettifica della nota Prot.Urb. n.
3/1054 del 10 marzo 2003 (che per comodità si allega in copia), si precisa
quanto segue relativamente ai P. di L. n° 174 (Fleres Maroniti) e n° 154 (Vaber
Srl)
P. di L. n° 174 (Fleres Maroniti)
La lottizzazione è interessata dal passaggio del
viadotto “Pantano” e dai relativi piloni di sostegno,
con determinazione ricettiva, e dagli atti di ufficio
risulta attualmente in fase attuativa.
P. di L. n° 154 c.da Scauzzina (Vaber Srl)
La lottizzazione non è interessata dalla fascia di
rispetto del ponte mentre ne rimane interessata
parte della zona C4 che la comprende, da attuarsi
tramite Piano Quadro di cui all’art. 20 delle N. di
A.
Anche le superiori integrazioni/rettifiche discendono
da quanto è riferibile alle n° 28 tavole grafiche pervenute a questo
Dipartimento.
Il Responsabile del S.I.T.
(Ing. Raffaele Cucinotta)
Il Direttore del Settore Amm.vo
(Dott. Nicola Cardile)
Il Direttore del Dipartimento
(Arch. Manlio Minutoli)