Nel settembre 2011 il centro migranti di Lampedusa bruciava. Un`emergenza costruita sull`inefficienza, punta estrema di un`economia parallela costruita sulle paure. Come quella - falsa - dell`invasione. Si fa credere che il migrante costi tantissimo alla collettività. In realtà a lui vanno pochi spiccioli, e per lo svolgimento di pratiche burocratiche lente, non per mantenerlo. A Lampedusa come a Mineo.
Voce di Eleonora Bovo. Interviste a Laura Verduci (operatrice del CPSA di Lampedusa, attivista del Forum antirazzista di Palermo), Marta Bellingreri (operatrice del CPSA di Lampedusa), Enrico Montalbano (videomaker indipendente), Giacomo Sferlazzo (attivista dell`associazione Askavusa di Lampedusa), Gianni Betto (direttore del Centro di Ascolto Radiotelevisivo), Mario Staderini (segretario dei Radicali italiani).
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In Italia c`è chi ride per un terremoto. O quando centinaia e centinaia di migranti vivono in condizioni disumane. Oppure quando il fango trascina e uccide decine di vite umane. Quando la spazzatura invade le strade. Quando il cantiere di un`autostrada rimane aperto per decenni. Ci sono alcuni che ridono. Ma tanti altri non hanno nessuna voglia di ridere.
Il nostro viaggio comincia da Lampedusa. Ripercorriamo alcuni momenti del 2011: a gennaio, rivoluzione in Tunisia. A febbraio, l`isola scoppia di migranti. Il governo decreta lo stato di emergenza, affidando pieno poteri alla Protezione civile. A marzo Berlusconi arriva a Lampedusa e promette una soluzione rapida. La situazione migliora per qualche tempo ma esplode nuovamente tra agosto e settembre. Nel frattempo tutti parlano di trasferimenti rapidi. Ovvero del modello Lampedusa, veloci trasferimenti per sgomberare l`isola ed evitare il collasso. E invece, a settembre, il centro migranti va a fuoco. Tutto ampiamente prevedibile, era già successo due anni prima, quando il ministro Maroni aveva provato a creare un centro per le espulsioni.
Nel 2011, è stata inaugurata una nuova modalità: trasferimenti con lenti traghetti di compagnie private, che diventeranno persino navi-CIE.
Nel 2003 sono arrivati a Lampedusa circa 10mila migranti, 15mila nel 2005, 18 mila nel 2006 fino al picco di circa 20mila nel 2008. Poi arriva la politica dei respingimenti e gli arrivi calano drasticamente. In ogni caso sono numeri ben lontani dalla retorica dell`invasione. Eppure la costruzione mediatica dell`emergenza è fondamentale per creare un`economia parallela basata sulla paura.
Un giro milionario che riguarda non solo la costruzione dei centri e la gestione della sicurezza ma tutta le gestione dei servizi: pasti e pulizia, mediazione, assistenza, sanità. Oltre all`affare dei trasferimenti, i progetti di monitoraggio, le procedure speciali come la requisizione. Mineo è il caso più evidente. “Il villaggio della solidarietà` è un residence della Piana di Catania. A febbraio, Maroni e Berlusconi decidono di spostare oltre mille richiedenti asilo dai centri di tutta Italia. Tutto si svolge con procedure d`emergenza.
Si fa credere che il migrante costi tantissimo alla collettività. In realtà a lui vanno pochi spiccioli, e per lo svolgimento di pratiche burocratiche lente, non per mantenerlo.
Formato per la citazione:
Antonello Mangano, "Lampedusa is burning. Come creare un`emergenza", terrelibere.org, 08 febbraio 2012, http://www.terrelibere.org/terrediconfine/lampedusa-is-burning-come-creare-un-emergenza