Dalle campagne ai mercati, la mafia ha prosciugato l`economia agricola della Piana. Impone il prezzo basso ai coltivatori, il sottosalario ai braccianti, il prezzo alto ai consumatori: deruba tutti. La rappresaglia e la cacciata dei migranti neri hanno aperto una ferita profonda e dolorosissima. Che sarà risanata dicendo pubblicamente che non sono i media a macchiare l`immagine di Rosarno. A macchiarla ed insanguinarla continuamente sono le cosche della `ndrangheta.
Da molti anni i cittadini onesti e laboriosi di Rosarno soffrono sulla propria pelle la presenza violenta e sanguinaria della`ndrangheta. I numerosi omicidi, i ferimenti, le prepotenze, le estorsioni sono l`opera criminale e funesta della `ndrangheta. Da quindici, venti anni queste violenze si abbattono in forme ancora più gravi sugli ultimi arrivati, le donne e gli uomini scappati dai loro paesi per sfuggire alla fame, alle guerre, alle torture di regimi corrotti e liberticidi: i migranti. Sono in grandissima parte giovani che, per salari di fame offrono le loro braccia, i loro saperi, la loro generosità alle persone in difficoltà, alla vita cittadina ed alla sua economia.
In particolare all`economia agrumicola, che - fino agli anni `60 - dava redditi decorosi ai piccoli e medi proprietari che sono i soggetti sociali prevalenti sul territorio. Nei primi anni `70 iniziò il cambiamento ed il decadimento economico per concomitanti fattori. La caduta del prezzo del prodotto per l`ingresso nel mercato europeo di arance di altre nazioni del bacino del Mediterraneo; le politiche governative ed europee che, invece di aiutare i contadini a trasformare e migliorare il prodotto, produssero meccanismi perversi che incentivarono le truffe; e, soprattutto, l`allontanamento violento di quei corretti commercianti che ad ogni inizio di annata agrumaria arrivavano nelle campagne e compravano gli agrumi a prezzo di mercato, conveniente e remunerativo per gli agricoltori.
Con intimidazioni e minacce, li allontanò la `ndrangheta per rimanere unica acquirente ed imporre un prezzo sempre più basso al produttore. E nel corso degli anni si è impossessata di tutta la filiera agricola. Dalle campagne ai mercati. Impone il prezzo basso ai coltivatori, il sottosalario ai braccianti, il prezzo alto ai consumatori: deruba tutti. Questi introiti si aggiungono agli altri molto più ricchi e vantaggiosi: traffico delle droghe, delle armi, attività industriali e commerciali, appalti e cantieri pubblici , estorsioni, etc. Essa sa che per continuare ad arricchirsi deve mantenere integro il suo imperio su tutto il territorio, imponendolo con la violenza, il terrore ed il silenzio impaurito dei colpiti. L`anno scorso questa trama è stata spezzata. L`hanno spezzata i più poveri, i migranti africani. Quando due giovani furono feriti da colpi di pistola, i neri in massa si sono recati a denunciare e collaborare con le forze dell`ordine, determinando il conseguente arresto dei presunti colpevoli. Un episodio esemplare per quanti vogliono seriamente liberarsi dall`oppressione mafiosa.
Così fu interpretato da quanti proponemmo alla Commissione Straordinaria che amministra il comune di attribuire il `Premio Giuseppe Valarioti` ai migranti africani ed Antonello Mangano che volle dare al suo libro il titolo: `Gli Africani salveranno Rosarno` E così lo intese anche la `ndrangheta: un esempio pericoloso per il suo controllo del territorio. Le persone vessate se si uniscono possono battere i prepotenti ed i violenti. La `ndrangheta non ha digerito l`episodio, l`ha messo nella sua memoria ed ha utilizzato l`occasione opportuna per vendicare la sconfitta dell`anno scorso, per chiudere e vincere la partita, così dimostrando a tutti che nessuno può opporsi ad essa, senza subire violenta rappresaglia. Ecco i fatti come emergono dai resoconti giornalistici. Giovedì due neri colpiti con arma da fuoco e la diffusione della falsa notizia che erano stati uccisi altri quattro (ne parla il funzionario di polizia Enzo Letizia su l`Unità di domenica 10 gennaio) ha scatenato la violenta reazione che ha danneggiato e terrorizzato soprattutto persone pulite ed eneste, che spesso hanno partecipato anche alla costruzione di momenti e fatti di solidarietà, accoglienza, integrazione con i migranti.
Ciò ha permesso a gruppi di delinquenti di inserirsi nella protesta della popolazione onesta danneggiata ed impaurita, per strumentalizzarla ed aprire la caccia violenta ai neri e la cacciata dei neri africani. Fatto altamente significativo: non di tutti i migranti, ma solo dei neri, quelli che alla `ndrangheta si sono ribellati. Bisogna lavorare affinchè i gravissimi criminali episodi di rappresaglia sui più poveri ed umili della terra che hanno indignando l`Italia ed il mondo civile, aprano gli occhi anche ai cittadini onesti di Rosarno che sono la stragrande maggioranza della popolazione. Per raggiungere questo risultato non bisogna nascondersi dietro un dito.
La rappresaglia e la cacciata dei migranti neri hanno aperto una ferita profonda e dolorosissima. Che potremo risanare quando diremo pubblicamente che non sono i media a macchiare l`immagine di Rosarno, ma a macchiarla ed insanguinarla continuamente sono le cosche della `ndrangheta. Sono loro che disseminano Rosarno e la Calabria di croci di morti ammazzati, che dissanguano l`economia, violentano la vita civile. Certo, dire questa amara verità in una realtà come la nostra è molto rischioso, ma oggi, solo dopo averla detta possiamo aggiungerne un`altra.
Per molti anni, senza alcuno aiuto dei governanti nazionali e regionali, generosi cittadini, associazioni di volontariato, comunità religiose, amministratori si sono fatti carico di tenere presenti e vivi, nella difficile e degradata e pericolosa situazione del paese, i sentimenti della umana fratellanza fra comunità di diversa condizione, storia e cultura. Un lavoro che sembra essersi disperso, con il pericolo di un gravissimo arretramento culturale e civile. Rinverdendo una grande, nobile storia di lotte sociali e civili e di solidarietà umana, oggi le donne e gli uomini puliti e generosi che a Rosarno sono presenti e vitali , qualunque sia il loro pensiero politico, devono caricarsi del gravoso compito di risanare la ferita ed il rapporto con i migranti e combattere assieme a loro la battaglia per liberare tutta la popolazione dalla violenza mafiosa.
Il nuovo inizio può essere la costruzione di una grande manifestazione che raccolga dietro lo striscione degli studenti che recava scritto: `SPERIAMO UN GIORNO DI POTER DIRE: C`ERA UNA VOLTA LA MAFIA…. `, tutta la gente onesta e laboriosa di Rosarno e della Calabria e si concluda davanti al monumento dedicato a `TUTTE LE VITTIME DELLA VIOLENZA MAFIOSA`, che Rosarno ha il merito di aver installato, per prima e forse ancora sola, nella più centrale, grande ed importante piazza del paese, quella che, con decisione unanime, il Consiglio comunale intestò a Giuseppe Valarioti, giovane intellettuale, consigliere comunale, segretario della sezione comunista assassinato dalla mafia trent`anni orsono.