LE CAMPAGNE Ponte sullo Stretto, chiudere la partita :: Il caso Manca :: Sos Rosarno
 .
LIBRERIA
Gli africani salveranno Rosarno. Seconda edizione Antonello Mangano Gli africani salveranno Rosarno. Seconda edizione E, probabilmente, anche l`Italia...
8 €, spese di spedizione incluse
Sì alla lupara, no al cous cous Antonello Mangano Sì alla lupara, no al cous cous Mentre la Lega vietava il kebab, la `ndrangheta si mangiava la Padania...
8 €, spese di spedizione incluse
Voi li chiamate clandestini Laura Galesi Voi li chiamate clandestini Come viene prodotto il cibo che state mangiando?...
16 €, spese di spedizione incluse
L’enigma di Attilio Manca Joan Queralt L’enigma di Attilio Manca Verità e giustizia nell’isola di Cosa Nostra...
13 €, spese di spedizione incluse
Quell’africana  che non parla neanche bene l’italiano Alberto Mossino Quell’africana che non parla neanche bene l’italiano ...
10 €, spese di spedizione incluse
Ponte sullo Stretto e mucche da mungere Luigi Sturniolo Ponte sullo Stretto e mucche da mungere Grandi infrastrutture, servizi pubblici e bolle speculative...
8 €, spese di spedizione incluse
Inchieste Rosarno - Tunisia - Giornalisti sfruttati - Mineo - Lega - Lampedusa - Attilio Manca - Migranti e campagne - A3 - Ponte - CIE
RSSRSS Archivio Autori Chi siamo Fotostorie Video Corsi Newsletter Contatti
Casa editrice Libreria Catalogo libri eBook Presentazioni Recensioni Racconti Campagne Acquisto librerie
terrelibere.org > notizie >
“Ci picchiavano con imbarazzo”. Catania: la polizia sgombera, la mafia ringrazia - www.terrelibere.org
Archivio per il tag catania        
  
           
12 novembre 2009 - La vicenda del Centro popolare Experia: una strana idea di sicurezza Statistiche di lettura - terrelibere.orgLetto 2398 volte
“Ci picchiavano con imbarazzo”. Catania: la polizia sgombera, la mafia ringrazia
terrelibere.org terrediconfine - autore dell"articolo Antonello Mangano
Alle sei del mattino la polizia sgombera a manganellate un centro sociale nel cuore di Catania, “colpevole” di fare attività per il quartiere e di aver allontanato la droga (e quindi la mafia). Non c’è un reale progetto sull’immobile. Non ci sono motivazioni plausibili. Solo il ricordo di mani alzate, teste rotte e corpi distesi. Solo il paradosso di truppe in tenuta antisommossa che vanno a cancellare un doposcuola

Articolo pubblicato su "il manifesto"

“Ci battevamo due dita sull`avambraccio e gridavamo ai poliziotti: speriamo che nessuno di voi abbia un figlio in questo quartiere, perché da domani ricomincia lo spaccio. E loro abbassavano lo sguardo, dietro i caschi e gli scudi. Continuavano a picchiarci, con imbarazzo`. E` l`alba del 2 novembre, la polizia sta sgomberando a manganellate il centro sociale. Cinquanta occupanti lo difendono finché possono. Il centro popolare occupato Experia si trova nel quartiere dell`Antico Corso, nel cuore barocco di Catania dove lo splendore dei palazzi in pietra lavica è lo sfondo del degrado più estremo. Contrasti ottocenteschi, accostamenti da regno borbonico, vicerè che vogliono imporre angherie senza giustificazione, gendarmi obbedienti, ribelli esperti in nuove tecnologie.

Una storia lontana dalla solita retorica dello “sgombero` e della “difesa con la lotta`. Il centro faceva doposcuola ai ragazzi del quartiere, apriva a tutti una palestra popolare, persino una ciclofficina. Ed aveva “ripulito` la zona dagli spacciatori. Su questo massima intransigenza, persino per l`erba. Non è stato facile. La storia inizia diciassette anni fa, si arrivò allo scontro fisico coi pusher. Una bomba incendiaria fu la pronta risposta. Ma i vari occupanti che nel corso del tempo si sono avvicendati hanno difeso un luogo libero dalle droghe e dalla mafia. Da soli, perché la polizia queste cose non le fa. Attualmente, le forze dell`ordine preferiscono le ronde sulla centrale via Etnea, o posteggiare la camionetta blu di fronte all`elefante di Piazza Duomo. Il famigerato “palazzo di cemento` di Librino è angosciante almeno quanto i suoi gemelli di Scampia, e lo spaccio ha assunto dimensioni altrettanto imponenti. Tutte le zone satellite della cintura urbana, così come i ghetti in pieno centro storico sono terre perdute.

Mani alzate

“Ma davvero stasera? Tra quanto? Oppure domattina?`. I ragazzi si chiedono se verranno. Alle otto di sera tutto sembra a posto, compreso il tatami usato per la lotta greco-romana, il judo e le altre attività della palestra popolare. Alla riunione c`è tutta la sinistra catanese, unita come mai negli ultimi anni. La notte passa, molti se ne vanno. Ormai non vengono più. Ed invece arrivano poco prima delle sei, dopo tre falsi allarme. La barricata è pronta a reggere l`urto. Salvo sta leggendo “I Miserabili`. “Come nell`Ottocento`, commenta. “Da non crederci`. Un groviglio di ferro e di legno ed una pattuglia di carabinieri all`orizzonte. E poi una selva di caschi, una schiera di scudi e dall`altro lato mani alzate, nude.

“Sarà solo una notifica di sgombero, vedrete che non caricano`. La smentita arriva con le manganellate dalla seconda fila di poliziotti. I primi colpi sembrano quasi leggeri. Poi una botta si abbatte sulla testa di un compagno; un rumore piatto, disgustoso, sulla sua fronte: e quello crolla. Sangue, stupore e urla; altri manganelli si rizzano dalle seconde file: nessuno reagisce. La barricata regge bene, le fronti dei compagni un po` meno. Si urla: “Perché? Siamo disarmati!` Poi il gruppo “sente` la presenza della polizia alle spalle: la barricata ha ceduto, e sono circondati. Improvvisamente tutti comprendono, fisicamente, che è finita: anche quelli che non hanno potuto guardarsi alle spalle. È questo il problema delle barricate: se cedono, diventano trappole; era così nell`800, è così adesso.

La retroguardia alza le mani, osserva i manganelli. Non si sollevano. È finita. Teste rotte, sangue. Un altro compagno è a terra, la felpa rossa sollevata sul ventre. Il suo casco è stato colpito sette volte con forza. Senza quella protezione che gli ha salvato la vita, forse sarebbe un altro Carlo Giuliani. “Questa è repressione`, urla Claudia. “Non è repressione`, risponde la funzionaria della questura. E non trova nient`altro da aggiungere. “State picchiando ragazzini`, urla un signore. “Vergogna!`. Nessuno ha il coraggio di rispondere, dall`altra parte. “Ma questa è sicurezza?`, dice una ragazza dal megafono. “Siamo puliti, siamo con le mani nude: non abbiamo paura dei vostri manganelli`. La polizia salda una lastra di metallo all`ingresso. Ma cosa è successo? Sangue e corpi distesi per sgomberare un doposcuola? Nella città dell`illegalità, della criminalità, della corruzione? Nel comune fallito per gli sprechi di una politica incapace di controllarsi?

Non è finita

Molto probabilmente lo sgombero nasce dall`unione malsana tra risentimento politico ed interessi speculativi. Alleanza Nazionale, oggi al potere in citta`, a Catania non ha mai perso le proprie venature estremiste. Ha condotto una campagna contro i centri sociali, ha plaudito al “ripristino della legalità`. La soprintendenza, che nei fatti ha “ordinato` lo sgombero, insiste sul fatto che l`immobile andrà all`Università per farci una mensa. Peccato che non ci sia la volontà dell`ERSU, e neppure i soldi necessari, che invece abbondano presso i privati attratti da nuove operazioni speculative.

I ragazzi dell`Experia sono una nuova generazione di attivisti politici. Uno fa l`editore, un altro l`avvocato. Una è insegnante. Tanti studiano. Un altro insegna all`universita`. Tutti sanno usare la tecnologia. Il video dello sgombero è stato visto su YouTube da migliaia di persone: quattro minuti da brividi che sintetizzano mezz`ora di resistenza. I racconti hanno raggiunto in poche ore tutta Italia sui social network. Certe cose non è più possibile nasconderle.

* Il racconto dello sgombero è un`elaborazione del racconto “Le Barricate di Via Del Plebiscito` di Salvatore La Porta

tag Tag: catania
Formato per la citazione:
Antonello Mangano, "“Ci picchiavano con imbarazzo”. Catania: la polizia sgombera, la mafia ringrazia", terrelibere.org, 12 novembre 2009, http://www.terrelibere.org/terrediconfine/ci-picchiavano-con-imbarazzo-catania-la-polizia-sgombera-la-mafia-ringrazia
Notizie
Rassegna Web
Agenda
Commenti
Appelli
Articoli collegati
18 aprile 2011
La requisizione di Mineo. Quanto costa la politica dell’emergenza?
Lo spostamento di 1600 richiedenti asilo dai CARA di tutta Italia a Mineo è un’o...
09 marzo 2011
Lucano, sindaco di Riace: “Mineo? Un lager”
E` il giudizio del primo cittadino reso noto a livello mondiale da Wim Wenders p...
26 febbraio 2011
Mineo. Riparte il business dell’accoglienza in gabbia
Il "villaggio degli aranci" di Mineo, in provincia di Catania, è una struttura d...
12 marzo 2010
A Catania il reato deve essere italiano
Da dicembre le forze di polizia perseguitano i venditori senegalesi di corso Sic...
02 febbraio 2010
Catania. La strana morte in ospedale di un ivoriano
E’ ancora un mistero la morte di Issaka Troore, un ragazzo di 26 anni, della Cos...
06 gennaio 2010
Lavoro a Catania. Da soli, senza padroni
Gli imprenditori hanno portato l`azienda Cesame di Catania al fallimento. I lavo...
30 novembre 2009
Catania, la lenta agonia dell`Antico Corso
Nel cuore del centro storico un pezzo di città che rivendica il diritto alla pro...
22 novembre 2009
Experia, occupato il Bastione degli Infetti
La polizia in tenuta antisommossa ha impedito la rioccupazione del centro popola...

Voi fare pubblicità qui? Contattaci
Home page Home page Inizio pagina Inizio pagina
Creative Commons License Copyright. Tutti i contenuti del sito sono pubblicati sotto Licenza Creative Commons
Questo sito non ha carattere di periodicita' non essendo aggiornato con intervalli regolari. P.IVA 02977070834
made by liotren.com Hosting Linux, CMS e applicazioni realizzate da Liotren.com