
Autore del Libro: Gian Antonio Stella Pagine: 313
Editore: Rizzoli
Anno: 2002
Formato:
 10535 letture
 ISBN: 8817108073
|
L`Orda
Quando gli albanesi eravamo noi
Il libro di Stella è un testo importante. Perché ripropone la storia dell`emigrazione italiana senza pregiudizi e con tanti documenti. Per dimostrare che l`immigrazione che oggi abbiamo sotto gli occhi somiglia tanto alle vicende vissute - nel bene e nel male - dai nostri nonni...
Tutti abbiamo sentito parlare di emigrazione. Abbiamo avuto notizie di nonni e partenze, di Argentina e Stati Uniti, di navi transoceaniche e fortune costruite col lavoro. E` difficile invece sentir parlare - ad esempio - di pogrom contro gli italiani; dei numerosi nomignoli razzisti (macaroni è già un termine affettuoso); delle opinioni sugli italiani (ladri, assassini, bugiardi) e sulle italiane (prostitute, senza morale); delle vignette offensive; degli allarmi sulle invasioni dei "topi" italiani. Il libro di Stella ha un taglio schiettamente divulgativo ed un sottotitolo ad effetto ("Quando gli albanesi eravamo noi"); parte da una tesi precostituita: il parallelismo tra i nostri emigtrati e quelli odierni, nel bene e nel male. Ma si appoggia ad una documentazione davvero ampia - non solo ricerche e libri - ma soprattutto giornali dell`epoca. Ogni capitolo affronta un argomento specifico: dai linciaggi in Australia, Stati Uniti e Francia agli allarmi contro l`invasione di "assassini dalla pelle oliva". Dai pregiudizi contro le abitudini e i comportamenti degli emigrati ("defecano in terra", "sfruttano i bambini", "sono buoni solo a suonare l`organetto") fino alla prostituzione ed alla criminalità. Ed ancora i viaggi della speranza, i tanti italiani morti nei valichi alpini nel tentativo di arrivare in Francia. Oppure gli eccidi dovuti alla rabbia della manodopera locale ("ci rubano il lavoro"). Un capitolo intero è dedicato al terrorismo italiano (qui l`ovvio paragone è col fondamentalismo islamico), la serie di attentati anarchici di matrice italiana che fece montare una campagna poi culminata con l`assassinio di Stato degli innocenti Sacco e Vanzetti. Banalizzando - ma non troppo - il senso del notevole lavoro di ricerca, sembra che Stella voglia indicare che la storia si sta ripetendo a parti invertite. E che i grugniti dei razzisti della Lega di Bossi somigliano in modo imbarazzante a quello dei razzisti Usa, francesi, australiani, argentini che usavano gli stessi toni e le stesse espressioni contro immigrati veneti, piemontesi, friulani, lombardi. Appena qualche decina di anni fa. |