Non c’è un posto in Italia come Rosarno, che come Rosarno riassuma i drammi e le contraddizioni della nostra epoca. Dall’economia globale a quella criminale, dalla mafia alle migrazioni. Il libro analizza l’aspetto socio-economico (lavoratori marginali inseriti in un contesto mafioso moderno ed arcaico), quello giuridico (come le leggi razziste producono marginalità fino al lavoro servile), storico (dall’occupazione delle terre all’omicidio Valarioti fino alle lotte di massa contro la mafia), geopolitico (le grandi migrazioni dall’Africa all’Europa)
“Assai necessario da leggere, con un titolo in cui credo molto`. Roberto Saviano, Repubblica
“Un livre passionnant et prémonitoire`. Marcelle Padovani, Le Nouvelle Observateur
“A good description of migrant farm workers` conditions`. Vittorio Longhi, The Guardian</p>
“Un libro prezioso. E` vero dunque: gli africani salveranno Rosarno e forse l`Italia`. Barbara Spinelli, La Stampa
In seguito al ferimento di due lavoratori della Costa d`Avorio, gli africani di Rosarno si ribellano. E` il 12 dicembre 2008. Il loro gesto segna il confine tra la rassegnazione e la protesta, tra il consueto e l`inaccettabile.
Non sono i cittadini italiani a trovare il coraggio della rivolta civile, ma “clandestini` senza diritti e documenti. Rosarno è uno dei tanti paesi agricoli del Meridione dove gli immigrati sono sfruttati, sottopagati, umiliati. Ma è anche l`unico dove, fin dal 1992, sono vittime di sconcertanti episodi di violenza, comprese estorsioni e rapine, in un contesto dove la popolazione è oppressa da un sistema mafioso fatto di narcotraffico intercontinentale ed arcaismo brutale, boss rapinatori e violenze quotidiane.
La storia della Piana è però molto contraddittoria, ed ha vissuto momenti eroici, anche recenti, di lotta al latifondo ed alla mafia. L` esempio degli africani, che rifiutano il fatalismo fino dal momento della partenza, indica a tutti gli italiani una possibile via di salvezza...
Indice del libro
1. Prefazione di Valentina Loiero
2. Rosarno: storia di immigrazione e di lotte sociali e politiche, di Giuseppe Lavorato
Nell`immaginario nazionale la Piana di Gioia Tauro è una terra immobile, da sempre dominata dai clan. Invece può raccontare una storia sconosciuta, nobile, a tratti eroica. Dall`occupazione delle terre all`organizzazione in cooperative, dall`omicidio Valarioti fino alle lotte di massa contro la mafia, dallo scontro sulla Centrale a carbone fino alla prima giunta di sinistra accolta con un capodanno di fuoco. Una storia che inizia negli anni ‘50 e prosegue fino al 2003
3. Salveranno Rosarno
Una prima rapina andata bene. Una seconda male. La ritorsione a colpi di pistola. Rosarno è popolata sia da una maggioranza di persone oneste e laboriose sia da soggetti che vivono ai margini dell`illegalità, così abituati ad infierire sui deboli da voler estorcere denaro a chi non ha neppure le scarpe ai piedi. Una notte di rivolta, la corale partecipazione alle indagini, l`arresto del colpevole sono la risposta dell`intera comunità africana, che dimostra un senso dello Stato superiore a quello degli abitanti del luogo.
4. Ai margini dell`illegalità
Il figlio di un boss ruba la giacca ad un camionista rimasto senza benzina. Un altro rapina una fabbrica di fuochi d`artificio per festeggiare il capodanno. Un altro picchia a sangue un marocchino inerme che cammina per strada. Un altro rapisce la fidanzata che vuole lasciarlo. Sono i rampolli dei clan che dominano il narcotraffico internazionale, sono modelli vincenti per troppi giovani
5. Il consueto e l`inaccettabile. Il movimento antimafia degli africani
In pochi mesi due rivolte degli immigrati africani al Sud, in seguito a due violente aggressioni, segnano il confine tra la rassegnazione e la protesta. Sono gli unici “movimenti antimafia` di piazza degli ultimi anni in risposta ad azioni criminali. Non sono gli abitanti di Campania e Calabria a trovare il coraggio della ribellione, ma “clandestini` senza diritti e documenti. Non per caso suscita più attenzione il ferimento di due ivoriani che l`uccisione di tre calabresi in poche ore
6. Oltre lo sfruttamento, il razzismo mafioso
Rosarno è uno dei tanti paesi agricoli del Meridione dove gli immigrati sono sfruttati. Ma è anche l`unico dove, fin dal 1992, sono vittime di sconcertanti episodi di violenza gratuita. Eppure la storia del paese è molto contraddittoria, ed ha vissuto momenti eroici, anche recenti, di lotta alla mafia ed al latifondo. Il presente, invece, è segnato dal rituale degli inverni a base di violenza razzista
7. Arance amare
Nella Piana è possibile senza sforzo ravvisare le maggiori contraddizioni della nostra epoca: le grandi migrazioni; la globalizzazione che distrugge le produzioni locali, specie in agricoltura; la criminalità organizzata transnazionale; la corruzione della politica; la diffusione della cultura della violenza; le disumane leggi sull`immigrazione; lo sfruttamento bieco dei lavoratori. Su tutto prevale la parassitaria presenza mafiosa, che prosciuga le risorse del territorio ed azzera il capitale sociale
8. Diritti negati e sfruttamento. Dall`accoglienza al lavoro servile, di Fulvio Vassallo Paleologo
Chi sono i lavoratori immigrati impiegati nell`agricoltura stagionale al Sud? Perché accettano condizioni tanto dure? Perché vengono nel Meridione? Sono migranti letteralmente ‘respinti` dalle istituzioni: denegati, richiedenti asilo, lavoratori che hanno perso il contratto di lavoro e quindi il permesso di soggiorno, immigrati precari convinti di trovare al Sud uno Stato meno pressante, un ambiente meno ostile. La necessità li spinge invece in uno stato di lavoro servile, sottoposti a violenze e ricatti
9. Prima di Lampedusa. Prima di Rosarno, di Gabriele Del Grande - Fortress Europe rong>
Morire di frontiera. Accade da vent`anni lungo i confini dell`Europa. Sono soprattutto naufragi, ma non mancano incidenti stradali, morti di stenti nel deserto come tra le nevi dei valichi montuosi, oppure uccisi da un`esplosione negli ultimi campi minati in Grecia, dagli spari dell`esercito turco o dalle violenze della polizia in Libia
Post-fazione di Tonio Dell`Olio
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