Antonello Mangano
Sì alla lupara, no al cous cous
Mentre la Lega vietava il kebab, la `ndrangheta si mangiava la Padania... 8 €, spese di spedizione incluse
Laura Galesi
Voi li chiamate clandestini
Come viene prodotto il cibo che state mangiando?... 16 €, spese di spedizione incluse
Joan Queralt
L’enigma di Attilio Manca
Verità e giustizia nell’isola di Cosa Nostra... 13 €, spese di spedizione incluse
Tra la fine del 2008 e l`inizio del 2010 Rosarno è balzata all`attenzione dei media per ben due volte. Sfruttati, ammassati in baraccopoli, emarginati e spesso aggrediti, in un crescendo di tensione e violenza i migranti lottano per il diritto al lavoro ma anche per quello alla vita. In un comune commissariato per infiltrazioni mafiose, la voce degli africani è l`unica a levarsi con forza contro le `ndrine, e a far paura al sistema.
Un`analisi storica ed economica spiega come e perché siano proprio gli stranieri a reagire dove gli italiani si sono abituati ad accettare, vittime del racket e delle intimidazioni. Saranno gli immigrati a salvare Rosarno e forse l`Italia: “Non hanno un tetto, non hanno soldi, vivono in condizioni limite.
Al Nord non trovano lavoro, ma un clima di razzismo. Al Sud la situazione è spesso disumana. Indirettamente, in modo forse non cosciente, la loro è una reazione alla mafia, a una situazione che la mafia contribuisce a produrre`. Una tesi coraggiosa, che spiega come le ribellioni di Rosarno siano soprattutto una lotta alla `ndrangheta, che può dare la spinta a un Paese da troppo tempo rassegnato alla malavita.