RECENSIONE PACITTI-GINSBORG
Distorsione storica
SOCIETÀ E POLITICA ITALIANA 1980-2001
di Domenico Pacitti
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“Abbellire Berlusconi e il clientelismo non implica che Ginsborg sostenga l'uno o l'altro, ma rispecchia una prassi in gran parte inconsapevole da parte di storici ed altri di osservare limiti arbitrari al discorso che è permesso fare, così risparmiando alla politica di tutti i partiti ed alla società verità imbarazzanti ed evitando dure penalizzazioni. La precisione e la documentazione da sole non garantiscono un quadro complessivo vero e possono perfino impedire la percezione di un quadro falso. La storiografia deve essere scrupolosamente monitorata precisamente perché la storia ha un immenso valore.” Domenico Pacitti
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Titolo: Italy and its Discontents: Family, Civil Society, State 1980-2001
Autore: Paul Ginsborg
Recensore: Domenico Pacitti
Pubblicato: 2001
Casa editrice: Allen Lane, The Penguin Press, Londra
Pagine: 521, xv
Prezzo: sterline inglesi 25,00
ISBN: 0 713 99537 8.
Sebbene il resoconto di Paul Ginsborg sulla vita politica e sociale degli ultimi 20 anni si presenti in modo chiaro, ben documentato e politicamente imparziale, cionondimeno non fornisce un quadro vero.
Ginsborg, un docente di storia europea presso l'università di Firenze, inizia con una descrizione dell'ascesa dell'Italia ad una grande economia mondiale, il ruolo chiave dell'industria dei servizi e delle piccole imprese e il relativo fallimento delle grandi aziende, del settore privato e dell'agricoltura. La distribuzione dei redditi e una aumentata mobilità sociale hanno prodotto i loro più drammatici effetti sulle classi lavoratrici, rendendole più ricche ma indebolendo il loro senso di identità collettiva. Questo, sostiene Ginsborg, ha radicalmente trasformato la famiglia italiana tradizionale, aumentando la libertà individuale e producendo un boom di attività culturali e di viaggi. Clientelismo, familismo e Chiesa cattolica emergono come parte di un'eredità che ha formato i rapporti tra individui e società civile.
Il grosso del libro segue la progressione di eventi politici attraverso la caleidoscopica successione di 22 governi dal 1980 al 2001, in particolare: l'ascesa al potere di Silvio Berlusconi e Forza Italia; Antonio Di Pietro e Mani Pulite; lo scandalo della P2; gli omicidi degli eroi anti-mafia Giovanni Falcone e Paolo Borsellino; l'ascesa e la caduta di Bettino Craxi; i processi di Giulio Andreotti, sette volte presidente del Consiglio, per coinvolgimento mafioso; e l'arrivo di Umberto Bossi e i separatisti della Lega Nord.
Particolarmente meritevole di attenzione è la trattazione di Ginsborg su Gladio, un'organizzazione militare italiana di servizi segreti creata per accordo con la CIA nel 1956 come forza “stay-behind”, la quale subì addestramento e direzione CIA finché Andreotti non fu costretto a riconoscerne l'esistenza nel 1990. Ginsborg giustamente respinge la versione ufficiale secondo la quale sarebbe stata semplicemente una misura contro possibili invasioni dall'estero in base a forti indizi che era in realtà uno strumento di sorveglianza e di possibile azione contro nemici politici interni.
E nel raccontare la gestione da parte di Craxi del dirottamento palestinese della nave da crociera Achille Lauro nel 1985, Ginsborg sostiene il rifiuto di Craxi di consegnare i terroristi al governo USA, correttamente rilevando l'ulteriore tensione sui rapporti USA da ciò procurata, date le già esistenti simpatie di Craxi per la Palestina.
Sarebbe interessante riconsiderare sotto questa ottica l'isolamento politico e il selvaggio trattamento di Craxi da parte di Di Pietro (ad un certo punto accusato di essere stato appoggiato dalla CIA) e il susseguirsi di atti destabilizzanti non spiegati degli anni '80 e '90, comprese le bombe che furono puntualmente attribuite a mafia e brigate rosse.
D'altro canto, la ingenua delusione di Ginsborg che Mani Pulite non riuscì a rivoluzionare la politica in Italia espone palesemente le sue limitazioni nel comprendere come funzioni veramente l'Italia. Gli italiani sapevano che sarebbe stata soltanto una questione di tempo, prima che tutto venisse riportato sotto controllo e alla “normalità ”.
Ma il grosso difetto del libro consiste nella curiosa decisione dell'autore di addolcire il suo racconto attraverso la sistematica omissione di importanti verità su punti chiave, gravemente distorcendo il quadro complessivo. In questo, Ginsborg ha inconsapevolmente eseguito un inestimabile servizio di pubbliche relazioni per lo Stato italiano.
Così, il clientelismo, una delle principali forze che governano la società italiana, viene pericolosamente semilegittimato da Ginsborg, che lo colloca all'interno di una prospettiva antropologica passandoci sopra sommariamente. E il suo resoconto sulla corruzione è in gran parte limitato allo scandalo politico Tangentopoli nel 1992 e alla mafia. Al lettore viene fornita poca luce sui terribili danni provocati quotidianamente dalla corruzione socialmente accettata nella vita pubblica e privata italiana, costringendo all'emigrazione coloro che vogliono guadagnarsi la vita in modo onesto ed essere giudicati in base al merito.
Alla stessa maniera, Ginsborg trascura le accuse criminali contro Berlusconi con leggerezza senza fare alcun riferimento al fatto che ha ricevuto tre condanne al carcere per un totale di sei anni e cinque mesi (che non ha scontato a causa della legge sulla prescrizione dei reati). Né considera le gravi implicazioni della pretesa di Berlusconi di essere stato vittimizzato dalla magistratura italiana poiché, logicamente, o l'Italia ha un primo ministro criminale e menzognero oppure un gran numero di magistrati dovrebbe essere spedito davanti ad un appropriato tribunale europeo e processato.
Deludentemente, Ginsborg ha poco da dire sull'università italiana, autorevolmente descritta dal compianto grande critico d'arte Federico Zeri nel 1998 come “uno dei tre più grossi cancri italiani” (gli altri due essendo la burocrazia e la Chiesa cattolica). La trattazione di Ginsborg sul Vaticano, sempre superficiale, non menziona la feroce battaglia in corso da parte della Chiesa relativa alla ricerca sull'embrione ed alla procreazione assistita.
Le omissioni di Ginsborg si estendono ad altri settori. Ad esempio, avrebbe potuto trovare lo spazio per le catastrofi naturali e le loro conseguenze sociopolitiche, compresa la consuetudinaria appropriazione indebita di stanziamenti per le vittime, come accadde in seguito ai terremoti del 1997 che uccisero 10 persone, ferirono 500 e videro 13.000 rifugiati in tende e alla frana in Campania del 1998 che uccise 100 persone.
Una precedente versione italiana del libro è stata già ampiamente adottata nelle scuole statali in Italia per motivi che dovrebbero essere abbastanza ovvi. C'è da sperare che studenti di storia contemporanea e lingua e cultura italiana nelle scuole e università britanniche ed altrove non debbano subire un simile indottrinamento.
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Domenico Pacitti è redattore italiano della rivista World Parliamentarian (Bruxelles) e corrispondente di The Guardian & The Times Higher Education Supplement (Londra). Insegna all'Università di Pisa dal 1985.
Questa recensione, pubblicata per la prima volta da The Times Higher Education Supplement il 27 settembre 2002, può essere letta in lingua originale sul sito www.justbookreviews.net (titolo: “Life in the land of nods, winks and little shrugs”). Viene pubblicata per la prima volta in italiano da Terrelibere.
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