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13 Variazioni su un tema barocco - la libreria di terrelibere.org
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13 Variazioni su un tema barocco

Autore del DVD:
Alessandro Gagliardo, Cristian Consoli, Antonio Longo
Durata: 70

Editore: Malastrada Film
Anno: 2006
Formato: DVD
stats 6467 letture

13 Variazioni su un tema barocco
Ballata ai petrolieri in Val di Noto
Un film-inchiesta che agli strumenti giornalistici affianca quelli artistico-sensoriali, 13 variazioni di tema che narrano un territorio che deve rimanere Patrimonio di tutti e non bottino di alcuni. La storia dei Golia americani della Panther Oil e dei Davide in lotta, le popolazioni del Val di Noto costituitesi in Comitato, che da due anni si oppongono con determinazione al progetto di trivellazione del loro splendido territorio.

terrelibere.org  

Se gli argomenti sollevati da questo film non fossero incredibilmente importanti (lo scontro tra petrolieri Usa e popolazione siciliana, il dibattito sul modello di sviluppo da intraprendere, il ruolo dell`Unesco e quello delle multinazionali del petrolio, i ritratti di una politica locale da sempre in bilico tra scatti di orgoglio e servile affarismo), potremmo iniziare da tutto il resto: un film prodotto dal basso tramite una piattaforma in linea, la rete virtuale che permette e genera la creazione di quella reale, l`uso del digitale per l`abbattimento dei costi di accesso alla creazione artistica e giornalistica, la licenza Creative Commons che annulla le gabbie imposte dai dinosauri della Siae.

Temi cruciali, importantissimi, che annunciano una rivoluzione comunicativa vera: non esistono più barriere di accesso alla creazione di un`opera artistica complessa, perché produzione, realizzazione e distribuzione sono possibili grazie al digitale e grazie ad Internet. Si tratta di concetti semplici che possono cambiarci la vita in futuro. Rendere possibile la comunicazione senza aspettare la grazia di un trafiletto in cronaca locale o una manciata di secondi nel tg delle 23. `Purtroppo` aumentano le nostre responsabilità, ci consegnano ciò che siamo abituati a delegare, cancellano la secolare abitudine alla lamentela.

E` molto più comodo prendersela con Berlusconi, Cuffaro, il destino cinico, il fato crudele che ci ha fatto nascere poveri. La rivoluzione digitale oggi è reale, presente, occorre agire subito e non aspettare i soliti quattro - cinque anni che di solito la sinistra impiega per metabolizzare le novità tecnologiche, giusto il tempo che serve ai governi ed alle multinazionali per imbrigliarne il potenziale liberatorio ed orientarlo esclusivamente al profitto. Per quanto riguarda il film, racconta in maniera originale e poco (per fortuna) didascalica la vicenda delle concessioni per la trivellazione date alla società texana Panther in vaste porzioni del territorio isolano. Tra queste la Val di Noto, l`unica a reagire alle concessioni, anche perché da tempo ha scelto la via di uno sviluppo basato su turismo ed agricoltura di qualità.

Una via non facile e per nulla scontata, ma resa più agevole dal riconoscimento Unesco del territorio come Patrimonio dell`Umanità. Nonostante risalga al `92, secondo il responsabile Unesco non tutti hanno capito l`importanza e le potenzialità dell`inserimento nella World Heritage List, un riconoscimento prezioso e difficile da ottenere. Se da un lato la crisi economica ed il miraggio del petrolio sono un forte incentivo per politici, disoccupati, giovani marginali e lavoratori precari, dall`altro l`esperienza del petrolchimico in Sicilia non lascia molto spazio al dubbio. Molti anni fa Priolo e Noto si scontrarono duramente per il privilegio di ospitare ciminiere perenni, fumi letali, depositi immensi di carburante. A distanza di anni la costa priolese appare irrimediabilmente inquinata, devastata da nascite con malformazioni, tumori oltre ogni media nazionale, incidenti ricorrenti e l`abitudine a respirare quel veleno che ingrassa i profitti di pochi petrolieri (Erg, Esso, ...), muove le automobili di mezza Italia ma lascia a morire avvelenati gli abitanti del triangolo della Morte. Noto ha già scampato questo pericolo. Le trivelle (e soprattutto ciò che portano) non hanno futuro.

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