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Documenti > Saggio
Olga Ravelli - YANAMAYO: Scheda biografica | Scrivi all'autore | Tutti i documenti di questo autore Interagisci: Segnala ad un amico Organizza un incontro Condividi: Mi capita spesso di riflettere sulla realtà dei nostri giorni, su come essa si presenti e su come essa appaia a noi giovani, sospesi tra l’ideale desiderio di migliorare il mondo e lo scoramento delle inevitabili delusioni. Di fatto, sono sempre più convinta che le decisioni che mandano avanti questo nostro pianeta vengano prese in luoghi sui quali gli individui non hanno alcuna possibilità di controllo. In me va vieppiù maturando l’idea che la nuova schiavitù del mondo sviluppato sia dunque quella che riduce l’uomo allo stato di “cosa”, mero strumento governato da chissà chi, essere pensante che però, nel corso della sua vita agiata pulita e avanzata, non sente di essere cosa. Questa nuova forma di schiavitù sembra abbracciare il mondo nella sua soffice promessa di sviluppo tecnologico: e intanto noi uomini di tutti i giorni, istupiditi da falsi bisogni e da notizie faziose, spendiamo le nostre vite assorbiti dal caos quotidiano che ci distoglie dal pensare e in pochi, forse solo i pazzi, ci chiediamo: “Ma chi comanda tutto questo?” “A chi giova?”. Nel Pendolo di Foucault ho letto per la
prima volta dei misteriosi disegni dei cavalieri Templari e dell’ipotesi di
rileggere la storia all’insegna di progetti occulti perseguiti da logge
misteriose. Ho letto il Pendolo tutto
d’un fiato, apprezzandone la sottile ironia nei confronti del mondo accademico
ed editoriale e, soprattutto, ho voltato l’ultima pagina chiedendomi se davvero
la realtà, così come ci appare e ci viene presentata, possa essere solo una
facciata, dove chi ha in mano le briglie del tutto si mantiene in disparte,
nascosto dietro le quinte. Spulciando
tra i misteri della storia internazionale, si scopre in effetti ben presto che
quello delle logge segrete è un terreno molto fertile, dove si incrociano i
destini di capi di stato (il presidente Truman era maestro venerabile della
massoneria, come Licio Gelli), personalità di primo piano nella politica
internazionale, terroristi, personaggi noti e meno noti... (Curiosità dal
sapore un po’ misterioso: l’unico libro sulla storia della massoneria presente
nella biblioteca della mia città, alla periferia di Milano, è irreperibile,
forse mandato al macero, pur essendo un libro di pochi anni!). Del resto,
i Templari e le altre organizzazioni occulte, come il Prieuré de Sion (di cui
risulta membro il nostro Giulio Andreotti) o i Cavalieri di Malta, hanno da
sempre fornito un valido mezzo di controllo occulto dei centri nevralgici del
potere. Circa i
Templari, dalla storia si apprende che l’Ordine fu fondato a Gerusalemme da Ugo
da Payns e da altri cavalieri francesi nel 1119, per garantire i pellegrini che
si recavano in terra santa contro ritorni offensivi degli infedeli, sconfitti
ma non debellati dalla prima crociata. Favorito da San Bernardo, che ne esaltò
le virtù guerriere e la pietà, l’Ordine si ramificò e modificò la sua primitiva
regola secondo gli ideali della riforma cistercense. Grazie alla potenza
economica e militare i Templari divennero presto i banchieri dei pellegrini: la
loro era una banca privilegiata, indipendente dai poteri temporali, che
rispondeva solo al papa. Spentasi l’originaria ispirazione religiosa, l’Ordine
divenne, dopo l’abbandono della terra santa, un importante centro politico e
finanziario tanto da partecipare alle lotte feudali, finché nel 1307 Filippo il
Bello, volendo impadronirsi delle loro ricchezze, indusse Clemente V ad
iniziare un’inchiesta. Con il concorso dell’Inquisizione, i Templari vennero
costretti sotto tortura a confessare una serie di crimini, come la pratica del
culto di idoli, lo sputare sulla croce nei riti di ammissione, l’obbligo della
sodomia, ecc. Numerosissimi Templari vennero dati al rogo, altri imprigionati:
l’Ordine stesso venne soppresso nel 1312 e i beni devoluti all’Ordine degli
Ospitalieri. Ma i Templari continuarono a vivere. In Germania passarono
all’Ordine teutonico, in Portogallo presero il nome di Cavalieri di Cristo,
negli altri stati passarono al servizio dell’Ordine di Malta. Continuando
a spulciare nella storia occulta italiana, tracce dell’antico Ordine dei
Templari si ritrovano a Trapani, città oggi sede di alcune misteriose e poco
chiare organizzazioni. Nel
XII secolo il porto di Trapani era infatti al centro dei movimenti marittimi
tra il Portogallo e Gerusalemme. Nella città siciliana furono istituiti
l’Ordine dei Templari per scortare i pellegrini diretti in terrasanta, e quello
degli Ospitalieri per ospitarli. Vennero occupati feudi e immobili sia a
Trapani che a Marsala (nota come porto di Allah). Pare che la stessa
manifestazione di riconoscimento mafioso del bacio abbia come antichissimo
precedente il “bacio sulla bocca del Gran Maestro”, segno di iniziazione dei
Templari. Interessante
notare che la loggia trapanese era collegata con la destra siciliana e con
personaggi arabi. Un ospite di riguardo era Giovanni Alliata di Montereale, già
deputato monarchico vicino agli ambienti di estrema destra e poi iscritto alla
P2. Il nome di Alliata ricorre in vari episodi dell’eversione nera del
dopoguerra. Gaspare Pisciotta lo indicò come uno dei mandanti della strage di
Portella della Ginestra del 1° maggio 1947, anche se di questa accusa non
vennero fornite le prove (Pisciotta fu ucciso da un caffè alla stricnina). Sempre
a Trapani, nella stessa sede di questa misteriosa loggia, era presente
l’Associazione Musulmani d’Italia, sponsorizzata da Gheddafi e facente capo a
Michele Papa. Alcuni appartenenti alle logge trapanesi sono risultati connessi
alle vicende del laboratorio di Alcamo. Lo stesso Ali Agka, appartenente
all’organizzazione che riforniva di droga il citato laboratorio, passò a
Trapani più volte. In
questa città aveva inoltre sede il Centro Studi Scontrino, che faceva
riferimento proprio all’Ordine dei Cavalieri Templari. Il Centro Studi
Scontrino col tempo divenne un importante crocevia di convergenze occulte,
nazionali e internazionali. Proprio qui fu trovata una fotografia di Aldo Moro,
con scritte massoniche mai decifrate (subito scomparsa dagli atti del
processo), che confermerebbe il collegamento tra la mafia e la prigionia del
politico democristiano: Cosa Nostra sarebbe stata sollecitata ad intervenire
per liberare Moro e poi fermata. A
Trapani era inoltre presente la cellula Stay
Behind Scorpione, creata nel 1987 dalla Sismi della VII Divisione, la
stessa in cui erano stati addestrata la Guardia peruviana nell’ambito
dell’operazione Lima, organizzata dall’allora Presidente del Consiglio Craxi.
Nell’ambito di questa operazione, a fronte di aiuti a paesi sottosviluppati, il
Perù ricevette nel 1987 dall’Italia mezzi sofisticatissimi, come ponti radio,
sensori a infrarossi, pistole, giubbotti antiproiettile, materiale imbarcato
tutto su un aereo partito da Roma e coperto dal segreto militare. Il piano
doveva infatti sostenere il presidente peruviano Garcìa, allora impegnato nella
caccia al leader di Sendero Luminoso,
il prof. Guzmàn. È cosa
nota ormai che i paesi produttori, per salvaguardare i propri interessi
economici spesso connessi alle industrie belliche, hanno più volte venduto armi
in cambio di petrolio o droga, sostenendo o il terrorismo internazionale o
coprendo governanti come Gheddafi o Saddam Hussein. Un
interrogativo sorge dunque spontaneo: l’essenza della politica è quella che ci
viene presentata attraverso i giornali e le televisioni, i patti politici e gli
atti ufficiali, oppure è nota solo ai massimi livelli direzionali, che spesso
coincidono col braccio militare? Cosa manda avanti questo mondo, le forniture
di armi, le partecipazioni azionarie a sconosciute società estere, oppure
l’interesse reale dei popoli? E chi comanda davvero, chi regge le fila di tutto
questo lavorio occulto? Gramsci
nel 1925 disse che l’unico partito reale ed efficiente che la borghesia avesse
da lungo tempo era la massoneria. Ma cos’è dunque la massoneria? A scuola ce lo
hanno mai spiegato? La
massoneria, citata nei manuali per la sua lunga opera di divulgazione di temi
di fratellanza, dal dopoguerra ha finito per agire per l’acquisizione di potere
trasversale, costituendo sempre più un contropotere reale rispetto allo stato. Indebolitasi
nel periodo tra le due guerre, l’azione della massoneria aumentò nel periodo di
intervento in Italia degli Usa (i quali fornirono un valido appoggio alla mafia
proprio attraverso la massoneria di rito scozzese). Attraverso la massoneria i
servizi segreti americani penetrarono in tutto il mondo. In
Italia, la strategia dei servizi segreti americani dal 1941 in poi individuò
nella massoneria, nella Chiesa, nei fascisti disposti a lasciare Mussolini e
nella mafia gli alleati che avrebbero permesso prima di vincere la guerra e poi
di fronteggiare il comunismo e ogni proposito contrario agli interessi
statunitensi. Alcune
logge massoniche americane agirono in Italia sin dal 1941, in collegamento con
l’Oss (il servizio segreto americano, dal quale nel 1947 sarebbe nata la Cia, i
cui capi erano tutti massoni di rito scozzese e affiliati a ordini
cavallereschi,). In questo anno a Washington fu creato un dipartimento italiano
con a capo il reverendo massone americano Frank Gigliotti. Lo stesso Gigliotti
nel 42 formò con l’Oss l’American
Committee for Italian Democracy, appoggiato dai Sons of Italy, associazione di cui facevano parte mafiosi e agenti
segreti, usata per preparare lo sbarco in Sicilia. Lucky Luciano aveva
arruolato, prima dello sbarco, Sindona per collegare l’Oss con i capi mafiosi
siciliani. Pare
che la sede del Comitato esecutivo massonico, incaricato di realizzare una
forma di governo universale, sia la Loggia di Montecarlo. Tutti
più o meno sappiamo che la storia della massoneria nell’Italia del dopoguerra è
legata al nome di Licio Gelli. Ma pochi però sanno chi fosse e chi sia
veramente costui. Agente
segreto nel 47 nei paesi dell’Est, nel 56 inizia la sua collaborazione coi
servizi segreti italiani. Già amico del generale Peron (nel 72 era divenuto
consigliere economico per l’Argentina dall’Italia e nel 73 console onorario),
dalla Finanza si ha notizia di collegamenti di Gelli coi paesi Arabi, in
funzione di public relation man per i
rapporti non ufficiali dell’Italia con quei paesi, forse in relazione a
traffici di armi. A dimostrare la sua influenza sui vertici americani, si può
ricordare la sua presenza alla cerimonia di insediamento di Carter alla Casa
Bianca nel 1976. Nel
1969 con l’approvazione di Kissinger (capo del National Security Council
americano, organo che nel dicembre 1947 aveva approvato la direttiva 4/A sulle
azioni di guerra psicologica clandestina da condurre in Italia contro le forze
comuniste), Gelli reclutò nella sua loggia segreta 400 alti ufficiali italiani
e della Nato. Nella
seconda metà degli anni 70, il reale potere propulsivo nelle attività
economiche e politiche in Italia era dunque nelle mani di Gelli e della P2. Nel
1976 la situazione politica italiana era in pericolosa evoluzione a causa
dell’avanzata del PCI alle lezioni. Proprio al fine di discutere i mezzi per
tamponare l’avanzata dei comunisti, si tenne un incontro all’ambasciata
americana a Roma tra i servizi segreti USA, rappresentanti delle multinazionali
italiane e Gelli. Dato che non sembrava possibile una soluzione golpista simile
a quella cilena del 1973, si pensò ad un piano per il controllo della stampa,
in modo da influenzare l’opinione pubblica. Le multinazionali avrebbero
finanziato Gelli, Calvi e i servizi segreti per avviare una manovra
economico-finanziaria verso determinati giornali (“piano di rinascita
democratica”). Negli ultimi anni 70 Gelli attuò un’operazione finanziaria di
intervento a favore del gruppo Rizzoli-Corriere della Sera. Gelli procedette
all’inserimento di uomini selezionati nei gangli vitali della pubblica
amministrazione, dei vertici militari, della dirigenza economica finanziaria.
Tra il 78-81 si costituì il Supersismi, commistione di uomini dei servizi
segreti, della P2 e dell’alta criminalità. Il 17
marzo 1981 è stata scoperta la Loggia P2, dopo una strana “soffiata”. Qualcuno
ipotizzò che sarebbe stato lo stesso Gelli a far rinvenire la lista dei 982
nominativi allo scopo di sollevare un polverone che distraesse gli inquirenti
da altri fatti, continuando a mantenere un altissimo potere di ricatto nei
confronti dei fratelli non compresi nella lista. Nella
primavera 1982, al culmine della guerra delle Falkland, in cui i missili Exocet
avevano affondato due navi inglesi, Gelli tornò in Europa per cercare di
ottenere nuove forniture di armi per gli amici argentini. I missili arrivarono
in effetti in Argentina, partendo da porti italiani su navi libiche, in casse
con scritto sopra “macchine agricole”. Secondo Francesco Pazienza (il quale,
prima di entrare in contatto con la P2 di Gelli, era affiliato ai Cavalieri
dell’Ordine di Malta, ordine al quale erano iscritti numerosi appartenenti ai
servizi segreti e alla P2), i missili erano stati pagati dall’Argentina usando
i fondi del Banco Ambrosiano attraverso la Banca Andina del Perù. Un nuovo
tentativo di acquistare missili furono fatti fallire dai servizi inglesi,
proprio mentre Calvi si recava a Londra per cercare di tamponare i debiti
dell’Ambrosiano. L’Argentina perse la guerra e la P2 ritenne che Calvi, non
essendo riuscito ad inviare tempestivamente denaro per gli Exocet, avesse
contribuito alla sconfitta. Pazienza affermò che Calvi fosse stato ucciso dai
servizi segreti britannici e dalla P2. L’Argentina
era stata aiutata anche dalla società italiana Agusta (di area socialista).
Questa società faceva parte del consorzio a partecipazione statale, costituito
sotto gli auspici del Ministro De Michelis, che partecipò alla gara d’appalto
per la metropolitana di Buenos Aires. I socialisti, tramite Macri, che in
Argentina rappresentava gli interessi della Fiat (la quale, come altre aziende
italiane presenti oltreoceano, spingevano in quegli stessi anni per il silenzio
sulla questione dei desaparacidos), offrirono le forniture per l’occupazione
delle Malvine, in cambio della concessione al Macri per l’ampliamento delle
rete metropolitana di Buenos Aires. Così
si tessono le trame internazionali. Ma la nostra vita di tutti i giorni è ben
lontana da queste trame occulte, da tutti questi traffici loschi, traffici che
han portato al sostegno italiano all’Irak in cambio di petrolio, alle forniture
di armi a paesi arabi, ai traffici di materiali radioattivi dall’ex Unione
Sovietica. Cosa
ci importa sapere, per esempio, cosa fosse il Council on Foreign Relations (CFR)? Per i più curiosi, basti sapere
che il CFR fu costituito a Parigi nel 1919, come filiazione di una società
segreta risalente all’Inghilterra vittoriana e ai gruppi del Round Table, il cui scopo era
l’affermazione planetaria della razza anglosassone. Da questo circolo è stato
sollecitato l’intervento Usa nella seconda guerra mondiale, la strategia della
guerra fredda e dell’indebolimento di Mosca attraverso la penetrazione occidentale
(incentrata sul settore bancario, che consente una segreta interferenza nei
tessuti economici e finanziari dei paesi da controllare). E che dire del Secret Intelligence Service, che pare
esser stato il primo controllore di Mazzini e Proudhon, di Otto von Bismarck,
di Mussolini e per certi aspetti primo sostenitore di Adolf Hitler? Tutto
ciò meriterebbe credo un approfondimento all’interno delle aule scolastiche e
universitarie. Ma svelare a noi gente comune, attraverso i canali
dell’educazione, tutte queste tematiche storiche, di una storia che forse è
ancora troppo presente per essere studiata, rappresenterebbe forse già di per
sé l’inizio della rottura del sistema in cui viviamo, un sistema in cui regna
un’armonia prestabilita tra la cultura accademica e i fini della nazione, in
cui una “confortevole, levigata, ragionevole, democratica non-libertà” vigila
su tutti noi. ![]()
Formato per la citazione:
Olga Ravelli - YANAMAYO, "Le associazioni segrete", terrelibere.org, 23 marzo 2001, http://www.terrelibere.it/doc/le-associazioni-segrete |