Il saggio è stato
pubblicato dalla Fundación para la Investigación y la Cultura di Cali
(Colombia), che ringraziamo per aver autorizzato la traduzione e la
presentazione su Terrelibere.
Maude Barlow
presiede il Council of Canadians, il gruppo di rappresentanza pubblica più
grande del Canada, ed è una delle direttrici dell’International Forum on
Globalization.
Introduzione
Gli architetti
dell’Area di Libero Commercio delle Americhe (ALCA), i cui negoziati sono attualmente
in corso con la partecipazione di 34 paesi, vogliono che questo sia l’accordo
di libero commercio di più ampia portata che sia stato mai firmato nella
storia. Sebbene il modello si fondi sul Trattato di Libero Commercio
dell’America del Nord (TLC), l’ALCA trascende l’ampiezza e il potere del TLC.
Allo stato attuale, l’ALCA dovrebbe introdurre nell’Emisfero Occidentale tutte
le discipline dell’accordo sui servizi proposto dall’Organizzazione Mondiale
del Commercio (WTO) - Accordo Generale sul Commercio dei Servizi (GATS) - con
i poteri del fallito Accordo Multilaterale sugli Investimenti (MAI), al fine di
creare un nuovo potere commerciale con una nuova autorità dotato degli
strumenti necessari per reggere ogni aspetto della vita nelle Americhe.
Il GATS, i cui
negoziati sono attualmente in corso a Ginevra, ha il compito di liberalizzare
il commercio mondiale dei servizi, inclusi tutti i programmi pubblici, ed
eliminare gradualmente tutte le "barriere" governative alla
competizione internazionale nel settore dei servizi. Il Comitato per i
Negoziati Commerciali dell’ALCA propone oggi, d’inserire nel patto emisferico
un accordo sui servizi similare e di maggiore portata. Propone anche di
conservare e forse ampliare le disposizioni "investitore-stato" del
TLC che conferiscono alle imprese il diritto senza precedenti di rivendicare i
propri interessi commerciali attraverso tribunali commerciali di carattere
vincolante.
Se si fondono
insieme questi due poteri in un solo accordo, si attribuirà alle imprese
transnazionali dell’emisfero il diritto di competere nel settore dei servizi
sovvenzionati dal governo, tra cui la sanità, l’educazione, la sicurezza
sociale, la cultura e la difesa dell’ambiente.
L’ALCA, per come è
stato proposto, contiene inoltre nuove disposizioni sulle politiche di
competizione, acquisto del settore pubblico, accesso ai mercati e soluzione
delle controversie che, insieme all’inclusione dei servizi e degli
investimenti, potrebbero eliminare la capacità di tutti i governi delle Americhe
di creare e mantenere le leggi, le norme e i regolamenti destinati alla
protezione della salute, della sicurezza e del benessere dei cittadini e
dell’ambiente. I negoziatori dell’ALCA sembrano poi aver deciso di emulare il
WTO invece del TLC nelle aree chiave della normalizzazione e della soluzione
delle controversie, dove le regole del WTO sono più rigorose.
Essenzialmente, ciò
che è stato fatto dai negoziatori dell’ALCA, incoraggiati dalla comunità delle
grandi imprese di ogni singolo paese, è di assumere gli elementi più ambiziosi
di tutti gli accordi mondiali sul commercio e gli investimenti – sia quelli
esistenti che quelli solo proposti - e riunirli in questo ambiziosissimo patto
emisferico.
Ancora una volta,
esattamente come è successo con gli accordi precedenti del TLC o del WTO,
questo trattato di libero commercio non prevederà nel testo principale alcuna
garanzia che protegga i lavoratori, i diritti umani, la sicurezza sociale o
norme sanitarie e ambientali. Ancora una volta, la società civile e la maggior
parte dei cittadini che desiderano un differente tipo d’accordo di libero commercio
sono stati esclusi dai negoziati e non potranno partecipare nelle decisioni.
Ciò nonostante,
nulla è mai stato così importante per i popoli delle Americhe; sembra che lo
scontro sia inevitabile.
Cos’è l’ALCA?
L’Area di Libero Commercio
delle Americhe è la definizione che è stata data al processo di allargamento
del Trattato di Libero Commercio dell’America del Nord (TLC) agli altri paesi
dell’Emisfero Occidentale con l’eccezione di Cuba. Con una popolazione di 800
milioni di abitanti e un PIL complessivo di 11 miliardi di dollari, l’ALCA
costituirebbe la zona di libero commercio più grande del mondo. Se i rapporti
provenienti dai Gruppi di Negoziazione incaricati degli elementi chiave
dell’accordo sono corretti, l’ALCA sarà l’accordo di libero commercio di
maggiore estensione al mondo, con una portata che influirà su tutti gli aspetti
della vita dei cittadini delle Americhe.
L’ALCA è stato
lanciato dai 34 leader del Nord, Centro e Sud America e dei Caraibi in
occasione del Summit delle Americhe celebrato a Miami, Florida, nel dicembre
1994. In questa riunione, il Presidente Bill Clinton s’impegnò a realizzare il
sogno dell’ex-presidente George Bush di un accordo di libero commercio che si estendesse
da Anchorage sino alla Terra del Fuoco, e che vincolasse le economie
dell’emisfero e rendesse più profonda l’integrazione dei paesi sulla base di un
modello di libero mercato come il TLC.
Tuttavia, non si
registrarono grossi progressi reali sino al successivo Summit delle Americhe,
stavolta a Santiago del Cile nell’aprile 1998, momento nel quale i paesi
stabilirono un Comitato per la Negoziazione Commerciale (CNC), composto dai
viceministri del commercio di ogni paese.
Con il sostegno di
un comitato tripartito integrato dal Banco Interamericano de Desarrollo,
dall’Organizzazione degli Stati Americani e dalla Commissione Economica per
l’America Latina ed i Caraibi (CEPAL), si stabilirono nove gruppi di lavoro
incaricati delle aree principali dei negoziati: servizi; investimenti; acquisti
del settore pubblico; accesso ai mercati (copertura delle tariffe doganali,
misure non tariffarie, procedimenti doganali, regole d’origine, norme e
barriere tecniche contro il commercio); agricoltura; diritti di proprietà
intellettuale; sussidi, antidumping e diritti compensatori; politica
competitiva e soluzione delle controversie.
Si stabilirono
inoltre tre comitati speciali – fuori dai negoziati - incaricati delle
problematiche relative alle economie più piccole, alla società civile ed al
commercio elettronico. Questi comitati e gruppi di lavoro si sono riuniti con
maggiore frequenza durante gli anni 1999 e 2000, e nei primi mesi del 2001, con
più di 900 negoziatori commerciali e montagne di documenti, a Miami, dove si
realizza la maggior parte delle riunioni.
Sin dal principio,
le grandi imprese, le loro corporazioni e i rispettivi gruppi dirigenti sono stati
parte integrante del processo. Negli Stati Uniti, una serie di comitati di imprenditori
fanno da consulenti ai negoziatori di questo paese e, grazie ad un sistema di
comitati di consulenza commerciale, a più di 500 rappresentanti di imprese è
assicurata l’autorizzazione, la sufficiente sicurezza e l’accesso ai documenti
dei negoziati dell’ALCA. Nella riunione ministeriale celebrata a Toronto nel
novembre 2000, i ministri del commercio delle Americhe hanno raggiunto
l’accordo per implementare 20 "misure di facilitazione commerciale” in un
termine massimo di un anno al fine di facilitare l’integrazione doganale.
Uno dei compiti dei
negoziatori è quello di acquisire e consolidare le componenti chiave di una
serie di accordi commerciali e d’investimenti stabiliti nell’area, inclusi: il
TLC, un accordo di libero commercio e investimenti tra Canada, Stati Uniti e
Messico; il Mercosur, un mercato comune del Cono Sud costituito da Brasile,
Argentina, Paraguay ed Uruguay; il Patto Andino; e Caricom, la comunità dei
Caraibi. Sono stati firmati inoltre una serie di trattati bilaterali d’investimento
(BIT) tra singoli paesi sulla base del modello "investitore-stato"
del TLC, con il quale le imprese possono portare a giudizio direttamente i
governi per presunte violazioni dei diritti di proprietà senza che prima
intervengano i rispettivi governi. Esistono alcune differenze tra questi patti
ed accordi. Ad esempio, la meta del Mercosur è quella di trasformarsi in
mercato comune; il TLC, da parte sua, non ha stabilito norme comuni in tema di
lavoro tra i tre membri e, chiaramente, gli Stati Uniti non tollererebbero il
libero movimento dei lavoratori provenienti dal Messico. In cambio, il Mercosur
contiene alcune disposizioni e programmi d’indole sociale per i lavoratori
licenziati che non sono previste dal Trattato di Libero Commercio dell’America
del Nord.
Però le somiglianze
tra questi trattati hanno più peso delle differenze. Tanto il TLC come il
MERCOSUR, includono misure per liberalizzare gli investimenti stranieri e
accordano diritti di trattamento nazionale (non discriminante) agli investitori
stranieri. Entrambi proibiscono i "requisiti di impegno" con i quali
gli investitori stranieri sono costretti a sostenere l’economia locale ed
assumere i lavoratori del luogo.
Entrambi i
trattati, inoltre, si fondano su un modello di liberalizzazione del commercio e
degli investimenti che si conforma strettamente ai Programmi di Aggiustamento
Strutturale (SAP) introdotti in precedenza in America Latina dalla Banca
Mondiale e dal Fondo Monetario Internazionale (FMI). Sulla base di questi
programmi, la maggior parte dei paesi in via di sviluppo è stata obbligata ad
abbandonare l’industria nazionale per dare spazio agli interessi delle imprese
transnazionali; ad utilizzare le migliori terre agricole per produrre
coltivazioni d’esportazione con il fine di saldare i debiti esterni; a ridurre
la spesa pubblica dei programmi sociali e ad abbandonare i programmi di
attenzione medica, educativi e della sicurezza sociale universale; a
liberalizzare i propri settori elettrici, dei trasporti, dell’energia e delle fonti
naturali; a ritirare le barriere che regolamentavano gli investimenti
stranieri.
Nei negoziati
esistono tensioni per la leadership. Dal 1995, il governo statunitense non è
stato in grado di rinnovare la propria legislazione sulla negoziazione rapida
(fast-track) che, in particolare, autorizza il congresso ad adottare accordi di
libero commercio nel suo insieme. Ciò ha dato al Brasile, indiscutibilmente il
leader economico dell’America Latina, l’opportunità di rimettere in discussione
la supremazia degli Stati Uniti nei negoziati e di presentarsi come il soggetto
migliore per dirigere il processo d’integrazione economica delle Americhe.
L’invasione della
comunità imprenditoriale dell’Unione Europea in America Latina, specialmente
nei settori delle banche, delle telecomunicazioni, delle automobili e dei
prodotti di consumo, è inoltre servita come catalizzatore della rivendicazione
della leadership statunitense nell’emisfero. La UE ha intensificato la propria
presenza nella regione, negoziando accordi di libero commercio e investimenti
con paesi singoli come ad esempio Cile, Messico e Brasile.
Gli Stati Uniti
hanno bisogno che l’ALCA si concluda in modo soddisfacente per mantenere il
predominio del suo settore imprenditoriale nella regione.
Esiste comunque una
maggiore pressione affinché l’ALCA giunga felicemente in porto, dopo il
fallimento dell’Accordo Multilaterale sugli Investimenti (MAI) nella prima
riunione ministeriale del WTO nel 1996 e in occasione dell’incontro
dell’Organizzazione per la Cooperazione e lo Sviluppo Economico (OCSE) nel
1998, oltre alla chiusura del "Millennium Round" del WTO a Seattle
nel dicembre 1999. Effettivamente, è difficile per i funzionari del WTO
individuare una località dove celebrare una nuova riunione ministeriale. A sua
volta, l’APEC, il foro per la cooperazione economica Asia-Pacífico, sta
barcollando e pochi credono che esso si converta in una zona di libero
commercio e investimenti, come invece si sperava.
Molti osservatori e
specialisti del commercio hanno identificato l’ALCA come l’erede naturale di
questi progetti falliti e temono che un altro fracasso di questo genere possa
condurre alla sospensione per anni degli accordi generali di libero commercio.
In effetti, in una dichiarazione diffusa nel gennaio 2000, il rappresentante
commerciale aggiunto degli Stati Uniti, Peter Allegeier, ha dichiarato che
l’ALCA ha ricoperto una nuova importanza dopo il fiasco di Seattle ed è assai
probabile che aspiri a trascendere la portata del WTO, senza la necessità di interazione
con esso.
Il successivo
Summit delle Americhe a livello ministeriale è stato realizzato nella città di
Quebec nell’aprile 2001. Nel corso della riunione è stata presentata ai leader
una prima bozza del Trattato di Libero Commercio, di carattere decisamente
provvisorio, sulla base della quale s’inizierà ad elaborare il testo integrale.
Originariamente, si sperava di terminare e implementare l’accordo per l’anno
2005; ciò nonostante, alcuni paesi, compresi Cile e Stati Uniti, stanno
esercitando una pressione sugli altri per anticipare la data di ratifica al
2003, anche se questo dipenderà dallo sviluppo dei negoziati nella prossime
riunioni interministeriali.
Cosa contiene l’ALCA?
Essenzialmente,
secondo quanto è stato programmato, l’ALCA è un’espansione del TLC dell’America
del Nord, sia nel senso d’includere una serie di nuovi paesi nel patto sia in
quello di estendere la portata del libero commercio ad altri settori sulla base
di nuove e rigorose disposizioni del WTO. In una dichiarazione emessa in occasione
del vertice originario di Miami del 1994, i ministri presentarono una serie di
raccomandazioni. Si dichiarava che si era giunti ad un accordo relativo a vari
"obiettivi e principi" chiave, tra i quali:
l’integrazione economica dell’emisfero
il fomento dell’integrazione dei mercati del capitale
la coerenza in relazione all’Organizzazione Mondiale
del Commercio
-
l’eliminazione delle barriere commerciali doganali e non
-
l’eliminazione dei sussidi a favore degli esportatori agricoli
- l’eliminazione
delle barriere agli investimenti stranieri
- il quadro giuridico per proteggere gli
investitori ed i rispettivi investimenti
- le misure per
migliorare le acquisizioni del settore pubblico
- i nuovi
negoziati per includere i servizi
D’allora in poi, l’informazione su ciò che è
esattamente contenuto nell’ALCA è stata scarsa. Tuttavia, dopo le riunioni con
l’ufficio del rappresentante commerciale degli Stati Uniti, l’entità denominata
Public Citizen's Global Trade Watch
ha dato informazione che gli Stati Uniti si sono impegnati a liberalizzare il
settore dei servizi, compresi la sanità, l’educazione, i servizi ambientali e
quelli idrici. L’ALCA, inoltre, includerà disposizioni in merito agli
investimenti simili a quelle che erano contenute nel fallito Accordo
Multilaterale sugli Investimenti e nel Capitolo II del TLC, secondo cui le
imprese potranno portare a giudizio direttamente i governi per i guadagni che
sono andati perduti a causa della promulgazione di leggi destinate a proteggere
la salute e la sicurezza, le condizioni lavorative o le norme ambientali.
Il Gruppo di Miami – Stati Uniti, Canada, Argentina e
Cile – ha come obiettivo quello di costringere tutti i paesi delle Americhe ad
accettare la biotecnologia e gli alimenti geneticamente modificati (OGM), cosa
che promuoverebbe gli interessi di imprese biotecnologiche come Cargill,
Monsanto ed Archer Daniels Midland, senza pertanto tener conto delle richieste
di sopravvivenza dei piccoli agricoltori, dei contadini e delle comunità
dell’intera America Latina. Infine, secondo quanto informa Public Citizen, gli Stati Uniti stanno
cercando di estendere al resto dell’emisfero, le regole del protezionismo delle
imprese sulle patenti, secondo quanto previsto nelle regole del TLC che
concedono all’impresa titolare di una patente in un paese determinato, i
diritti di commercializzazione di un articolo in tutta la regione, cosa che in
conseguenza rende impossibile l’accesso della popolazione alle medicine
tradizionali.
Comunque, i rapporti degli stessi negoziatori sono
passati inavvertitamente nelle mani dell’opinione pubblica.
Ultimamente, è filtrato un rapporto confidenziale del
gruppo di negoziazione dei servizi datato 7 ottobre 1999. Esso contiene i piani
dettagliati sulle disposizioni dell’ALCA in materia di servizi. Sherri M.
Stephenson, Vicedirettrice del Commercio dell’Organizzazione degli Stati
Americani, ha elaborato uno scritto per una conferenza del commercio che si
sarebbe dovuta realizzare nel marzo 2000 a Dallas, Texas, nel quale si dava
informazione sul mandato e sui progressi dei nove gruppi di lavoro,
classificati per settore. Anche i siti Web dell’ALCA ed i documenti del governo
canadese contengono informazioni importanti.
Nell’insieme, questi rapporti rivelano un piano per
creare il trattato commerciale più ampio che mai sia stato negoziato. La
combinazione di un accordo sui servizi totalmente nuovo nell’ALCA e le
disposizioni esistenti (e chissà quanto ancora più estese) del TLC rispetto
agli investimenti, rappresentano una minaccia del tutto nuova a tutti gli
aspetti della vita dei popoli delle Americhe. Questa potente combinazione darà
alle imprese transnazionali dell’emisfero nuovi diritti, perfino nelle aree che
si presumevano protette della salute, della sicurezza sociale, dell’educazione,
dei servizi di protezione dell’ambiente, della somministrazione dell’acqua,
della cultura, della protezione delle risorse naturali e di tutti i servizi
governativi, tanto federali come provinciali e municipali.
Mandati dei nove gruppi di
negoziazione
1.
Servizi
Il mandato del gruppo di negoziazione dei servizi è di
ordine generale: "Stabilire discipline per liberalizzare progressivamente
il commercio dei servizi, in modo che si possa raggiungere un’area emisferica
di libero commercio, in condizioni di certezza e trasparenza" e sviluppare
un quadro normativo "che incorpori diritti e doveri sui servizi di portata
integrale". Si tratta di un nuovo trattato disegnato con il fine di
renderlo compatibile con l’Accordo Generale sul Commercio dei Servizi (GATS) –
negoziato sui servizi del WTO attualmente in corso.
L’Accordo Generale sul Commercio dei Servizi fu
stabilito nel 1994, a conclusione dell’Uruguay Round del GATT, ed è stato uno
dei trattati adottati quando fu costituito il WTO nel 1995. i negoziati
sarebbero iniziati cinque anni dopo con l’obiettivo di "elevare
gradualmente il livello di liberalizzazione". Esattamente per come era
stato programmato, le trattative iniziarono nel febbraio 2000, sotto la
presidenza dell’ambasciatore canadese presso il WTO (ed ex-Ministro del
Commercio Internazionale) Sergio Marchi. La meta comune di Europa, Stati Uniti
e Canada è quella di raggiungere un accordo generale entro il dicembre 2003.
Si tratta di un "accordo di ordine multilaterale",
il che significa che all’inizio si definisce un amplio mandato e
successivamente si aggregano nuovi settori e regole mediante negoziati
permanenti.
Principalmente, il GATS ha il mandato di restringere
le azioni del governo relative ai servizi per mezzo di un complesso di
limitazioni giuridiche di carattere vincolante, con il supporto di sanzioni
commerciali gestite dal WTO. Lo scopo fondamentale è di restringere la
somministrazione dei servizi a tutti i livelli governativi e di facilitare
l’accesso ai contratti governativi da parte delle imprese transnazionali in
innumerevoli aree, comprese la sanità, la cura ospedaliera, l’attenzione
domiciliare, l’odontologia, la puericultura, la cura degli anziani,
l’educazione primaria, secondaria e post-secondaria, i musei, le biblioteche, i
servizi giuridici, l’assistenza sociale, l’architettura, l’energia, i servizi
idrici, i servizi di difesa ambientale, la proprietà immobiliare, le
assicurazioni, il turismo, i servizi postali, i trasporti, il campo editoriale,
la telediffusione e molti altri settori.
Il trattato dei servizi dell’ALCA ha una portata
ancora più amplia di quello del GATS.
Oltre ad includere "diritti e doveri
integrali", sarà applicabile a "tutte le misure (che secondo il
Canada significano 'leggi, regolamenti ed altri strumenti regolatori
ufficiali') che affettano il commercio dei servizi, e che sono state prese da
ogni livello governativo, quando questo agisce secondo i poteri concessi dalle
autorità di governo".
L’accordo sui servizi, secondo il gruppo negoziatore,
dovrebbe avere "copertura universale su tutti i settori dei servizi".
Si concede ai governi il diritto di regolare questi servizi, anche se
unicamente nei modi compatibili con le "discipline stabilite nel contesto
del trattato dell’ALCA". L’ambito del trattato sui servizi ha sei elementi
di consenso.
Essi includono:
- la copertura settoriale ("copertura universale
di tutti i settori di servizio");
- il trattamento di nazione favorita (l’accesso
concesso ad investitori/imprese di un paese dell’ALCA dovrà essere concesso a
tutti gli investitori/imprese degli altri paesi dell’ALCA);
- il trattamento nazionale (dovrà essere dato agli
investitori/imprese di tutti i paesi dell’ALCA, lo stesso trattamento che si dà
ai fornitori di servizi nazionali e locali);
- accesso ai mercati ("discipline aggiuntive in
relazione alle misure che restringono la possibilità dei fornitori di servizi a
fare ingresso nei mercati");
- trasparenza (discipline "che rendano pubbliche
tutte le misure pertinenti, le quali potrebbero includere, tra le altre, nuove
leggi, regolamenti, direttrici amministrative e accordi internazionali adottati
da tutti i livelli di governo che affettino il commercio dei servizi");
- negazione dei benefici ("i membri dell’ALCA goderanno
della capacità di negare i benefici dell’accordo sui servizi ad un fornitore
che non adempi con i criteri stabiliti". I criteri includerebbero "la
proprietà, il controllo, la residenza e le attività imprenditoriali
sostanziali)”.
Questa lista presenta i nuovi
poteri di portata integrale di un trattato commerciale che annulla la regolamentazione
governativa e che concede immense facoltà alle imprese dei servizi in un ALCA
allargato. Ad esempio, se s’includeranno i diritti di trattamento nazionale nell’ALCA,
tutti i servizi pubblici, ad ogni livello di governo, dovranno essere aperti
alla competizione delle imprese straniere di servizi, con fini di lucro.
Quest’accordo proibirebbe ad ogni governo nazionale o territoriale di offrire
finanziamenti preferenziali a fornitori nazionali nei differenti servizi come
ad esempio la sanità, la puericultura, l’educazione, i servizi municipali, le
biblioteche, la cultura ed i servizi idrici e le fognature.
La combinazione di questo amplio
accordo sui servizi e l’estensione delle regole d’investimento, concedono
poteri senza precedenti all’ALCA ed agli interessi privati che sono promossi
dal trattato. Per la prima volta in un accordo di commercio internazionale, le
imprese di servizio transnazionali conteranno sui diritti competitivi in una
gamma intera di settori di somministrazione dei servizi governativi ed avranno
il diritto a portare a giudizio qualsiasi governo che resista alle loro
richieste d’indennizzo finanziario. Le parole di Sherri Stephenson, Vicedirettrice
del Commercio della OEA, mostrano chiaramente come la meta reale di questo
gigante del settore servizi ed investimenti, sia di ridurre o distruggere la
capacità dei governi dell’emisfero di somministrare servizi finanziati dal
settore pubblico (considerati come "monopoli" nel mondo del commercio
internazionale):
"poiché i servizi non siano soggetti a barriere come
le tassi doganali o imposte, l’accesso ai mercati non dovrà essere ristretto
dai regolamenti nazionali. Pertanto, la liberalizzazione del commercio dei
servizi presuppone la modifica delle leggi e dei regolamenti nazionali, cosa
che rende difficili e sensibili questi negoziati per i governi".
Il gruppo di negoziazione sui
servizi dell’ALCA ha richiesto l’organizzazione degli inventari nazionali sulle
misure che incidono (cioè inibiscono) sul libero commercio dei servizi.
2. Investimenti
Il gruppo di negoziazione sugli investimenti ha il compito di stabilire
un "quadro legale giusto e trasparente per promuovere gli investimenti
mediante la creazione di un ambiente stabile e certo che protegga
l’investitore, i suoi investimenti e i flussi relazionati, senza creare
ostacoli agli investimenti provenienti da fuori l’emisfero". Si sostiene
nel capitolo relativo agli investimenti del TLC, il Capitolo 11, secondo quanto
spiega Barry Appleton, esperto canadese sugli aspetti legali del commercio,
"che questo è il cuore e lo spirito del TLC". Il TLC è stato il primo
trattato di commercio internazionale al mondo a permettere che un interesse
privato, normalmente un’impresa o un settore industriale, passi al di sopra del
proprio governo e, nonostante esso non sia firmatario del trattato, può mettere
in questione le leggi, le politiche e le pratiche di un altro governo membro
del TLC se queste leggi, politiche e pratiche incidono sui diritti dell’impresa
in questione. Il Capitolo 11 concede all’impresa il diritto di condurre a
giudizio il governo per i guadagni perduti attuali e futuri a causa delle
azioni di questo governo, indipendentemente dalla legalità di queste azioni o
dal proposito per il quale sono state realizzate.
Il Capitolo 11 è stato utilizzato con successo dall’impresa Ethyl Corp.
della Virginia per obbligare il governo canadese a revocare la legislazione che
proibiva la vendita al di là delle frontiere del suo prodotto, l’MMT, un
additivo per la benzina che è stato proibito in molti paesi e che il primo
ministro canadese Jean Chrétien ha definito in un’occasione come
"pericolosa neurotossina". Anche la S. D. Myers, un’impresa
statunitense dedita all’eliminazione dei residui di PCB, ha minacciato di
utilizzare il Capitolo 11 per obbligare il Canada a revocare la proibizione delle
esportazione di PCB – interdizione con cui il paese si era impegnato in modo
d’adempiere alla Convenzione di Basilea, accordo che proibisce la
movimentazione tra le frontiere dei rifiuti pericolosi. La compagnia
statunitense ha condotto a giudizio con successo il governo canadese ed ha
percepito 50 milioni di dollari per danni e pregiudizi in relazione agli affari
perduti durante il breve periodo in cui fu mantenuta la proibizione.
Un’impresa di esportazione dell’acqua, la Sun Belt Water Inc. di Santa
Barbara, California, ha portato a giudizio il governo canadese per 14 miliardi
di dollari poiché la Columbia Britannica ha proibito l’esportazione di acqua in
grandi quantità nel 1993, azione che ha reso impossibile l’affare
dell’esportazione di acqua dell’impresa in quella provincia. Inoltre, la
compagnia canadese Methanex – la più grande produttrice di metanolo del mondo –
ha condotto a giudizio il governo statunitense poiché lo stato della California
ha ordinato nel 1999 il ritiro progressivo di questo controverso inquinante
utilizzato come additivo della benzina.
Nel 1996, la Metalclad Corporation, un’impresa statunitense di eliminazione
dei residui, accusò il governo messicano di violare il Capitolo 11 quando lo
Stato di San Luis Potosí negò il permesso d riaprire gli impianti di
eliminazione dei rifiuti. Il governatore dello Stato ordinò la chiusura del
sito dopo che uno studio geologico dimostrò che gli impianti avrebbero
contaminato la fornitura locale dell’acqua. Successivamente, il governatore
dichiarò che il sito avrebbe fatto parte di un’area ecologica di 600.000 acri
(quasi 243.000 ettari). La Metalclad dichiarò che ciò costituiva un atto di espropriazione
e iniziò una causa per danni e pregiudizi. Nell’agosto 2000, un tribunale del
TLC ha emesso un giudizio a favore dell’impresa e ha ordinato al governo
messicano di pagare 16,7 milioni di dollari a titolo d’indennizzo.
Il gruppo negoziatore degli investimenti ha registrato considerevoli
progressi per ciò che riguarda l’inclusione nell’ALCA dei diritti di investitore-stato
previsti attualmente dal TLC, in alcuni casi potenziandoli, incluso: la
definizione basica di investimento e investitore; l’estensione della sua
applicazione (amplissima); il trattamento nazionale (nessun paese può
discriminare, favorendo il settore nazionale); il trattamento di nazione
favorita (l’accesso che si concede agli investitori di un paese membro
dell’ALCA dovrà essere concesso agli investitori di tutti i paesi membri
dell’ALCA); l’espropriazione e l’indennizzo a causa delle perdite (un
"investitore o un’impresa possono reclamare l’indennizzo finanziario per i
guadagni e gli affari che si sono perduti a causa della creazione o
dell’implementazione di regolamenti, comprese le leggi ambientali, da parte del
governo di un altro firmatario del TLC); il personale chiave (potere delle
imprese di trasferire i propri professionisti e tecnici da un paese all’altro
al di fuori del normale processo di migrazione); i requisiti di disimpegno
(limitazione o eliminazione del diritto di un paese ad esigere requisiti di
disimpegno in relazione agli investimenti stranieri); e la soluzione delle
controversie (un gruppo di burocrati designati dal settore commerciale possono
invalidare la legislazione governativa o obbligare il governo in questione a
pagare un indennizzo per mantenere in vigore la legislazione).
L’inclusione delle disposizioni sugli investimenti di portata così
ampia, permette di introdurre nell’ALCA l’Accordo Multilaterale sugli
Investimenti, una proposta di trattato sugli investimenti dell’OCSE che è stata
abbandonata per la forte resistenza della società civile. In combinazione con
la proposta sulle disposizioni rafforzate sull’accesso ai mercati,
sull’agricoltura ed i diritti di proprietà intellettuale, e con la proposta
sulle disposizioni di amplia portata sui servizi e le acquisizioni del settore
pubblico. Queste disposizioni sugli investimenti daranno nuovi poteri alle
imprese dell’emisfero che le permetteranno di questionare tutti i regolamenti e
le attività del governo, e di privarlo della capacità di assicurare la
sicurezza sociale e la protezione sanitaria ai propri cittadini.
3. Le acquisizioni del settore
pubblico
Il mandato del gruppo di negoziazione sulle acquisizioni del settore
pubblico è chiarissimo: "ampliare l’accesso al mercato per le acquisizioni
del settore pubblico dei paesi dell’ALCA" all’interno di un nuovo accordo.
Ciò sarà ottenuto mediante "un quadro normativo che assicuri l’apertura e
la trasparenza nei procedimenti di acquisizione del settore pubblico" che
assicuri "la non discriminazione nelle acquisizioni del settore
pubblico" e "un esame imparziale ed equo per la risoluzione delle
controversie e de gli appelli relativi alle acquisizioni del settore
pubblico".
Il mandato dell’ALCA per ciò che riguarda le acquisizioni del settore pubblico
sembra andare oltre di quanto previsto dal WTO – il trattato del WTO sulle
acquisizioni del settore pubblico – il cui fine è evitare che i governi
fomentino lo sviluppo dell’economia nazionale al momento dell’acquisto dei
beni. Le misure colpite dal WTO comprendono quelle che favoriscono i fornitori
locali o nazionali, stabiliscono norme di contenuto nazionale o impongono
regole d’investimento nella comunità. Ciò nonostante, per il momento, la WTO
non mette in pratica le regole d’accesso ai mercati o il trattamento nazionale
sugli acquisti dei beni e dei servizi governativi diretti. Il gruppo di
negoziazione dell’ALCA sembra tuttavia andare molto più lontano,
nell’assicurare l’apertura di tutti i contratti, i servizi e i beni governativi
a licitazioni alle quali potranno partecipare altre imprese dei paesi
dell’ALCA. Il gruppo di negoziazione ha sollecitato un inventario dei sistemi
di classificazione internazionali pertinenti, come anche una compilazione delle
statistiche sugli acquisti di ogni governo.
4. L’accesso ai mercati
Il mandato del gruppo di negoziazione sull’accesso ai mercati è quello
di selezionare una metodologia ed un cronogramma per l’eliminazione delle
tariffe doganali e delle restanti barriere non tariffarie, e di concordare il
ritmo con cui si ridurranno le tariffe. Le tariffe doganali sono imposte di
frontiera; sotto il TLC e il WTO, sono state in buona parte eliminate in Canada
e nelle Americhe. Le barriere non tariffarie comprendono tutte quelle regole,
politiche e pratiche governative, a parte delle tariffe, che possono avere un
impatto sul commercio. Potenzialmente, le barriere non tariffarie includono
tutto ciò che viene realizzato da un governo, comprese la prestazione di
servizi e la protezione della salute e della sicurezza dei cittadini. La sua
inclusione nel mandato di questo gruppo di negoziazione estende
considerevolmente la portata delle disposizioni sull’accesso ai mercati del
TLC.
Queste disposizioni si estendono anche in un altro modo importante.
Secondo il TLC, l’accesso ai mercati è soggetto ad un trattamento nazionale.
Ciò significa che i beni importati provenienti da un altro paese del TLC devono
essere trattati "non meno favorevolmente" dei beni nazionali. Il
trattamento nazionale che è disposto dal TLC non si estende tuttavia alle
acquisizioni del settore pubblico o ai sussidi nazionali, e viene applicato ai
servizi unicamente in forma limitata. Ciò protegge la maggior parte dei
programmi governativi nel caso in cui venga messo in discussione il trattamento
nazionale.
Con le regole proposte dall’ALCA, sembra che le regole di accesso ai mercati
copriranno una gamma più amplia di servizi. Le restrizioni in materia di acquisizioni
del settore pubblico che permettono ai governi di proteggere i fornitori locali
saranno inoltre rimesse in discussione dall’espansione del mandato sulle
disposizioni relative alle acquisizioni del settore pubblico.
In aggiunta, è stato assegnato al gruppo di negoziazione sull’accesso
ai mercati il compito d’identificare ed eliminare "le barriere tecniche
commerciali" esattamente come succede con il WTO.
L’accordo sulle barriere tecniche al commercio (TBT) del WTO è un
regime internazionale per armonizzare le norme applicabili all’ambiente e ad
altri settori che crea effettivamente un limite anche se no un piano per tale
regolamentazione. Secondo le regole dell’accordo, una nazione deve essere
pronta a dimostrare, nel caso in cui venga denunciata, che le sue norme
ambientali e di sicurezza sono "necessarie" e che richiedono "i
mezzi meno restrittivi dal punto di vista commerciale" per raggiungere le
mete della conservazione, della sicurezza alimentare o della normalizzazione
sanitaria. Ciò significa che una nazione ha l’obbligo di dimostrare un elemento
negativo, cioè che non esiste nessun’altra misura compatibile con il WTO che
protegga l’ambiente. L’accordo TBT del WTO stabilisce inoltre un codice di
procedimento oneroso per stabilire nuove leggi e regolamenti, così esigente che
sarebbe assai difficile per qualsiasi nazione adempiere ad esso.
Sebbene il TLC contenga disposizioni sulle norme tecniche, queste non
sono così rigorose come quelle dell’accordo TBT del WTO. Certamente il TLC
esige che le barriere tecniche non costituiscano "un ostacolo non
necessario al commercio". Il TLC riconosce tuttavia il diritto di tutte le
parti a mantenere norme e misure regolatrici che promuovano un livello più alto
di protezione di quello che si otterrebbe con misure fondamentali delle norme
internazionali, sempre e quando queste norme siano applicate in modo che non
discriminino tra beni importati e nazionali. Nello scegliere le disposizioni
più ristrette del WTO, i negoziatori dell’ALCA hanno introdotto restrizioni più
rigorose a danno dei governi delle Americhe, limitandone il diritto a regolare
gli interessi dei propri cittadini.
5. L’agricoltura
Il mandato del gruppo di negoziazione sull’agricoltura è di eliminare i
sussidi all’esportazione agricola che affettino il commercio nell’emisfero,
sulla base dell’accordo sull’agricoltura (AOA) del WTO; di
"disciplinare" altre pratiche agricole che distorcono il commercio; e
di garantire che le "misure sanitarie e fitosanitarie" non siano
utilizzate come una barriera occulta al commercio, utilizzando l’accordo del
WTO come modello.
Le disposizioni dell’accordo sull’agricoltura del WTO stabiliscono una
serie di regole sul commercio degli alimenti e restringono le politiche
agricole nazionali per ciò che riguarda il livello di appoggio agli
agricoltori, la capacità di mantenere riserve di alimenti d’emergenza, la
fissazione di regole di sicurezza alimentare e la capacità di garantire la
fornitura di alimenti.
L’accordo del WTO sull’applicazione delle norme sanitarie e
fitosanitarie (SPS) stabilisce restrizioni alle politiche governative relative
alla sicurezza degli alimenti e alla salute animale e vegetale, dai pesticidi e
inquinanti biologici all’ispezione sugli alimenti, l’etichettatura dei prodotti
e degli alimenti geneticamente modificati. Allo stesso modo che nel caso del
TBT, l’accordo SPS del WTO va più lontano di quello del TLC.
Le disposizioni del TLC, in sé, non impongono nessuna norma specifica;
stabiliscono un criterio generale per garantire che le misure SPS siano
impiegate per ragioni scientifiche legittime e non occultino barriere al
commercio. I paesi membri hanno ancora la facoltà di assumere misure SPS con lo
scopo di proteggere la vita e la salute degli uomini, degli animali e delle
piante ai livelli che considerino "adeguati".
Mentre il TLC "incoraggia" le parti affinché armonizzino le
loro misure sulla base delle norme internazionali pertinenti, il WTO ha come
meta di eliminare il potere di decisione dei governi nazionali rispetto la
salute, l’alimentazione e la sicurezza, e di assegnarlo ad entità giuridiche
internazionali come il Codice Alimentare, un gruppo d’élite di scienziati con
sede a Ginevra, controllato principalmente dalle grandi imprese agroalimentari.
L’accordo SPS del WTO è stato utilizzato per distruggere il
"principio di precauzione"; secondo l’accordo, esso non aveva
fondamenti sufficienti per stabilire controlli regolatori. (Il principio di
precauzione permette di portare a termine azioni regolatrici quando esistono
rischi di danno, ed anche se esiste incertezza scientifica sulla portata e la
natura dell’impatto potenziale che potrebbe avere un prodotto od una pratica.)
Nello scegliere l’accordo SPS del WTO e non le disposizioni SPS del TLC, coloro
che elaborano il trattato dell’ALCA puntano ad eliminare completamente il
diritto dei singoli governi delle Americhe a stabilire norme nelle aree
cruciali della sanità, della sicurezza alimentare dell’ambiente.
6. I diritti di proprietà
intellettuale
Il mandato del gruppo di negoziazione sui diritti di proprietà
intellettuale è di “ridurre le distorsioni del commercio emisferico e di
promuovere e assicurare un’adeguata ed effettiva protezione dei diritti di
proprietà intellettuale”.
Il termine proprietà intellettuale si riferisce a tipi di proprietà
intangibile come le patenti, che generalmente assegnano al titolare un potere
esclusivo. Le regole commerciali della proprietà intellettuale estendono questo
diritto esclusivo, spesso esercitato dalle imprese, ad altri paesi firmatari
dell’accordo. A partire del 1º gennaio 2000, tutti i paesi dell’ALCA sono
soggetti alle regole dell’Accordo sugli aspetti dei diritti di proprietà
intellettuale relazionati con il commercio (TRIPS).
Quest’accordo stabilisce regole mondiali da attivare sulle patenti, il
copyright ed i marchi registrati.
Attualmente esso è andato molto al di là del fine iniziale di
proteggere le invenzioni originali o i prodotti culturali e permette così la
pratica di patentare piante e forme animali come anche sementi. Esso promuove
prioritariamente i diritti privati delle imprese su quelli delle comunità
locali e del patrimonio genetico e della medicina naturale. Permette alle
imprese farmaceutiche di mantenere la carestia delle medicine; ultimamente,
l’accordo TRIPS è stato invocato per evitare che i paesi in via di sviluppo
somministrino medicine generiche meno care ai pazienti di AIDS del Terzo Mondo.
Il gruppo di negoziazione sulla proprietà intellettuale dell’ALCA ha
fatto sapere che potrebbe andare più lontano dell’accordo TRIPS del WTO in
certe aree non meglio specificate. Senza dubbio, potendo contare con i poteri
addizionali del Capitolo 11, la clausola dell’investitore-stato, i diritti di
proprietà intellettuale dell’ALCA si beneficeranno di poteri di esecuzione
addizionali come multe in contanti e pene severe.
7. Sussidi, antidumping e diritti
compensatori
Il mandato del gruppo di negoziazione sui sussidi, l’antidumping ed i
diritti compensatori è di "esaminare il modo di rendere più profonde, se
ciò fosse possibile, le discipline esistenti che figurano nell’Accordo sulle
Sovvenzioni e le Misure Compensatrici del WTO e... di giungere ad un’intesa
comune con il fine di migliorare, quando sarà possibile, le regole e i
procedimenti relativi all’operatività e all’applicazione delle legislazioni sul
dumping e sulle sovvenzioni, in modo da non creare ostacoli ingiustificati al
commercio nell’Emisfero".
L’accordo del WTO stabilisce limiti rispetto a quello che i governi
possono o non possono sussidiare. Molti paesi in via di sviluppo lo hanno
criticato severamente poiché esso favorisce i paesi dell’Emisfero Nord e le
grandi imprese agroalimentari. L’Articolo XXI del GATT esclude inoltre le
attività della sfera militare, compresi i sussidi massivi governativi alla
ricerca e l’esportazione, per proteggere gli "interessi essenziali della
sicurezza” dei governi.
Poiché l’esenzione della sicurezza protegge l’industria bellica
dall’intervento del WTO, ciò fomenta la spesa dei governi nel settore militare
e in qualsiasi settore industriale collegato alla sicurezza nazionale. Considerando
il fatto che la maggior parte delle spese militari si concentra nelle economie
di pochi paesi dell’Emisfero Nord, l’esenzione della sicurezza dal WTO dà a
questi paesi un immenso vantaggio competitivo rispetto ai paesi più piccoli.
8. La politica competitiva
Il mandato del gruppo di negoziazione sulle politiche competitive è di
"garantire che i benefici del processo di liberalizzazione dell’ALCA, non
siano ridotti da pratiche imprenditoriali anticompetitive". Il gruppo di
negoziazione ha concordato di "giungere alla realizzazione di una
copertura giuridica e istituzionale a livello nazionale, subregionale o regionale
che vieti l’esecuzione di pratiche imprenditoriali anticompetitive" e
"di sviluppare meccanismi che facilitino e promuovano lo sviluppo della
politica competitiva e garantiscano l’applicazione delle norme sulla libera
competizione tra e all’interno dei paesi dell’Emisfero".
La meta della politica competitiva, elemento relativamente nuovo nei
negoziati commerciali, è principalmente quella di ridurre o eliminare le
pratiche che sembrerebbero proteggere i monopoli nazionali. Il Canada propone
che ogni paese adotti le misure e "intraprenda l’azione necessaria"
per "proibire la condotta commerciale anticompetitiva".
Apparentemente, il fine è quello di promuovere la competizione; però il
risultato, principalmente per i paesi in via di sviluppo, è che essi saranno
obbligati a smembrare i monopoli esistenti per offrire alle imprese
transnazionali straniere l’eccellente opportunità di comprare le imprese
nazionali più piccole e stabilire un nuovo monopolio protetto dagli accordi del
WTC come quelli TRIPS e dall’Accordo sui Servizi Finanziari che proteggono le
mega-fusioni mondiali.
9. La soluzione delle controversie
Il mandato del gruppo di negoziazione sulla soluzione delle
controversie è di "stabilire un meccanismo equo, trasparente ed efficace
per la soluzione delle controversie tra i paesi dell’ALCA" e "di
disegnare i mezzi per facilitare e fomentare l’uso dell’arbitrato e di altri
mezzi alternativi di soluzione delle divergenze per risolvere le controversie
private in ambito ALCA". Resta ancora da vedere se il meccanismo di
soluzione delle controversie sarà una copia del modello del TLC o del WTO. Il
mandato del gruppo di negoziazione prevede tuttavia "di assumere, tra
l’altro, l’intesa relativa alle norme ed ai procedimenti sui quali si regge la
soluzione delle controversie del WTO". Se sarà questo il caso, è più
probabile che il sistema dell’ALCA per la soluzione delle controversie tra i
governi assomiglierà più a quello del WTO che del TLC.
Secondo il TLC, un paese che perde una causa di fronte ad un gruppo di
soluzione delle controversie deve accettare il giudizio e offrire un
"indennizzo adeguato” all’altro governo o, in caso contrario, si vedrà
soggetto a rappresaglie sotto la forma dei "benefici equivalenti". Il
TLC non crea un insieme comune di leggi commerciali per i paesi membri. I
gruppi di soluzione delle controversie del TLC giudicano sulla base delle leggi
commerciali nazionali del paese importatore.
Da parte sua, la funzione del gruppo di soluzione delle controversie
del WTO è di decidere se la pratica o la politica in questione di un
determinato paese costituisce effettivamente una "barriera al
commercio", e di annullare la pratica contestata se si giunge ad una
delibera in questo senso. Secondo l’entità a cui è demandata la soluzione delle
controversie del WTO, un paese, che spesso agisce in nome dei propri interessi
imprenditoriali, può mettere in discussione le leggi, le politiche e i
programmi di un altro paese e annullare le sue leggi nazionali. Il paese che
perde ha tre alternative: cambiare la sua legislazione affinché corrisponda al
giudizio del WTO; pagare permanentemente un indennizzo in contanti al paese
vincitore, o vedersi soggetto a sanzioni commerciali severe e permanenti da
parte del paese vincitore.
Decine di leggi nazionali e statali sulla sanità, sulla sicurezza
alimentare e sull’ambiente sono state derogate mediante questo procedimento del
WTO. Va altresì aggiunto che i giudizi colpiscono i paesi più poveri in modo
differente di quelli ricchi. Le sanzioni applicate ai paesi che per
sopravvivere dipendono da una o due coltivazioni per l’esportazione, possono
essere devastanti. Non ci si deve sorprendere che la maggior parte delle
impugnazioni del WTO sono state intraprese dai paesi ricchi. In effetti, gli
Stati Uniti hanno promosso quasi la metà delle 117 impugnazioni intraprese tra
il 1995 ed il 2000.
Guarda caso, il ricorso agli "investitori" privati (ossia le
imprese), previsto nel Capitolo 11 del TLC, non esiste nel WTO. Sembra che i
negoziatori dell’ALCA preferiranno mantenere i poteri di composizione privata
delle controversie che sono contenuti nelle disposizioni investitore-stato del
TLC, e che probabilmente opteranno per le condizioni più esigenti del WTO per
ciò che riguarda le controversie tra gli stati. Ciò sarebbe conforme con le
altre proposte dell’ALCA; qualunque sia il modello esistente o proposto che
contenga le "discipline" più rigide, questo è il modello che sarà
prescelto dall’ALCA.
Si sono riuniti inoltre, tre comitati non negoziatori.
Il comitato sulle economie più piccole ha "riconosciuto
l’asimmetria" tra i differenti paesi delle Americhe e la necessità di
elaborare un piano "con lo scopo di creare opportunità per la
partecipazione totale delle economie più piccole ed aumentare il loro livello
di sviluppo". Ciò nonostante, il piano sembra essere impreciso e consiste
principalmente nel fornire "un data base sulle necessità di assistenza
tecnica delle economie più piccole". In nessuna parte del mandato di
questo comitato si riconosce l’immensa disparità tra i ricchi e i poveri
dell’emisfero, sia all’interno di ogni paese sia tra le differenti nazioni.
Il comitato sulla società civile riconosce che "la società civile
si è affermata come il nuovo protagonista nel dialogo sul commercio".
Sebbene il suo mandato è di ricevere punti di vista della società civile per
analizzarli e presentare la gamma di opzioni ai ministri del commercio
dell’ALCA", lo scopo di ogni dialogo è di "mantenere la trasparenza
nel processo di negoziazione e portare al termine le negoziazioni in modo che
si approfondisca la conoscenza e l’appoggio del pubblico all’ALCA". Sembra
però che il vero ruolo che gioca il comitato non sia quello di ascoltare ma di
seppellire ogni dialogo reale.
Effettivamente, dice Stephenson, il beneficio del lavoro di questo
comitato "potrebbe alleggerire la pressione collegata alle problematiche
del lavoro e dell’ambiente".
Da parte sua, il comitato congiunto degli esperti del settore pubblico
e privato per il commercio elettronico, è un comitato importantissimo il cui tema
di approfondimento ha tutte le caratteristiche di un settore emergente. Negli
ultimi anni si c’è stata l’esplosione del commercio elettronico. Nel 2000, le
vendita via Internet negli Stati Uniti hanno quasi raggiunto i 30 miliardi di
dollari, con un aumento del 75% in un anno. Per il 2005 – l’anno in cui è
prevista la ratifica dell’ALCA - il commercio elettronico potrebbe gestire un
quarto del commercio mondiale. Gli Stati Uniti hanno come meta adottare regole
mondiali per una deregulation del commercio elettronico orientato verso il
mercato. Se si elimineranno le tasse in questo tipo di commercio, si potrebbero
perdere annualmente miliardi di dollari, il che ridurrebbe ancora di più la
base di finanziamento per i programmi di governo.
Il comitato, dominato in gran parte dai più potenti produttori di
hardware, software ed attrezzature di comunicazione Internet, come ad esempio
Microsoft ed AT&T, ha già eseguito importanti analisi sulle problematiche relative
al commercio elettronico ed ha intercambiato opinioni con altre organizzazioni
come il WTO e la OCSE. Ha dato incarico per portare a termine vari studi chiave
su tutti gli aspetti del commercio elettronico e si sta trasformando
chiaramente nel centro motore della famiglia dell’ALCA.
Il comitato per i negoziati commerciali dell’ALCA, ha individuato
infine tre aree dove si realizzerebbero "accordi anticipati" – la
silvicoltura, l’energia e la pesca - che si spera raggiungere prima possibile.
Ciò significa che si potrebbe giungere ad un accordo in queste aree prima della
data prevista per la ratifica dell’ALCA nel 2005, eliminando le tasse doganali
su queste risorse ambientalmente sensibili senza che l’opinione pubblica abbia
l’opportunità di far conoscere il proprio punto di vista.
Che impatto avrà l’ALCA sui popoli delle Americhe?
Sicurezza Sociale
I maggiori poteri proposti per l’ALCA, combinati con il Capitolo 11 del
TLC e l’introduzione di una "copertura universale a tutti i settori di
servizio", rappresentano una grave minaccia per i programmi sociali.
Alcuni governi forniscono servizi di salute universale, educazione pubblica,
puericultura, pensioni, assistenza sociale e molti altri servizi sociali senza
fini di lucro.
Sino ad i recenti negoziati GATS, ed agli odierni negoziati dell’ALCA,
molti governi hanno sostenuto che questi programmi sociali sono un diritto
fondamentale dei cittadini e, in conseguenza, li hanno esclusi dagli accordi
commerciali. Con questi due accordi tuttavia, tutti i governi delle Americhe si
stanno esponendo a minacce di sanzioni commerciali da parte delle imprese
transnazionali ‘prestatrici di servizi’, le quali hanno l’interesse di
smantellare i monopoli governativi che restano nell’emisfero.
L’area dei servizi è il settore del commercio internazionale che
manifesta il maggior livello di crescita. Di tutti i servizi, la sanità,
l’educazione e l’acqua sono i settori potenzialmente più redditizi. Le spese
mondiali per i servizi idrici attualmente superano il miliardo di dollari
all’anno; nell’educazione superano i 2 miliardi di dollari e nella salute i 3,5
miliardi di dollari.
Le rapaci e potenti imprese transnazionali hanno assunto come target
questi ed altri servizi; senza alcun dubbio, hanno la meta di smantellare
completamente i servizi pubblici per sottometterli alle regole della
competizione internazionale ed alle discipline del WTO e dell’ALCA. (A questo
livello, più di 40 paesi, compresi tutti quelli dell’Europa, hanno incluso
l’area dell’educazione nel GATS, aprendo così il settore dell’educazione pubblica
alla competizione imprenditoriale straniera, e quasi 100 paesi hanno fatto lo
stesso nel settore della salute.)
Negli Stati Uniti, la difesa della salute si è trasformata in un affare
di immensa grandezza; le imprese giganti dei servizi di salute sono registrate
nella borsa di commercio di New York. Rick Scott, presidente di Columbia,
l’impresa ospedaliera con fini di lucro più grande del mondo, afferma che
l’area della sanità è un affare uguale a quello delle aerolinee e si è
impegnato a distruggere tutti gli ospedali pubblici del Nord America perché
essi non sono "buoni soggetti imprenditori". Le entità d’investimento
come Merrill Lynch e The Lehman Brothers prevedono che l’educazione pubblica si
privatizzerà nell’emisfero entro i prossimi dieci anni, come è già accaduto con
la salute pubblica, ed affermano che quando ciò si realizzerà si genereranno
guadagni illimitati.
Se s’includono i servizi nell’ALCA, cosa che sembra essere certa, le
imprese straniere con fini di lucro dei settori della salute, dell’educazione e
di altri servizi sociali di tutto l’emisfero avranno il diritto di stabilire
una "presenza commerciale" in qualsiasi parte del Nord, del Centro e
del Sud America. Avranno diritto a competere per i fondi pubblici con le
istituzioni pubbliche nella gestione di ospedali, scuole e giardini d’infanzia.
Le norme che riguardano i lavoratori dei settori della salute, dell’educazione,
della puericultura e dei servizi sociali saranno soggette alle regole e ai
criteri dell’ALCA affinché non siano da ostacolo per il commercio. Le imprese
educative dell’intero emisfero saranno autorizzate a conferire titoli. I
servizi stranieri della telemedicina saranno legali. Nessun paese potrà frenare
la competizione transnazionale dei professionisti della sanità e
dell’educazione a basso costo. Se qualche governo, a qualsiasi livello,
tentasse di ritirarsi e mantenere questi servizi sotto il controllo nazionale,
tutte le imprese dei servizi dell’emisfero avrebbero il diritto legale di
richiedere per via giudiziale indennizzi per i guadagni persi secondo le
disposizioni investitore-stato dell’ALCA. Non si tratta di speculazioni; nelle
aree attualmente coperte dal TLC, già ci sono molti precedenti di governi che
revocano le proprie decisioni e pagano indennizzi a favore dei privati colpiti
dalle politiche governative. La realtà è semplice: una volta stabilita la privatizzazione
nel settore pubblico, sarà quasi impossibile ribaltarla. Con il passare del
tempo, i governi non potranno finanziare con fondi pubblici la cura della
salute, i programmi sociali e l’educazione, giacché dovranno concedere ai
contrattisti privati di altri paesi dell’ALCA l’accesso equitativo a tali
fondi.
Ambiente
La bozza dell’ALCA, nella sua forma attuale, non contiene garanzie per
ciò che riguarda l’ambiente. Il mandato originale dell’ALCA, elaborato nel 1994
durante il primo Summit delle Americhe, conteneva la promessa di promuovere
l’integrazione economica dell’emisfero in modo da "garantire lo sviluppo
sostenibile e contemporaneamente proteggere l’ambiente". Nel 1996, si
realizzò un importante summit in Bolivia sullo sviluppo sostenibile al fine di
garantire che i principi del Vertice di Rio del 1992 fossero parte integrante
del processo dell’ALCA. Il summit (al quale i gruppi della società civile e del
settore ambientalista brillarono per la loro assenza) diede origine a 65
iniziative, note come "Plan de Acción de Santa Cruz" (“Piano di Azione
di Santa Cruz”), o come Comitato Interamericano per lo Sviluppo Sostenibile.
Ciò nonostante, il progetto non contò né su fondi sufficienti né su un
mandato chiaro; generalmente si considera che questo summit fu un fallimento.
In conseguenza, nel vertice di Santiago del 1998, si abbandonò del tutto la
meta dello sviluppo sostenibile nel nuovo mandato dell’ALCA e si separarono
totalmente gli aspetti commerciali da quelli ambientali. Con George W. Bush attualmente
alla Casa Bianca, è ancora più certo che le problematiche ambientali relative
al libero commercio emisferico saranno messe da parte.
Il Capitolo 11
Come è stato documentato precedentemente, anche se in breve (si veda il
paragrafo Investimenti nella
parte “Cos’è l’ALCA?"), e come è evidenziato in una serie di punti
addizionali, le disposizioni investitore-stato del TLC hanno già avuto un grave
impatto sulla politica ambientale. Non solo sono stati impugnati con successo
una gran quantità di regolamenti sanitari ed ambientali in Canada, Stati Uniti
e Messico, ma persino il Capitolo 11 viene utilizzato per creare un
"effetto di raffreddamento" mediante il quale si avvertono i governi
che non è conveniente assumere certe misure regolatrici per non rischiare di
dover violare le disposizioni sugli investimenti previste dal TLC.
Come spiega l’esperto sugli aspetti legali del commercio Steven Shrybman,
"le disposizioni investitore-stato del TLC rappresentano niente meno che
un recesso radicale delle norme legali nazionali ed internazionali per lo meno
per tre questioni fondamentali. In primo luogo, concedono alle imprese il
diritto di rendere vigente direttamente un trattato internazionale del quale
non sono firmatarie e secondo il quale per esse non sono previsti obblighi di
sorta. Secondo, estendono l’arbitrato commerciale internazionale ai reclami che
non hanno nulla a che vedere con i contratti commerciali ma bensì con leggi e
politiche governative. Terzo, creano diritti giuridici soggettivi rispetto
all’esproprio e al trattamento nazionale che vanno al di là di quelli che sono
a disposizione dei cittadini o delle imprese locali".
Ogni nuovo regolamento, introdotto da qualsiasi settore di governo, può
essere impugnato dalle imprese dell’emisfero che abbiano interessi nel settore
in questione. Fondamentalmente, i governi dovrebbe essere preparati a pagare un
alto prezzo per il diritto di proteggere la salute ambientale, animale ed umana
nell’ambito del proprio mandato. L’avvocato in affari commerciali Barry
Appleton spiega che "esse potrebbero porre come condimento nel cibo dei
bambini plutonio liquido; se ciò venisse proibito e l’impresa produttrice è
statunitense, le si dovrà pagare un indennizzo".
I ministri dell’ambiente hanno attualmente una minore giurisdizione
degli omologhi del settore commerciale. Quando i ministri dei paesi del TLC
annunciarono nel dicembre del 1998 che avrebbero assegnato alla Commissione per
la Cooperazione Ambientale (CCE) – l’entità TLC che si è convertita in un
organismo di controllo senza poteri – la facoltà di esaminare i casi relativi
al Capitolo 11, trasgredirono i limiti stabiliti dal ministero canadese degli
esteri e del commercio internazionale (DFAIT) e delle istituzioni sorelle di
Washington e Città del Messico. Dopo alcuni mesi, i ministri dell’ambiente
annullarono totalmente i nuovi poteri, limitando l’azione dell’entità in un
modo tale che per poco non la smantellavano.
Considerati questi precedenti e l’eliminazione della meta dello
sviluppo sostenibile nei principi del processo dell’ALCA, non si può sperare
che le problematiche ambientali siano considerate efficacemente nel patto
commerciale emisferico.
L’energia
Sebbene non esista un gruppo di negoziazione ALCA dedicato
esclusivamente ai temi dell’energia, esiste il consenso per giungere ad un
"accordo anticipato" su questo assunto nei prossimi vertici delle
Americhe. In effetti, è assai probabile che l’ALCA faccia da eco alle
disposizioni sull’energia che sono parte integrante del TLC.
Con quest’accordo, i negoziatori hanno creato una politica energetica
continentale liberista, antiambientale e contraria alla conservazione della
natura, che si fonda sulle esportazioni generatrici di grandi guadagni a breve
termine e con un alto costo, e che è controllata dalle imprese energetiche
transnazionali, con poco interesse sull’aumento dei prezzi o sulle conseguenze
ambientali delle proprie azioni. Se si estende al resto dell’emisfero questo
regime energetico privo di regole, esso avrà conseguenze devastanti sulla lotta
contro l’uso eccessivo dei combustibili fossili nei paesi delle Americhe.
Sarebbe utile per i paesi latinoamericani produttori di energia come Venezuela
e Bolivia sapere ciò che è successo con le riserve energetiche del Canada sotto
queste regole, giacché esse saranno applicate a tutti i paesi dell’America
Latina con l’ALCA.
In Canada, per adempiere alle suddette condizioni del TLC, si sono resi
nulli i poteri dell’entità regolatrice National Energy Board ed è stata
smantellata la "garanzia di fornitura vitale", la quale richiedeva
che il Canada mantenesse riserve di gas naturale sufficienti per 25 anni. Attualmente,
non esiste nessuna entità governativa né una legge che garantisca ai canadesi
di poter ricevere la somministrazione adeguata di energia nel futuro. (Ciò
nonostante, gli Stati Uniti hanno dichiarato necessaria la predisposizione
delle proprie riserve per 25 anni, per ragioni di sicurezza nazionale e, così,
esse sono state conservate.)
Le richieste di autorizzazione all’esportazione, sia canadesi che
statunitensi, già non devono addurre valutazioni sull’impatto
dell’esportazione, ed il sistema di distribuzione di gas integralmente canadese
è stato abbandonato, cosa che ha generato la frenetica costruzione del gasdotto
nord-sud. Si è proibita l’applicazione di imposte sulla fornitura canadese
d’energia e così i governi hanno perso una fonte d’entrata tributaria, oltre a
beneficiare clienti statunitensi con ciò che era la fissazione di prezzi
preferenziali per i clienti nazionali.
Cosa ancora più importante, l’accordo commerciale ha imposto anche un
sistema di "ripartizione proporzionale" grazie al quale la fornitura di
energia agli Stati Uniti è garantita per l’eternità. In quella che può essere
denominata come una sorprendente rinuncia di sovranità, il governo del Canada
ha accettato di non avere più il diritto a “respingere una richiesta di licenza
o revocare o cambiare una licenza di esportazione di energia agli Stati
Uniti", anche se ciò fosse per ragioni relative alle pratiche ambientali o
di conservazione.
Ciò ha condotto ad un aumento spettacolare nella vendita di gas
naturale ai mercati statunitensi; in un decennio, le esportazioni si sono
quadruplicate, raggiungendo gli 8,5 miliardi di piedi cubici (240 milioni di
metri cubi) al giorno. Approssimativamente il 55% della produzione totale
canadese di gas si esporta agli Stati Uniti, dove le imprese di distribuzione
di questo paese – le quali riforniscono una popolazione molto più grande –
hanno potuto firmare contratti a lungo termine al minor prezzo possibile. I
consumatori canadesi devono ora competere per le proprie fonti energetiche
contro un’economia dieci volte più grande, con riserve che decrescono
continuamente ed una domanda che invece aumenta. La situazione del settore
petrolifero è la stessa. Il Canada produce attualmente 2,3 milioni di barili al
giorno e di essi, 1,3 milioni di barili sono inviati agli Stati Uniti.
Gli accordi di libero commercio hanno obbligato il Canada ad impegnarsi
in una politica energetica controllata dalle esportazioni massive e garantite
agli Stati Uniti, in cui le imprese esercitano il controllo sulle provvigioni,
ed in una politica economica che dipende adesso più che mai dallo sfruttamento
delle fonti primarie. A causa di ciò, e della questione relativa alle
impugnazioni commerciali, si sono aboliti i sussidi governativi canadesi
all’esplorazione di petrolio e gas, e i fondi pubblici del paese continueranno
ad essere utilizzati per l’esplorazione non controllata dei combustibili
fossili ambientalmente distruttivi, processo che già ha distrutto gli habitat
del nord e minaccia le delicate riserve della costa di Capo Breton e Terranova,
tutto questo per il beneficio delle imprese transnazionali.
Con l’ALCA, queste disposizioni saranno estese agli altri paesi delle
Americhe, nazioni che devono prendere coscienza della perdita di sovranità
nella fornitura di energia e nella responsabilità ambientale che deve
accompagnare lo sfruttamento di queste risorse.
L’Acqua
Allo stesso modo, è improbabile che con l’ALCA, gli Stati Uniti non
estendano agli altri paesi dell’emisfero le disposizioni del TLC rispetto alle
fonti idriche. Queste disposizioni stabiliscono un mercato continentale
dell’acqua grazie al quale si da il via alle esportazioni commerciali
dell’acqua; questa è una questione che richiede un’attenzione immediata da
parte di quei paesi preoccupati per i piani di privatizzazione della fornitura
di acqua.
Il Capitolo 3 del TLC stabilisce gli obblighi, compresi i diritti di
trattamento nazionale, relativi all’accesso ai mercati per il commercio di
beni. Utilizza la definizione di “beni” dell’Accordo generale sulle tariffe
doganali e il commercio (GATT) che include chiaramente "le acque, comprese
le acque naturali o artificiali, e le acque trattate".
Quando si stava negoziando il TLC, i suo oppositori chiesero che ci si
esprimesse apertamente sull’acqua. I governi risposero che al momento l’acqua
non veniva commercializzata in nessuno dei paesi del TLC; pertanto, l’acqua nel
suo stato "naturale" godeva della sicurezza. I detrattori replicarono
che ogni protezione di questo tipo sarebbe stata, nel migliore dei casi, solo
temporanea e che nel momento in cui qualsiasi entità giuridica avrebbe iniziato
a vendere l’acqua, le disposizioni chiave del TLC sarebbero entrate in vigore,
cosa che avrebbe cancellato il controllo pubblico dell’acqua.
Esistono tre disposizioni chiave del TLC che mettono in pericolo l’acqua
una volta che essa si commercializzi. La prima è relativa al trattamento
nazionale, secondo il quale nessun paese può discriminare terzi per favorire il
proprio settore privato per ciò che si riferisce all’uso commerciale delle
risorse idriche. Una volta che si conceda ad un’impresa una licenza per
l’esportazione dell’acqua, gli “investitori” (ossia le imprese) di altri paesi
del TLC hanno lo stesso "diritto di stabilimento" delle imprese
nazionali rispetto all’uso commerciale dell’acqua.
La seconda disposizione è prevista nel Capitolo 11, nella clausola
investitore-stato. E’ applicabile all’acqua in due modi. In primo luogo, se
qualsivoglia paese, stato o provincia del TLC tenti ad autorizzare unicamente
le imprese nazionali per esportare acqua, le imprese degli altri paesi del TLC
avranno il diritto ad indennizzi economici. Secondo, se qualsivoglia governo
del TLC promulghi una legge per proibire la vendita di acqua in grandi
quantità, in virtù di questo stesso atto l’acqua si convertirà in un "bene"
commerciale; i diritti dell’investitore che sono previsti dal Capitolo 11
entrerebbero in vigore grazie alla stessa legge che li esclude, rendendo
possibile la richiesta d’indennizzo economico per le opportunità perdute.
La terza disposizione chiave prevista nell’Articolo 315, è la
"ripartizione proporzionale", la stessa disposizione che ha creato un
mercato continentale dell’energia. Secondo gli articoli 315 e 309, nessun paese
può ridurre o restringere l’esportazione di una risorsa una volta stabilita la
sua commercializzazione. Nessun governo può inoltre imporre un’imposta
sull’esportazione o far pagare di più ai clienti di altri paesi del TLC
rispetto a quanto pagato dai clienti nazionali. Le esportazioni di acqua
sarebbero garantite al livello acquisito durante i 36 mesi precedenti; quanto
più acqua si esporti, maggiore sarà il bene che si dovrà esportare. Anche se si
dovesse determinare che la movimentazione massiva di acqua danneggia
l’ambiente, detti requisiti continueranno ad essere vigenti.
Il trattato ALCA che è stato proposto contiene un’ulteriore minaccia
alla sovranità e alla conservazione dell’acqua. La lista dei servizi del GATS
il cui negoziato è attualmente in corso, include i "servizi
ambientali". E’ assai probabile che i servizi ambientali, i quali
includono i servizi idrici, siano inseriti in modo similare nell’ALCA. Questo
significa che i servizi pubblici dell’acqua potranno essere impugnati secondo
le disposizioni del trattamento nazionale dell’accordo proposto, con la
conseguenza che i servizi come la fornitura di acqua o il trattamento delle
acque reflue saranno privatizzati e subcontrattati a favore di imprese idriche
transnazionali come Suez Lyonnaise des Eaux e Vivendi. Se qualche governo
tentasse di mantenere i servizi dell’acqua in mano allo stato, queste imprese
avrebbero enormi diritti all’indennizzo secondo il Capitolo 11.
Quello della perdita del controllo pubblico sull’acqua è un tema di
somma urgenza per i paesi latinoamericani, dove la privatizzazione, promossa in
gran misura dalla Banca Mondiale, si sta estendendo rapidamente.
Insieme agli accordi TBT ed SPS del WTO ed ai piani di accordi
"anticipati" nelle aree della silvicoltura e della pesca, il trattato
ALCA promette essere disastroso per l’amministrazione delle Americhe.
L’agricoltura e la sicurezza alimentare
Gli agricoltori delle Americhe hanno già sentito l’impatto totale della
competizione mondiale secondo i mandati onerosi dei programmi di aggiustamento
strutturale della Banca Mondiale e del FMI, come anche le disposizioni
sull’agricoltura del WTO. Si è eliminato dall’espressione inglese
"agriculture" (agricoltura) l’elemento "culture" (cultura),
rimpiazzandolo con quello di "business" (affare). Grazie al nuovo
sistema alimentare mondiale, l’agricoltura, mediante la quale gli agricoltori
coltivavano alimenti per il popolo e le comunità, è stata rimpiazzata da un
sistema "agroimprenditoriale", dall’industria agroalimentare, dove le
imprese transnazionali producono alimenti con fini di lucro senza che le importino
le norme di sicurezza alimentare o i diritti degli agricoltori.
A causa del fatto che il WTO proibisce i controlli sulle esportazioni e
le importazioni, solo gli agricoltori sommamente grandi, i grandi paesi e le
grandi imprese potranno sopravvivere. In conseguenza, l’accordo
sull’agricoltura del WTO ha beneficiato quasi esclusivamente le grandi imprese
agroalimentari del mondo, indipendentemente dal loro paese d’origine. Nello
scegliere gli accordi sull’agricoltura (AOA) e le norme (SPS) del WTO, i negoziatori
mostrano l’intenzione di assegnare nuovi poteri mediante questo patto che
restringe i diritti tradizionali degli agricoltori e riduce il livello della
legislazione alimentare. Secondo le discipline del WTO, gli agricoltori già non
possono più negoziare collettivamente i prezzi dei prodotti con gli acquirenti
nazionali, da una parte, e stranieri, dall’altra. L’eliminazione del sostegno
ai prezzi nazionali per proteggere gli agricoltori li ha lasciati alla mercé
dei prezzi internazionali.
La corsa degli accordi AOA del WTO contro le misure non tariffarie,
tali come le norme ambientali ed i programmi di gestione delle forniture, è
stata inoltre utilizzata per ridurre le garanzie sulla salute pubblica e sulla
protezione degli agricoltori. Ad esempio, mediante il WTO, gli Stati Uniti
hanno impugnato con successo i requisiti imposti dal Giappone in tema di salute
per le importazioni agricole in materia di prove dei residui dei pesticidi. Già
i paesi non possono mantenere riserve alimentari d’emergenza in caso di siccità
o raccolto deficitario; attualmente, devono comprare ciò di cui hanno bisogno
sul libero mercato. "Autosufficienza alimentare" significa adesso
poter contare sul denaro sufficiente per acquistare cibo, e non sulla capacità
di produrlo.
L’accordo SPS del WTO ha avuto un terribile impatto sul diritto dei
popoli del mondo a contare su alimenti sicuri. Canada e Stati Uniti hanno
utilizzato con successo l’accordo SPS per revocare la proibizione europea della
carne vaccina nordamericana che contiene ormoni dannosi e probabilmente
cancerogeni. La UE, particolarmente sensibile alla preoccupazione per il rumore
per la mucca pazza, decretò l’interdizione dell’uso non terapeutico degli
ormoni nel suo settore alimentare, citando diversi studi che stabilivano un
nesso tra essi e la malattia. Il gruppo di lavoro del WTO ha preteso la
"certezza scientifica" sul fatto che questi ormoni causino il cancro
o altri effetti negativi per la salute, imponendo così il principio della
precauzione come base dei regolamenti per la sicurezza alimentare.
L’ALCA sembra essere predisposto a promuovere un modello di agricoltura
nell’emisfero; i risultati saranno devastanti per gli agricoltori dell’America
Latina.
Che si prepara per il futuro per un’America Latina sotto l’ALCA? Si sta
promettendo ogni tipo di cose ai paesi del Centro America, del Sud America e
dei Caraibi rispetto all’ALCA: si dice loro che il commercio e gli investimenti
più liberalizzati creeranno la potenza commerciale più grande della storia, che
offrirà prosperità ai milioni di abitanti della regione che oggi non hanno né
lavoro né speranza.
I latinoamericani devono analizzare queste promesse con prudenza prima
di firmare impulsivamente questo patto.
La realtà è che l’America Latina sta vivendo sotto il modello dell’ALCA
già da più di un decennio. Si sostiene nei programmi di aggiustamento
strutturale della Banca Mondiale e del FMI ciò che i latinoamericani già
conoscono assai bene. In primo luogo sono stati i criteri imperativi di liberalizzazione
e privatizzazione dell’aggiustamento strutturale quelli che hanno causato lo
smantellamento delle infrastrutture pubbliche del continente.
Al fine di adempiere con i requisiti di alleggerimento del debito,
decine di paesi delle Americhe sono stati costretti ad abbandonare i programmi
sociali pubblici, cosa che ha permesso alle imprese straniere con fini di lucro
di fare ingresso e vendere i loro “prodotti” della salute e dell’educazione ai
“consumatori” che li possono pagare.
Oggi, questi paesi sono autorizzati a mantenere questi programmi
unicamente per i più poveri. Ciò nonostante, questi servizi sono così
inadeguati che le imprese non hanno interesse, e per questo, milioni di abitanti
dell’emisfero non possono contare sugli elementi basici dell’educazione e dei
servizi della salute. Non ci si deve sorprendere che i paesi latinoamericani
stiano soffrendo l’invasione da parte delle imprese di salute statunitensi,
come ad esempio l’Aetna International e l’American International, società che hanno
una crescita annuale del 20% in questa regione.
Con l’ALCA, il processo subirà un’accelerazione, che eliminerà
completamente la medicina tradizionale, l’educazione e la diversità culturale.
In effetti, la meta è raggiungere un’armonizzazione mondiale economica e culturale,
secondo un alto funzionario statunitense del WTO, il quale aggiunge che "comunque,
essa non si arresterà sino a quando gli stranieri non inizino a pensare come
gli americani, agire come gli americani e, soprattutto, comprare come gli
americani".
L’ultimo decennio di liberalizzazione del commercio e degli
investimenti ha causato molte sofferenze in America Latina. I tassi d’interesse
sono aumentati dal 3% del 1980 a più del 20% di oggi. L’America Latina, come
regione, ha il tasso di distribuzione dei redditi disuguale più alto del mondo.
Dopo aver preso la medicina del libero mercato, c’è più povertà adesso che nel
1980 e il potere d’acquisto del lavoratore latinoamericano si è ridotto del
27%. L’85% della crescita occupazionale si è verificata nel settore precario,
senza protezione o beneficio alcuno.
Il Messico, dopo otto anni nel TLC, ha un livello di povertà senza
precedenti del 70%. Durante questi anni, il salario minimo ha perso più dei tre
quarti del suo potere d’acquisto. Oggi ci sono 90 milioni di latinoamericani
indigenti e 105 milioni non hanno accesso a nessun tipo di servizio medico. Il
numero di bambini che lavorano è cresciuto spettacolarmente; attualmente ci
sono almeno 19 milioni di bambini che lavorano in condizioni terribili. Il movimento
disperato che è stato scatenato per sfruttare le risorse naturali della regione
ha causato il degrado massivo dell’ambiente e l’uso dei pesticidi e dei
fertilizzanti si è triplicato dal 1996; esistono oggi 80.000 sostanze chimiche
che si producono e si utilizzano nelle Americhe.
Lo sfruttamento odierno delle risorse naturali latinoamericane da parte
delle imprese canadesi e statunitensi aumenterà considerevolmente con il nuovo
patto emisferico. Le imprese transnazionali del settore minerario, dell’energia,
dell’acqua, dell’ingegneria, della silvicoltura e della pesca avranno nuovo
accesso a tutte le inestimabili risorse di ogni singolo paese e potranno
contare inoltre sul diritto di portare a giudizio qualsiasi governo che cerchi
di limitare questo accesso, avvalendosi delle disposizioni
sull’investitore-stato. La capacità dei governi di proteggere l’ambiente o di
stabilire norme ambientali rispetto all’estrazione delle risorse naturali si
ridurrà considerevolmente, esattamente come il diritto di garantire che le
attività delle imprese straniere generino posti di lavoro nel luogo.
L’affiliazione all’ALCA sotto queste condizioni "equivarrebbe a un
suicidio", afferma la coalizione dei sindacati del Cono Sud. Nel dicembre
del 2000, i principali sindacati di Argentina, Brasile, Paraguay ed Uruguay
hanno celebrato un summit sindacale del MERCOSUR, dove hanno esortato i governi
affinché sottomettano l’ALCA ad un plebiscito nazionale, con il quale, secondo
essi, si sconfiggerebbe il trattato. Il processo ALCA sta aumentando il livello
di povertà nella regione, secondo quanto hanno affermato dai leader sindacali,
e sta imponendo “limiti alle istituzioni nazionali, che dovrebbero decidere sul
futuro di ogni paese, e l’abbandono dei meccanismi che permettono alla società
di garantire l’amministrazione democratica dello stato ".
Conclusione
Se le condizioni e le raccomandazioni dei gruppi di negoziazione
dell’ALCA costituiscono la base fondamentale di un patto di commercio
emisferico, il processo nel suo insieme è inaccettabile ed i cittadini delle
Americhe devono lottare per sconfiggerlo completamente. Nonostante i governi
dichiarino che queste nuove regole di commercio e investimenti sono state
negoziate in collaborazione con i propri cittadini, il trattato proposto per
l’ALCA non riflette nessuna delle inquietudini espresse dalla società civile e
contiene le disposizioni che gli ambientalisti, i gruppi dei diritti umani e di
giustizia sociale, gli agricoltori, i popoli indigeni, gli artisti, i
lavoratori e molti altri, considerano più atroci. L’integrità di tutti i
programmi sociali, delle leggi ambientali e delle risorse naturali sono in
pericolo con l’ALCA. Attualmente, non esiste alcuna collaborazione che possa
convertire questo patto commerciale in un accordo accettabile.
Questo non vuol dire che i cittadini delle Americhe si oppongano alle
regole che reggono il commercio e ai vincoli economici tra i nostri paesi;
sempre e quando si basino su un congiunto differente di presupposti
fondamentali, tali come la Dichiarazione dei Diritti Umani delle Nazioni Unite
e regole ambientali solide, i cittadini delle Americhe sarebbero pronti ad
iniziare un processo tendente a sviluppare stretti legami tra essi stessi e con
i popoli del mondo. Ciò nonostante, questo non può essere intrapreso con i
presupposti e le mete dell’ALCA.
Questo processo deve iniziare con una revisione dei trattati
commerciali odierni come quelli del WTO e del TLC; è ora di concepire un nuovo
sistema di commercio internazionale che si fondi sulla democrazia, la
sostenibilità, la diversità e lo sviluppo, principi alternativi con rispetto ai
quali si sta realizzando un valido lavoro. Ma innanzitutto, il mondo del
commercio internazionale dovrà smettere di essere il regno esclusivo delle
élite protette, dei burocrati del commercio e dei negoziatori del potere
imprenditoriale. Quando intenderanno cosa è in gioco in questi negoziati
emisferici, i popoli delle Americhe si mobiliteranno per sconfiggerli. Questo è
il destino che le trattative si meritano.
Fonti
bibliografiche
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and Trade in the Western Hemisphere: Liberalization, Integration and Reform,
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Ricerca sui servizi: Ellen Gould, Vancouver.
Ricerca sul commercio elettronico: Sarah Anderson
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Ricerca sull’America Latina: Karen Hansen-Kuhn,
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