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Confische alla mafia, tutelare i lavoratori delle aziende

La FILLEA CGIL lancia una raccolta di firme per assicurare il futuro alle imprese

terrelibere.org - autore dell"articolo Fillea CGIL 27 gennaio 2012 Vai ai commentiCommenta Statistiche di lettura - terrelibere.orgLetto 1598 volte
Cosa accade quando una impresa viene sequestrata alle mafie? Spesso non riapre più i battenti e a pagarne il prezzo più alto sono i dipendenti che restano senza lavoro. Le poche imprese confiscate definitivamente hanno enormi difficoltà a essere restituite al territorio. Per questo la Fillea Cgil lancia una raccolta di firme per il recupero produttivo delle imprese sottratte alle mafie e la tutela dei lavoratori.
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    Sono passati trent`anni dall`introduzione nella legislazione italiana del reato di associazione mafiosa e il sequestro dei beni. Quella legge, nota a tutti come la 'Rognoni – La Torre`, costò la vita al dirigente del Pci Pio La Torre, trucidato insieme a Rosario Di Salvo il 30 aprile del 1982.
    Da allora sono state sequestrate oltre 4mila aziende, quasi il 50% legate al settore delle costruzioni e dell`immobiliare.
    Ma cosa accade quando una impresa viene sequestrata alle mafie? Spesso non riapre più i battenti e a pagarne il prezzo più alto sono i dipendenti di quella impresa, che restano senza lavoro. Non solo, ma quelle poche imprese che vengono bonificate e confiscate definitivamente hanno enormi difficoltà ad essere restituite al territorio e a trovare una propria identità produttiva.
    Per questo la Fillea Cgil lancia una raccolta di firme, finalizzata al recupero produttivo delle imprese sottratte alle mafie e a tutelare i lavoratori coinvolti, come spiega Walter Schiavella, segretario generale della Fillea Cgil 'sottrarre una impresa alla criminalità organizzata è un atto di liberazione per il sistema produttivo, che sempre più deve poter contare su imprese sane e competitive capaci di contrastare ogni tentativo di infiltrazione delle economie criminali` e per i lavoratori 'che proprio quel sistema produttivo sano deve saper tutelare e proteggere, senza mai abbandonarli al ricatto dei poteri criminali o alla disperazione della perdita del lavoro`.
    L`iniziativa della Fillea Cgil, che vede tra i primi firmatari l`ex procuratore capo anti mafiaPier Luigi Vigna, presidente onorario dell`Osservatorio Fillea Edilizia & legalità, chiede che l`Agenzia Nazionale per i Beni Sequestrati e Confiscati (ANBSC) istituisca un Ufficio Attività Produttive e Sindacali 'capace di coordinare le attività delle e nelle aziende sequestrate o confiscate attive, con particolare riferimento a quelle del settore delle costruzioni` ha spiegato oggi il segretario nazionale Fillea Salvatore Lo Balbo dai microfoni di Radio Articolo 1, la web radio della Cgil 'e di prevedere, attraverso una delibera, l`utilizzo di queste aziende nell`ambito dei lavori di manutenzione e ristrutturazione del patrimonio immobiliare sequestrato o confiscato in tutto il territorio nazionale` che può rappresentare un 'rilevante strumento di azione positiva per un`efficacia bonifica di questo tessuto economico, presente prevalentemente nei territori a forte caratterizzazione mafiosa.
    `Una pagina dedicata sul sito www.filleacgil.it, assemblee, incontri, corsi di formazione per operatori del sindacato, incontri con magistrati , associazioni datoriali ed istituzioni locali, lavoratori ed operatori del settore: il calendario delle iniziative a sostegno della raccolta firme è fittissimo.
    tag Tag: antimafia lavoro
    Formato per la citazione:
    , "Confische alla mafia, tutelare i lavoratori delle aziende", terrelibere.org, 27 gennaio 2012, http://www.terrelibere.it/4439-confische-alla-mafia-assicurare-un-futuro-alle-imprese

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