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La paura cambia indirizzo. Rosarno, raccontare la rivolta `incompresa` - www.terrelibere.org
  
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iniziative Seconda edizione aggiornata de `Gli africani salveranno Rosarno`
La paura cambia indirizzo. Rosarno, raccontare la rivolta `incompresa`
terrelibere.org - autore dell"articolo < Contatta 31 dicembre 2011 terrelibere.org - terrediconfine - Segnala questa notizia Vai ai commentiCommenta Statistiche di lettura - terrelibere.orgLetto 1450 volte
Dopo i fatti del 2011, qualunque tensione tra italiani e migranti è diventata per i media - e per il senso comune - `una nuova Rosarno`. La rivolta è stata invece un atto di ribellione contro mafia e sfruttamento. E oggi non è un pericolo da scongiurare o un ricordo da rimuovere. La seconda edizione de `Gli africani salveranno Rosarno` ricorda i fatti dal 2008 a 2011. E spiega come nel frattempo si è `rosarnizzato` il lavoro italiano.
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Rosarno (Rc) - Nella lettera indirizzata ai rosarnesi, gli africani scrivono: "Non dovete avere paura di noi". Per oltre vent`anni, sono stati i migranti a temere gli attacchi, le aggressioni e le pallottole di balordi e delinquenti, ragazzini e criminali col patentino della `ndrangheta. Oggi la paura ha cambiato indirizzo. Hanno paura gli uomini dei clan: di finire in carcere, che sequestrino i loro beni, che gli italiani prendano esempio da quegli stranieri che non conoscono il significato della parola omertà.

Dal 2010, invece, la rivolta di Rosarno è diventata uno spauracchio che si aggira per le città multietniche e per le campagne caratterizzate da sfruttamento estremo. In Italia infatti la raccolta dei pomodori (o delle arance o delle patate) si affronta abitualmente con gli strumenti dell`emergenza umanitaria: container e tendopoli, come in Darfur. Perché non cominciare dalla questione sindacale? La povertà estrema dei braccianti stranieri dipende dai salari bassi e da una filiera malata. Da un sistema economico che si basa sullo sfruttamento portato alle estreme conseguenze, per i migranti come per gli italiani.

Tutto questo non esiste nell`immaginario collettivo. Per i media e dunque per il senso comune, Rosarno è la metafora di una bomba pronta a esplodere ovunque ci siano tensioni tra immigrati e italiani. Per noi è la speranza: anche un luogo estremo e apparentemente senza luce può innescare processi di cambiamento se viene contaminato da mentalità differenti. 'Luoghi-mondo che non si incontrano`, li ha definiti Stefano Boeri, architetto del Politecnico di Milano, che ha promosso progetti visionari (e ignorati) per valorizzare le potenzialità della Piana e la presenza dei migranti. Insieme ai suoi studenti provenienti da tutto il mondo è stato l`unico a non considerare Rosarno come un 'problema` da risolvere.

La nostra sicurezza

Il ministro della Lega come i giornali progressisti. Tutti, per lunghi anni, hanno raccontato che i migranti mettono in pericolo la nostra sicurezza. Al Sud, come in ogni territorio dominato dalla mafia, è semplicemente ridicolo. Dopo le rivolte, è apparso anche falso. Gli africani hanno reso Rosarno un posto più sicuro. Per gli italiani e per sé stessi. Sono finite le aggressioni razziste, una piaga per vent`anni. La paura ha cambiato indirizzo, appunto. Ma hanno pagato con la persecuzione dello Stato: controlli di 'legalità` sui permessi e gli assembramenti e il modello dell`accoglienza recintata. Gli italiani hanno potuto respirare: gli arresti e i processi contro i Pesce-Bellocco, i sequestri di beni, l`elezione di una donna sindaco capace di acquisire al patrimonio comunale l`abitazione della madre del boss, ricevendo in cambio una lettera densa di minacce e insinuazioni.

Nel 2008 un rapinatore sparò contro i raccoglitori che tornavano dai campi. Tutti dissero: è un balordo. Chi altri potrebbe portare via pochi soldi a lavoratori così poveri da camminare in pieno inverno con le ciabatte infradito? E poi 'la ‘ndrangheta non fa queste cose`. Quell`uomo – lo dicono gli atti dell`inchiesta 'All Inside 2` – nel 2006 era andato all`Hollywood di Milano per uccidere chi aveva osato offendere pubblicamente Francesco Pesce ‘u nanu. E la sua ‘ndrina controllava – fino ai sequestri di 'All Clean` - tutta la filiera delle arance: dal conferimento al trasporto su gomma, dalla fornitura di cassette fino ai supermercati. Chi lavorava fuori da quel sistema e riconosceva salari dignitosi doveva nascondersi. Oggi, invece, la rete nazionale dei gruppi di acquisto solidale permette alle aziende che assumono in regola di trovare nuovi sbocchi e valorizzare la dignità del lavoro.

Rosarno è cambiata? Siamo cambiati noi

Dopo la rivolta i giornali si sono chiesti ossessivamente se Rosarno fosse cambiata. Nel frattempo si è 'rosarnizzata` l`Italia. Il modello per cui il livello superiore scarica su quello più debole il disagio della crisi è ormai esteso a tutti i settori: dal commercio al turismo, dall`editoria all`edilizia. Nel centri commerciali titolari di franchising costretti a pagare cifre assurde solo per un marchio si rifanno sulle commesse, che non sono più semplici dipendenti ma 'associate in partecipazione` e dunque rischiano di pagare le perdite se il negozio va male. Le librerie sono strozzate da grossi editori (che non riconoscono rese ma solo storni sugli acquisti futuri) e si ripagano truffando i piccoli editori. I grandi contractors ottengono appalti pubblici in edilizia col massimo ribasso, e poi subappaltano a piccoli imprenditori costretti a lavorare al minimo. A loro volta si rifanno sui dipendenti mascherati da piccoli imprenditori con partita Iva.

Mentre ci siamo consolati pensando che 'fanno i lavori che non facciamo più`, il lavoro migrante è stato il laboratorio dello sfruttamento da applicare a tutti. Al contrario, le lotte dei lavoratori migranti hanno alzato il livello dei diritti di tutti. Sono stati i migranti – da soli - a condurre un percorso di lotta contro le piaghe italiane, mafia e sfruttamento: da Castel Volturno a Rosarno fino allo sciopero di Nardò dell`agosto 2011. Quando incontrammo per la prima volta Giuseppe Lavorato, ex sindaco antimafia di Rosarno, ci disse: 'Il nostro Pertini emigrò in Francia e poi divenne Presidente della Repubblica. Forse nelle campagne c`è già un futuro leader`. Poi ascoltai Yvan Sagnet nello spiazzo della Masseria Boncuri, nelle campagne del Salento. Diceva: 'Scioperiamo. Tutti ciò che di bello c`è al mondo si è ottenuto con la lotta`. Allora riconobbi alle parole di Lavorato il valore della profezia.

Antonello Mangano, Gli africani salveranno Rosarno. E, probabilmente, anche l`Italia, seconda edizione aggiornata, terrelibere.org, Catania 2012, formati disponibili: libro (euro 8), ePub (euro 4.5), pdf (euro 4.5)

tag Tag: rosarno calabria lavoro
Formato per la citazione:
Antonello Mangano, "La paura cambia indirizzo. Rosarno, raccontare la rivolta `incompresa`", terrelibere.org, 31 dicembre 2011, http://www.terrelibere.org/la-paura-cambia-indirizzo-rosarno-raccontare-la-rivolta-incompresa
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