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Tunisini, non solo Francia. Chi resta in Italia cerca lavoro nelle campagne - www.terrelibere.org
  
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notizie Lavoro migrante e agricoltura nel Sud
Tunisini, non solo Francia. Chi resta in Italia cerca lavoro nelle campagne
terrelibere.org - autore dell"articolo < Contatta Redattore Sociale 04 maggio 2011 terrelibere.org - terrediconfine - Segnala questa notizia Vai ai commentiCommenta Statistiche di lettura - terrelibere.orgLetto 2265 volte
Dalle testimonianze raccolte in Basilicata, Calabria e Sicilia emerge una rotta interna che porta i migranti verso il meridione per le raccolte stagionali. Senza soldi, tanti si fermano a dormire nelle campagne. Ancora una volta, la politica dell`emergenza diventa fabbrica della clandestinità: le tendopoli sono state impiantate nelle campagne del Sud, nei pressi dei luoghi delle raccolte. Pronte a sfornare braccia a costo zero.
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Migranti in una tendopoli del Sud

ROMA – Dopo il permesso temporaneo non tutti i tunisini vogliono raggiungere la Francia. Sono tanti quelli che dicono di voler restare in Italia e si stanno dirigendo alla ricerca di un lavoro nelle campagne del meridione, dove saranno manodopera da sfruttare in agricoltura. Nuovi braccianti per le serre e le raccolte stagionali, che iniziano adesso. Lavori faticosi e sottopagati, spesso in nero, che gli italiani non vogliono più svolgere. E` quanto emerge da una serie di testimonianze di volontari e attivisti in diversi luoghi del sud Italia in cui sono sorte le tendopoli o da cui transitano i migranti.

A volte i tunisini sono indirizzati dalla rete della comunità presente nel nostro paese, ma capita anche che si ritrovino ‘sfrattati` dai centri e senza mezzi di sostentamento. 'Dei 40 con i documenti consegnati ieri nel Cara di Salina Grande a Trapani, molti non hanno soldi e non sanno dove andare, gli è stato comunicato che oggi devono lasciare il centro e ci hanno detto che dormiranno nelle campagne lì intorno – spiega Giorgia Listi del comitato Antirazzista Cobas – l`incapacità di spostamento peggiorerà la situazione con gli abitanti che si sentiranno minacciati da questi tunisini senza soldi e senza lavoro che vagano nelle campagne del trapanese`. Secondo l`attivista che con altri volontari monitora da settimane la situazione del Cara di Trapani 'è iniziato il caporalato, ci sono padroncini italiani e mediatori migranti che reclutano ospiti del Cara per lavorare in campagna. Non sappiamo quanti siano, perché i migranti sono molto riservati su questo, temono che possa inficiare l`iter per il permesso di soggiorno`.

Anche un`attivista di un`altra organizzazione, Valeria Bertolino del comitato 29 dicembre 1999 strage del Vulpitta, vede una possibilità concreta che i tunisini siano nuove braccia da sfruttare nelle campagne. 'Qui a Trapani molti vogliono andare nel nord Italia dove avevano contatti per lavorare – dice – molti però si fermano in zona perché sanno che sta per iniziare la stagione delle raccolte, pomodori e fragole, a Marsala e a Petrosino, poi a fine estate c`è la vendemmia ad Alcamo. Fare passare i contatti dentro il Cara non è così difficile. Molti tunisini restano perché pensano che qui ci sia lavoro`.

'Oltre che profughi, sono pure sfollati` commenta Gervasio Ungolo, volontario dell`Osservatorio Migranti Basilicata, che da oltre dieci anni segue le vicende e l`accoglienza dei braccianti stagionali stranieri che raccolgono il pomodoro a Palazzo San Gervasio (Pz). Ungolo si riferisce alla situazione dei tunisini accompagnati alle stazioni ferroviarie dopo il permesso temporaneo, che in alcuni casi sono rimasti privi di orientamento e di mezzi, bloccati a lungo negli scali. 'Anche qui c`è movimento di caporali, visto che inizia la piantumazione del pomodoro e fra i maghrebini potrebbero esserci dei tunisini della tendopoli sparpagliati fra le campagne`.

Un altro snodo cruciale dopo la consegna dei permessi temporanei è stata la stazione di Villa San Giovanni dove arrivano i migranti dei centri siciliani diretti a Roma e al nord. Anche qui si sono registrati molti disagi, con permanenze in stazione anche di 24 ore prima di poter prendere un treno e gruppi di tunisini arrivati spossati e disidratati per aver percorso a piedi il tratto Catania – Messina. 'Alcuni però andavano in senso opposto, dalla tendopoli di Manduria si dirigevano a Catania perché dicevano che lì c`è lavoro nelle campagne, sono passati da qui almeno due gruppi, giovedì sera e sabato scorso` raccontano Antonio Oppedisano e Daniele, volontari delle associazioni riunite nel Comitato di solidarietà ai migranti (Cosmi).

tag Tag: migranti_lavoratori
Formato per la citazione:
Raffaella Cosentino, "Tunisini, non solo Francia. Chi resta in Italia cerca lavoro nelle campagne", Redattore Sociale terrelibere.org, 04 maggio 2011, http://www.terrelibere.org/tunisini-non-solo-francia-chi-resta-in-italia-cerca-lavoro-nelle-campagne
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