Lo scorso 15 febbraio La Padania ha pubblicato in prima pagina una intervista a Pierluigi Bersani secondo il quale per realizzare una “vera” riforma federalista è auspicabile un “patto” fra due partiti “popolari” e “autonomisti” come il Pd e la Lega, che – sottolinea il segretario del Pd - “non è razzista”.
L`obiettivo 'tattico` tanto evidente quanto improbabile è di 'staccare` la Lega dal Pdl e preparare un`alleanza indispensabile, secondo i grandi strateghi del Pd, per sconfiggere Berlusconi. Inutile dire che tale alleanza non appare affatto 'indispensabile` neppure sul piano meramente aritmetico: molti sondaggi mostrano che Pdl-Lega perderebbero oggi non solo rispetto a un ipotetico schieramento da Vendola a Fini ma anche (anzi più) di fronte a un centro-sinistra che si presentasse separato dal terzo polo. Con l`incognita ovvia di quel 40-45% di indecisi o di non votanti che difficilmente saranno conquistati dalle capriole alla D`Alema, anziché da un chiaro e serio discorso politico.
Ma qui non interessa neppure discutere la proposta 'tattica` del Pd quanto denunciare il 'prezzo` vergognoso che esso si offre di pagare pur di realizzarla (come prospetta oggi Bersani ma come da tempo vagheggia Chiamparino). L`intervista mostra infatti che per raggiungere il suo obiettivo il Pd è disposto a camuffare la vera natura della Lega e a ripulirne l`immagine, cioè a farsi garante presso l`opinione democratica che la Lega è solo una sano partito federalista che pratica per accidens (non essendo razzista…) politiche xenofobe, omofobe, antimeridionali (e secessioniste).
Un partito eversivo, totalitario, razzista
E` un totale capovolgimento della verità come mostrano tutti i documenti, le dichiarazioni e le iniziative della Lega Nord. Si veda il suo stesso statuto in cui si autodefinisce 'Lega Nord per l`Indipendenza della Padania`, cioè contraria all`indivisibilità della Repubblica sancita dalla nostra Costituzione (art. 5). Quanto alle politiche antimeridionali e secessioniste basterà ricordare i reiterati tentativi di introdurre delle liste 'regionali` per la scuola o la proposta di gabbie salariali per il sud e di settentrionalizzare l`esercito, per non dire del federalismo tipo 'prendi la cassa e scappa`, che strangola il meridione.
Il razzismo leghista, infine, è testimoniato da una serie interminabile di soprusi contro i migranti, culminati nelle leggi razziali volute da Maroni (il cosiddetto 'pacchetto sicurezza`), negli sgomberi dei rom, nei respingimenti in mare, nella sanatoria truffa ecc. (misure talvolta condannate come razziste dalla stessa UE). Infine, l`imposizione del marchio leghista sui luoghi pubblici (Adro), ha mostrato come la celebrazione in chiave antimeridionale e xenofoba della razza padana tenda a sfociare in un totalitarismo simile a quello di chi celebrava la razza ariana nella Germania nazista.
La Lega e chi ne fa il gioco
E` questo il partito che, per Bersani, non sarebbe razzista mentre è proprio l`odio verso il diverso a fare da collante indispensabile e ad unire al nord, in nome della comune 'padanità` e contro ogni ipotesi di federalismo solidale col resto del paese, classi sociali contrapposte, permettendo alla Lega di estendere i suoi consensi.
In conclusione Bersani continua a lisciare il pelo alla bestia leghista, come molte forze di sinistra e democratiche fanno ormai da decenni nell`illusione di ammansirla e col risultato di farla crescere a dismisura; di 'abbellirla` e di accreditare come rispettabile un movimento eversivo, razzista e tendenzialmente totalitario, che ha come unico obiettivo la conquista e la gestione dispotica del potere. E` un disegno che ha avuto e continuerà ad avere come effetto di diffondere sempre più nel paese, con conseguenze devastanti, il veleno eversivo e razzista della Lega, diventandone complici.
* Si veda al proposito l`antologia Svastica verde, di Walter Peruzzi e Gianluca Paciucci, recentemente pubblicata dagli Editori Riuniti.