Trentasette morti e la paura che accompagna ogni nuovo scroscio di pioggia. E` l`eredità della tragedia di Giampilieri. In 12 mesi non è arrivato nessun intervento strutturale per la messa in sicurezza del territorio, ma il progetto della città cantiere con le cave, i viadotti e le discariche che devasteranno ulteriormente l`area dello Stretto. Il due ottobre a Messina, per fermare lo scempio e invertire la rotta.
I SOLDI DEL PONTE PER LA MESSA IN SICUREZZA DEI TERRITORI Ad un anno di distanza dall`alluvione che ha colpito la zona sud di Messina, lasciando sul terreno 37 morti, e a parecchi mesi dalle frane che hanno interessato i paesi dei Nebrodi, le aspettative di messa in sicurezza e d`aiuto provenienti da quei territori sono largamente disattese. Le prime piogge autunnali, inoltre, hanno nuovamente gettato nella paura i paesi già colpiti e messo in ginocchio Reggio Calabria.
Al contrario, il progetto di costruzione del Ponte sullo Stretto ha proseguito il suo iter, un iter stanco, confuso e contraddittorio che, però, si propone all`intero territorio meridionale come un`ipoteca gravida di devastazioni e sprechi. Di recente sono state diffuse le mappe relative ai raccordi, alle cave e alle discariche del Ponte sullo Stretto con le quali si delineano i cantieri e, quindi, si chiarisce che i disagi ad essi connessi non interesseranno, per quanto riguarda la sponda messinese, solo la zona di Torre Faro, bensì la città intera.
D`altronde le trivelle che, come funghi, spuntano un po` dappertutto (oltre 100 quelle già messe in campo, secondo Ciucci) lo stanno a dimostrare. Ciò che viene prospettato agli abitanti di Messina per il futuro è, insomma, una città sottomessa agli interessi di Impregilo e soci, ridotta ad un colabrodo e con una viabilità impazzita, nella quale l`autorità sarà in buona misura in mano alla Stretto di Messina S.p.A., concessionaria del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti per la progettazione, realizzazione e gestione del Ponte sullo Stretto di Messina. Lo dimostra la vicenda dei complessi residenziali di Via Circuito a Torre Faro, candidati ad ospitare le trivelle, posti sotto la minaccia dell`intervento delle forze dell`ordine.
Il popolo del No Ponte, dopo la bella e partecipata manifestazione del 28 agosto a Torre Faro, tornerà in piazza, per le strade di Messina, SABATO 2 OTTOBRE, a riconfermare l`assoluta contrarietà all`avvio dei cantieri e a chiedere con forza di intervenire per le vere priorità: il 75% del patrimonio abitativo messinese non è a norma contro il rischio sismico; gran parte delle scuole non ha nemmeno l`agibilità e versano in drammatiche condizioni igieniche e ambientali, mentre oltre l`80% dei comuni della provincia è a rischio idrogeologico. Inoltre, sulla sponda calabrese dello Stretto, la Costa Viola e tutta l`area di Villa San Giovanni-Cannitello sono a forte rischio sismico ed idrogeologico. Ebbene, con meno della metà di quanto la Società dello Stretto ha ingoiato in 20 anni (circa 500 milioni di euro spesi in 'studi e progetti`) si potrebbero riqualificare case, scuole, ospedali e dare lavoro ad oltre 3.000 operai. Dalla manifestazione nazionale, svoltasi a Cannitello, il 19 dicembre 2009, restano sempre attuali le principali priorità:
1) messa in sicurezza del territorio (sicurezza, d`altronde, era stata la parola più usata in campagna elettorale dagli stessi componenti del Governo, che hanno, però, ignorato gli allarmi lanciati dagli esperti e dagli abitanti);
2) ammodernamento del sistema viario;
3) potenziamento e ammodernamento della flotta marittima;
4) rifacimento delle condotte dell`acqua e gestione pubblica come bene comune non alienabile;</p>
5) allestimento dei servizi essenziali fondamentali in ogni territorio, a partire da quelli sanitari.
Il nostro non sarà un corteo di commemorazione, ma una giornata di lotta: facciamo appello ai comitati locali, ai lavoratori, ai precari, ai disoccupati e ai cittadini tutti perché portino in questa manifestazione tutta la loro rabbia contro l`assurdo spreco di risorse pubbliche, mentre l`area dello Stretto sprofonda in una devastante crisi economica e ambientale. Pretendiamo che i soldi destinati al Ponte vengano immediatamente utilizzati per mettere in sicurezza sismica ed idrogeologica i nostri territori perché i tragici eventi che hanno colpito Giampilieri, Scaletta e gli altri paesi della riviera Jonica non possano più ripetersi.
SABATO 2 OTTOBRE - CORTEO NO PONTE ORE 16.00 PIAZZA CAIROLI (MESSINA)
In difesa dei beni comuni.