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Cassibile. Patate etiche made in Sicilia - www.terrelibere.org
  
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rassegna web Lavoro stagionale e migranti
Cassibile. Patate etiche made in Sicilia
terrelibere.org - autore dell"articolo Cinzia Gubbini il manifesto 14 aprile 2010 terrelibere.org - terrediconfine - Segnala questa notizia Vai ai commentiCommenta Statistiche di lettura - terrelibere.orgLetto 4317 volte
A Cassibile africani sfruttati come a Rosarno. Una proposta per cambiare. Al via la campagna `io non assumo in nero` in provincia di Siracusa. "Uguale lavoro, uguale salario", dice la Rete Antirazzista, che propone di sostenere gli imprenditori etici con acquisti solidali. Intanto il ministero dell`Interno ha montato una tensostruttura, c`è posto per dormire per circa 120 persone. Ma solo se regolari.
Il libro: Voi li chiamate clandestini
IL LIBRO
Voi li chiamate clandestini
Come viene prodotto il cibo che state mangiando?

Sono tornati i migranti a Cassibile: come ogni anno, quando ricomincia la stagione della raccolta delle patate, sono in centinaia a ritrovarsi in questo piccolo paese in provincia di Siracusa. Cassibile si snoda lungo un`unica strada, per l`anagrafe ci vivono poco più di mille abitanti, il suo posto nella storia l`ha guadagnato con la firma dell`armistizio tra Italia e forze alleato nel `43, e oggi un edificio proprio all`inizio del paese ospita una moschea. Gli abitanti di Cassibile mal sopportano l`"ondata" africana che tutti gli anni si insedia nel paese. Eppure gli immigrati portano avanti la stagione della patata, prezioso tubero per l`economia locale. Tutti si servono di questi lavoratori.

All`alba è un via vai di camioncini che raccolgono persone da portare nei campi, ma anche a fare qualche lavoretto di edilizia o quel che ci scappa. Ma la presenza di tanti ragazzi la sera nella piazza del paese, il fatto che molti di loro dormano letteralmente sotto gli alberi quando non possono pagare uno degli esosi affitti piazzati sul mercato siracusano, ha già fatto scoppiare qualche atto di intolleranza, e una manifestazione lo scorso anno per denunciare la loro presenza. C`è che dice che questa sarà «la prossima Rosarno», con la «caccia al nero» e tutto ciò che ne consegue. Poche settimane fa il ministero dell`Interno ha montato una tensostruttura, c`è posto per dormire per circa 120 persone, possono usufruirne i lavoratori che hanno un regolare permesso di soggiorno, un tentativo di smorzare la tensione che si taglia con il coltello.

Ma certo non basta dare un tetto ai lavoratori. Ne è convinta la Rete antirazzista di Catania, che sta anche organizzando il primo maggio proprio a Cassibile: «Il principio di uguale lavoro per uguale salario deve diventare la bussola dell`associazionismo antirazzista e del sindacalismo conflittuale o si innescheranno sempre di più guerre fratricide tra poveri», dice Alfonso Di Stefano della Rete. La proposta, allora, è di provare a spezzare il micidiale meccanismo che caratterizza il lavoro in agricoltura: anche se sei regolare, anche se un permesso di soggiorno in tasca ce l`hai, sono pochi gli imprenditori che ti fanno un contratto in regola.

Le aziende agricole un po` schiacciate dai prezzi stracciati imposti dalla distribuzione, un po` per una precisa politica che mira al maggior profitto a tutti i costi, utilizzano questa procedura: contratto regolare per due-tre lavoratori, e dietro una schiera di persone che faticano al nero. Ed ecco l`idea della Rete antirazzista: lanciare la campagna «Io non assumo in nero». «Vogliamo fare in modo che gli imprenditori che accettano di offrire contratti regolari di lavoro possano sopravvivere alla concorrenza sleale di chi si avvale del lavoro irregolare - dice Di Stefano - bisogna ripartire dai diritti dei lavoratori. Ed è importante farlo in una terra come questa, dove gli italiani hanno rimosso le lotte bracciantili di quarant`anni fa, che causarono anche dei morti tra i lavoratori».

L`obiezione è semplice: e chi un permesso non ce l`ha? La Rete non dimentica i cosiddetti clandestini. Anzi, è proprio da loro che bisogna cominciare, la manodopera più ricattabile che ci sia. «Occorre favorire la regolarizzazione di chi emerge dal lavoro nero. Come prevede in parte la direttiva europea - ricorda Di Stefano - che permette a chi denuncia lo sfruttamento l`ottenimento di un permesso, che dovrebbe essere per lavoro».

Ma come fare per convincere gli imprenditori ad assumere in regola? Semplice: assicurando loro un guadagno. Per questo la Rete ha messo di mezzo i gruppi di acquisto solidale - i Gas - quei circoli di cittadini che in tutta Italia si organizzano per acquistare cibo biologico e sicuro. Questa volta i Gas sono chiamati a comprare non un prodotto biologico ma un prodotto etico: patate raccolte senza sfruttare i lavoratori. Per far circolare l`idea è stato lanciato un appello, che sta girando a livello nazionale. Se l`impresa funzionasse anche singoli, associazioni, partiti dovrebbero impegnarsi ad acquistare patate dagli imprenditori che non sfruttano i lavoratori.

Un ostacolo sta nella quantità di tuberi da ordinare: «Almeno una tonnellata per le ordinazioni fuori Sicilia», dice Di Stefano. Ma è pur vero che la patata non è un prodotto deperibile: anzi, una volta veniva conservata per mesi nelle cantine. Il prezzo stabilito, per ora, è di 65 centesimi al chilo. Se cominciassero a fioccare ordinazioni l`idea è anche quella di coinvolgere una ditta di trasporti confiscata alla mafia, da allora penalizzata dal mercato "tradizionale" e che lavora per le aziende di prodotti biologici.

Si tratterebbe, insomma, di mettere insieme esperienze che cercano di contrastare le regole drogate del mercato, facendo convergere gli interessi degli imprenditori, dei lavoratori e degli acquirenti. Forse è un sogno, ma sempre meglio che aspettare la prossima Rosarno.

"Non sono pochi euro a cambiarti la vita. Io non assumo in nero"

L`imprenditore siciliano Davide Proietto: «Il vero problema è la burocrazia».

Davide Proietto è un imprenditore che ha accettato di partecipare all`iniziativa della Rete antirazzista. Anzi, in qualche modo l`iniziativa è ispirata a lui che da anni assume soltanto immigrati in regola, subendo la concorrenza sleale degli altri imprenditori.

Signor Proietto, la domanda può sembrare strana, ma perché assume lavoratori in regola?

Perché penso sia giusto così. Prima di tutto mi piace stare tranquillo, e comunque penso che non siano i pochi euro di contributo a cambiarti la vita, anche se adesso lavorare la campagna è dura. E poi sappiamo cosa significa per questi lavoratori: la possibilità di rinnovare i loro permessi.

E allora perché gli altri imprenditori assumono al nero?

Non lo so. Magari qualcuno lo mettono in regola e poi gli altri li fanno lavorare al nero e li mettono in fondo al campo, dove non guarda nessuno. Comunque se ti beccano sono problemi: 4 mila euro di multa, ne vale la pena? Io ho una causa aperta da cinque anni perché un giorno venne un lavoratore al posto di un altro che avevo assunto, e siccome erano i primi giorni non me ne ero neanche accorto. Adesso tutte le mattine i lavoratori mi devono mostrare i loro documenti.

Ma chi assume in nero le fa concorrenza sleale?

E` ovvio.

Quanti lavoratori ha quest`anno?

Abbiamo appena iniziato, per adesso solo cinque. Più avanti con la stagione incrementeremo i lavoratori, almeno speriamo.

Ha avuto qualche problema?

Più che altro devo dire che è sempre più difficile assumere lavoratori regolari. E` paradossale, ma la burocrazia ci si mette di mezzo. Quest`anno, per esempio, alla questura di Siracusa avevano introdotto la procedura per cui il rinnovo del permesso di soggiorno doveva essere chiesto due mesi prima della scadenza, invece che fino a due mesi dopo. Lavoratori con cui sono in contatto da anni rischiavano di perdere il documento. Ma ora la questura sembra essere tornata indietro.

Pensa che la campagna "Io non assumo in nero" sia utile?

Penso di sì, è una bella iniziativa, che incoraggia chi cerca di seguire le regole. Per me sarebbe importante poter sapere che venderò il prodotto, avere la possibilità di programmare.

Per ordinare le "patate etiche": alfteresa@libero.it

tag Tag: migranti_lavoratori
Formato per la citazione:
, "Cassibile. Patate etiche made in Sicilia", il manifesto terrelibere.org, 14 aprile 2010, http://www.terrelibere.org/cassibile-patate-etiche-made-in-sicilia
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